lunedì 18 giugno 2012

Mercato - da Poulsen a Giovinco.

Ecce mercato. Si avvicinano i giorni delle ufficialità, intanto si preparano colpi, ne saltano altri, si aprono nuove prospettive. Ecce mercato, nodo di svolta della società biancoceleste, dove ci si gioca tutta la credibilità del progetto, del piano di Lotito, sbilanciatosi pericolosamente con la parabola dei "4 acquisti". Ecce mercato, qui o si fa la Lazio, o non si ottiene di nuovo niente.
GIOVINCO - Tra i due litiganti a volte il terzo gode. C'è la possibilità, remota magari, come riporta il Corriere dello Sport, che la Lazio si infili nella corsa tra Juve e Inter per il fantasista della Nazionale Giovinco. Sarebbe la sorpresa del mercato: il canale con il Parma è aperto per Floccari, il giocatore ha una valutazione alta, 13-15 milioni e contropartite tecniche. Con la Juve niente accordo, e Lotito vuole piazzare il colpo ad effetto, affiancare a Klose un talento cristallino, con la faccia pulita. A Torino e Milano potrebbe ritrovare quella panchina che tanto lo ha scosso in passato, a Parma il palcoscenico non è cosi amplio. I numeri della "Formica Atomica" parlano da soli, 15 gol e 16 assist nell'ultimo campionato. Il fronte Floccari ha aperto un canale con Ghirardi: il presidente vorrebbe l'attaccante a 2,5 milioni, a fronte dei 5,5 dell'accordo, altrimenti potrebbe virare su Maxi Lopez, o lasciarsi tentare da qualche talento di casa Lazio, come Ceccarelli, classe '92, ultimi 5 mesi con la Juve Stabia da dimenticare, ma talento della Primavera di Bollini. Lo voleva Zeman, e la Lazio disse no a 800mila euro per il prestito con diritto di riscatto sulla comproprietà, il Pescara ha puntato su Caprari e la Roma ci ha guadagnato. La Lazio ha bisogno di valorizzarlo, ma il nome che interessa ai ducali è un altro: Diakitè. Il suo contratto è in scadenza 2013, è previsto un incontro con l'agente, o si trova l'intesa o rischia di finire sul mrcato.L'offerta che permetterebbe alla Lazio di infilarsi nella corsa sarebbe di 8 milioni più Floccari, e una comproprietà tra Ceccarelli e Diakitè, più il tacito assenso della Juventus (se non lo dovesse riscattare definitivamente). Se Marotta decidesse di lasciarlo un altro anno fuori da Torino, l'opzione Lazio sarebbe maggiormente auspicabile rispetto all'Inter, rivale per lo Scudetto. Se dovessero spuntare gli sceicchi del Paris Saint Germain il discorso sarebbe, ovviamente, del tutto diverso.
YILMAZ - Ad un mese ormai dal Wy Scout di Milano, meeting di Tare, Esegel e il bomber turco, che aveva consegnato il giocatore nelle mani della Lazio, la trattativa non è ancora chiusa. Sirene londinesi (Tottenham, Fulham) destabilizzano quel che doveva esser tutto fatto, o quasi, ma la Lazio si gioca molta della sua (indebolita da gennaio) credibilità di mercato, i tifosi scalpitano, potrebbero non sopportare un ulteriore acquisto rimandato e poi mai fatto alla Honda.Bisogna chiudere, e in fretta.
ZARATE - Il "patrimonio della società" è in vendita in realtà al miglior offerente, nessun segnale di conferma dell'argentino, semmai il contrario. La notizia è questa: la Lazio vuole venderlo, lo sta offrendo di continuo in giro. In rosa dopo Klose è il miglior attaccante, ma pare non ci sia spazio per lui a Roma. La speranza è che Petkovic non ripeta gli stessi errori di Ballardini. Il Messaggero aggiunge che Zarate sarebbe disposto a spalmare il suo ingaggio in 4-5 anni pur di rimanere alla Lazio. L'amore, a quanto pare, c'è, bisogna solo ricambiarlo.
EDERSON - Almeno lui sta arrivando. Il brasiliano in settimana ritirerà il suo passaporto, e firmerà il contratto che lo legherà alla Lazio da comunitario per 5 anni.
NAINGGOLAN - Il belga di origine indonesiana fa gola a molti, e Petkovic ha bisogno di un centrocampista esterno che, oltre alla buona qualità di piedi, abbia anche polmoni d'acciaio. La Juve ha puntato tutto su Asamoah dell'Udinese, il suo cartellino vale 10 milioni. Unico grosso ostacolo: i rapporti tra Cellino e Lotito sono tesi, e questo rende la pista molto complicata.
LAZZARI - Lo avrebbe voluto il Milan un anno fa, la Fiorentina vorrebbe rinnovargli la comproprietà, il Cagliari invece vorrebbe cederlo. Accostato alla Lazio, al suo manager non risultano contatti con la società biancoceleste.
POULSEN - Il nome nuovo per l'out di sinistra è il talento della nazionale danese, buona spinta, piedi discreti, copertura assicurata. Un parametro zero, di quelli che piacciono a Tare, come anticipato dalla nostra redazione. Proposto Abero, si spera ancora in Balzaretti. In prima fila, a quanto pare, ci sarebbe anche Peluso dell'Atalanta.
POLANSKI E BLASZCZVKOWSKI - Il tedesco polacco del Mainz, centrocampista centrale, piace molto, 26 anni e buona esperienza. Sicuramente è una pista più praticabile rispetto a quella che porterebbe a Blaszczykowski, stella del Borussia, capitano della Polonia, due milioni di stipendio richiesta, prima offerta già rifiutata. Su di lui si stanno muovendo i club di mezza Europa, è stata, fino ad ora, una delle più belle scoperte, per chi non seguisse Bundesliga  o Borussia, di questo Europeo. La Lazio, secondo Repubblica, avrebbe offerto un contratto inferiore al milione di euro. Peccato che il Borussia per il rinnovo ne abbia offerti 1,7.

Fonte: Luca Capriotti-Lalaziosiamonoi.it

giovedì 14 giugno 2012

Mauri - Parla il suo agente.

A SkySport24 interviene Tiziano Gonzaga, agente del giocatore, per parlare degli sviluppi della vicenda legata al suo assistito. Che importanza può avere questa decisione del Gip? «Una valenza che ci fa riflettere. Ci fa strano che il ragazzo venga scarcerato definitivamente prima della verifica del tribunale. Domani chiederemo comunque la richiesta al tribunale del riesame senza la nostra richiesta. Ci lascia perplessi l’atteggiamento tenuto in precedenza con Mauri. Probabilmente, se non sussistono più gli elementi per farlo andare al riesame, non erano così gravi le cose che gli hanno fatto fare quindici giorni di prigione togliendoli alla vita in libertà».
Questa decisione comporta un alleggerimento della posizione di Mauri? Si può considerare un passo verso l’innocenza? «Voi vi ricordate che sembrava che Stefano fosse l’unico a cui non venissero concessi gli arresti domiciliari. Ci domandiamo cosa sia accaduto in questi 5 giorni che abbiano fatto cambiare idea agli inquirenti. Si pensava chissà cosa ci fosse dietro l’interrogatorio di Mauri, ritenuto insoddisfacente. Sinceramente ancora non ce lo spieghiamo».
Non vi aspettate nessuna condanna? «Io ho sempre creduto nella sua innocenza per la giustizia ordinaria. Avevamo paura per la giustizia sportiva, ma con gli avvocati validi che abbiamo siamo sicuri che anche in questo campo riusciremo a dimostrare la sua totale innocenza».

Confermato dall'avv. Melandri - Stefano Mauri è libero.

Stefano Mauri è libero, tirano un sospiro di sollievo i tifosi laziali. Il Gip Salvini ha firmato l'istanza di scarcerazione, per saperne di più l'avvocato del giocatore, Matteo Melandri, è intervenuto in Esclusiva ai nostri microfoni: "Quella di liberare Stefano è stata una decisione presa dal Gip. Le indagini sono proseguite e sono arrivate a buon punto, una fase nella quale non era più necessaria la misura cautalare". Una decisione che ha anticipato le mosse della difesa che domani comunque si presenterà davanti al Tribuna del Riesame di Brescia con l'intento di far decadere del tutto il provvedimento cautelare.

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Quella di Salvini sembra una mano tesa alla difesa di Mauri che, però, vuole andare fino in fondo. "Confermo che domani ci presenteremo davanti al Tribunale del Riesame per presentare la nostra memoria difensiva, il nostro intento è quello di far decadere completamente la misura cautelare". Mauri è libero. Questa è la notizia più bella e importante.

FONTE: LALAZIOSIAMONOI.IT

Mauri finalmente libero

Secondo quanto riportato sito web lastampa.it, Stefano Mauri e Omar Milanetto, già agli arresti domiciliari per le vicende legate al calcio scommesse, da questa mattina sono tornati liberi. La prima decisione (arresti domiciliari ndr.) era stata presa dal Gip Salvini sulla base degli interrogatori di garanzia in carcere. Di conseguenza le esigenze cautelari si erano già “considerevolmente attenuate”.
Si attendono conferme della notizia e eventuali comunicati dagli interessati o dai loro legali.

Auguri grande Uber

Uber Gradella (Mantova, 14 giugno 1921)

A Uber Gradella, un grande augurio dalla redazione di laziolazio.blogspot.it per il compimento del 91° compleanno.

Dopo un breve tirocinio in compagini minori, arriva nel 1937/38 nella squadra della sua città, per poi trasferirsi al Verona l'anno seguente dove però è sempre riserva. L'anno successivo gioca 33 partite in Serie B con gli Scaligeri. Nel 1940 arriva a Roma e con la Lazio di Silvio Piola, allenata da Geza Kertesz, gioca 21 partite dimostrandosi sicuro e affidabile. L'anno successivo gioca per 29 volte a difesa della porta biancoceleste. Nel 1942/43 gli eventi bellici lo costringono a trasferirsi a Biella nella squadra locale e poi nel '44 a Novara. Era stato richiesto dal C.T. della Nazionale Pozzo, che ne intravedeva le grandi qualità, insieme a Silvio Piola e Luciano Ramella.




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Nel 1945 ritorna a Roma e in quell'anno disputa 19 partite nel campionato romano e poi altre 12 nel 1946. Alla ripresa dei campionati nazionali gioca 34 partite nel 1947/48 e solo 10 nel 1948/49, in quanto vittima di un grave infortunio a Bergamo contro l'Atalanta, quando non esita a lanciarsi in presa, nonostante molti uomini gli stiano per franare sopra un ginocchio. Ristabilitosi dopo molto tempo e pronto a riprendere il posto tra i pali biancocelesti, gli viene comunicato che non rientra nei programmi della Società che nel frattempo ha acquistato Lucidio Sentimenti, e gli viene concessa la lista gratuita. Uber dichiara che se deve andare a giocare con un'altra maglia preferisce abbandonare il calcio. Si stabilisce così in modo fisso a Roma dove apre esercizi commerciali di articoli sportivi che forniscono le principali Federazioni del CONI. Fino all'anno 2005 gestisce direttamente il negozio dietro Piazza Mancini ed è sempre disponibile a parlare della Lazio che fu e di quella che è, con i suoi clienti. Le pareti sono piene di giornali incorniciati che rievocano le sue splendide parate e le sue imprese. Ultimamente ha chiuso il suo esercizio commerciale a causa di alcuni problemi ortopedici alle gambe.

Uber è stato un portiere essenziale e con grande senso del piazzamento. Raramente, e solo all'occorrenza, metteva in mostra le sue doti di acrobazia. Uber Gradella è stato un giocatore corretto e sportivo ed è un uomo di grandissima signorilità e gentilezza, come nella migliore tradizione della vera Lazialità. E' il decano dei giocatori laziali.

Fonte: Laziowiki


Balzaretti - Lazio pronta ad alzare l'offerta.

La pista che porta a Federico Balzaretti non è ancora del tutto tramontata. La Lazio lo ha individuato come il rinforzo giusto per la sua fascia sinistra e vorrebbe che fosse lui il terzo acquisto dopo Ederson e Yilmaz. Con Breno pronto a sposare il biancoceleste qualora la giustizia tedesca dovesse assolverlo per l'accusa d'incendio doloso. Balzaretti è, per adesso, l'unica pista calda per la fascia sinistra, Tare sta effettuando vari sondaggi, ma è il biondo terzino che più di tutti intriga a Formello.

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Il problema è la valutazione che il Palermo da a un giocatore di quasi 31 anni e in scadenza di contratto tra un anno. Zamparini chiede 3 milioni, soldi che Lotito per ora non è disposto a sborsare. Balzaretti gradirebbe il trasferimento nella Capitale, il manager del calciatore ha invitato il ds Tare a insistere, a non farsi spaventare dalle richieste del patron rosanero. Tra oggi e domani -come riporta Il Messaggero a firma Daniele Magliocchetti- potrebbe esserci un nuovo contatto tra Lotito e Zamparini: il presidente biancoceleste proverà ad alzare la posta: la Lazio è ferma ad un'offerta di 1,5 milioni, potrebbe spingersi a 2,2. L'opzione Balzaretti ha ricevuto il pieno avallo di Petkovic che lo considera un esterno perfetto per caratteristiche e duttilità. La Lazio, però, se vuole davvero assicurarsi le prestazioni deve fare in fretta. Il Psg si è defilato, ma sul giocatore del Palermo ci sono gli occhi interessati di Napoli e Milan, con l'Inter pronta a entrare nella bagarre.

Fonte: Lalaziosiamonoi.it

Lazio-Zarate, di nuovo amore?

L'amore che strappa i capelli è finito ormai? Questa la domanda di De Andrè, e riguarda Zarate, e riguarda la Lazio, e i suoi tifosi. Sposarsi ancora, o lasciarsi. Ha ripreso in mano la situazione dopo un periodo di separazione professionale -ma non affettiva, ci tiene a precisarlo-, Luis  Ruzzi è tornato a curare gli interessi di Mauro Zarate, di quel ragazzo che scoprì ai tempi del Velez, prima di riportarlo nel calcio che conta strappandolo alle grinfie dell'Al-Saad e regalandolo al palcoscenico italiano, romano, laziale. Luis vuole bene a Mauro, è stato al suo matrimonio con Natalie Weber, parla con gioia del talento di Haedo. Zarate è in Argentina, ha voglia di riprendersi la ribalta, Ruzzi ne è convinto. Accusa chi ha messo da parte il ragazzo un anno fa e rassicura i tifosi: Mauro non desidera altro che riprendersi la Lazio. Niente Spagna, niente Inghilterra. Ruzzi è felice ma parla in modo accorato, ci tiene a spiegare le ragioni sue e di Zarate, lo fa ai microfoni di RadioSei in Esclusiva per la trasmissione "9 gennaio 1900". Nessuno dalla società gli ha fatto arrivare segnali negativi, per l'agente il futuro di Zarate è in maglia biancoceleste. A Roma i tifosi ancora lo amano, molti non hanno dimenticato le giocate del primo anno. Mauro e Ruzzi si sono incontrati di recente, al matrimonio del Pibe de Haedo: "Sabato sono stato al suo matrimonio, sono tornato ieri, ci siamo parlati, sono stato molto felice di rivederlo e ci siamo abbracciati". Galeotto fu il matrimonio, per riallacciare i rapporti Ruzzi-Zarate? "No, poi ovvio che il fatto che mi abbia invitato è stato un segnale. Comunque l'affetto non è mai venuto meno, ci sono stati degli avvenimenti che hanno portato a separarci, ma l'affetto c'è sempre stato".


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MATRIMONIO, O ADDIO? Lazio-Zarate, altro rapporto da ricucire, da rendere ancora solido: "Lui nel cuore ha la Lazio, poi la decisione dipende dalla società: se la Lazio non lo vuole, non dipende da lui. Anche l'anno scorso, lui non avrebbe mai voluto lasciare la Lazio, perché è stato lui a sceglierla. Se vi ricordate, quando ci siamo incontrati con Lotito in Qatar, è stato Mauro a volere che la clausola rescissoria venisse esercitata dalla Lazio. In quel momento c'erano squadre come il Manchester City che lo volevano e che erano disposte a spendere anche di più dei 20 milioni della clausola. Lui invece ha ribadito che voleva solo la Lazio e noi abbiamo esaudito il suo desiderio. Poi le cose evidentemente sono cambiate, ma non è stato lui a volersene andare, è stata una decisione della società. Sai, se tua moglie ti dice 'Ti lascio?, poi magari tu dici che sei stato tu a lasciarla. Lui ha ancora l'affetto della gente, basta vedere quando ritorna a Roma". La "moglie", chi era? Reja oppure il duo Tare e Lotito?: "Non lo so. Igli Tare è stato molto carino nei suoi confronti, ha detto che Mauro è un patrimonio della squadraò. La sua volontà è di rimanere e di riprendersi la Lazio, poi se dovesse andare via non dipende da lui. Lo scorso anno è arrivato Klose, ma Mauro non è mai stato provato un minuto in allenamento in coppia con lui. Questo è stato un peccato per lui, perché il primo anno è stato spesso determinante e vuole tornare ad esserlo".
NO MEETING, YES PARTY - Nessuno appuntamento con la presidenza, anzi, Mauro è impaziente di mostrare i suoi numeri al nuovo allenatore: "Io non ho nessun appuntamento, Mauro deve presentarsi e mettersi  a disposizione. A noi piacerebbe che se lo dovesse vendere non lo vendesse solo per i soldi che ha speso. Lotito ha scommesso su Maurito, ha speso molti soldi, ci piacerebbe che ci guadagnasse. Se compri un gioiello non lo poggi in cucina, anche se non ti piace. Zarate è un gioiello per la Lazio, non lo si deve deprezzare. Oggi se Maurito se ne va per un prezzo più basso di quello speso è una sconfitta per tutti, quando abbiamo firmato il contratto invece pensavamo sarebbe stato un affare per tutti. Offerta del Malaga? Non ci risulta. Per ora nessuno della Lazio ha detto ufficialmente che vuole vendere Zarate. Il presidente non ha detto niente, l'allenatore vuole vederlo, Tare ha detto che è un patrimonio della Lazio, io ho fiducia che Igli pensi quello che dice.Lui vuole solo poter riabbracciare la sua gente, poi se la Lazio non lo vorrà tenere, è chiaro che lui dirà 'Non voglio la Lazio'. Ieri ho visto Lotito, non ci siamo detti niente in questo senso. Ora Mauro deve solo pensare a farsi trovare a disposizione.".

IN DEBITO - Una cosa è certa, per Ruzzi è Mauro Zarate ad essere in debito con la Lazio: "La Lazio con Mauro si è comportata bene, l'ha portato dal Qatar, qui lui si sentiva il simbolo, qui gli hanno dato appena arrivato il 9, ma poi conosciuto l'ambiente si è fatto dare la maglia numero 10 per confrontarsi con Totti. Poi quel castello è crollato. Lui sarebbe disposto ad ascoltare qualsiasi discorso, con gente seria e corretta, Zarate è in debito con la Lazio, se la Lazio non lo vuole, questo è più forte dei sentimenti. Ci sono anche interessi nel calcio, non solo sentimenti, che a volte prevalgono". La maglietta del fantasista, la 10, la maglia del fenomeno è rimasta libera, sta a Mauro rimetterla sulla spalle, e incantare ancora: "Sarebbe un brutto colpo se non trovasse la maglia n.10 (ride ndr ).. Ho ficucia nel nuovo Mister, mi è piaciuta la sua conferenza stampa, spero che lo provi, io so che Mauro in campo è in grado di conquistare tutti". Il rapporto con la Lazio non è stato sempre idilliaco, tutt'altro, in particolare con gli allenatori, Ballardini prima, e Reja poi: "Per un fanatico del calcio come lui se tu arrivi e comprano Klose e non ci giochi un minuto a fianco puoi poi fare qualche errore.. Lui che ha scelto la Lazio, l'ha voluta fortemente, il Manchester City aveva offerto per lui 35 milioni, lui ha fatto una scelta personale e poi vede che c'è un rigore, non segna da tempo e gli strappa di mano il pallone un giocatore che aveva dichiarato pubblicamente di voler andare via (Kolarov ndr).. E poi l'allenatore pubblicamente in conferenza stampa lo attacca cosi (Ballardini, ndr). Professionalmente non gli si può dire nulla, è di una professionalità unica, ora è sposato, ha una figlia, è tutto diverso certi errori non si faranno più". Altro allenatore, altra mano, il rapporto con Reja secondo Ruzzi non è mai decollato: "Martedi viene da Spalato, mercoledi c'è neve, giovedi primo allenamento e fa fuori Mauro. Qualcuno avrebbe dovuto dire che quello è un patrimonio della società e non è successo. Evidentemtne lui è passato dalle stelle alle stalle. Io non credo che abbia dimenticato come si gioca, come gioca lui non si impara, lo si fa dalla nascita. Se tutti si mettono una mano sul cuore si può ripartire, Mauro è pronto , ma se non lo vogliono non lo vogliono". Lazio- Zarate, sposarsi ancora, o lasciarsi definitivamente? Solo il tempo dirà se il perduto amore saprà risollevarsi dalle ceneri. L'amore che strappa i capelli è finito ormai? Non resta davvero che "un pò di tenerezza", o quella fiamma è ancora viva, e saprà alimentarsi ancora di gol e giocate, assist e colpi di genio. A Zarate, l'ardua sentenza.

Fonte: Capriotti-Fiori-Lalaziosiamonoi.it

mercoledì 13 giugno 2012

Tare - Zarate patrimonio della Lazio

Dopo aver parlato in Germania, il ds biancoceleste è intervenuto anche a Lazio Style Radio. Questa volta Tare si è concentrato sul mercato, lanciando una frecciata al Corriere dello Sport, che nell'edizione odierna ha dedicato un'ampia pagina alla gestione del ritorno di Mauro Zàrate: "Non c'è nessun caso Zàrate. E' un giocatore importante, un patrimonio della società. Per l'ennesima volta leggo con grande rammarico la disinformazione che fa 'Il Corriere dello Sport'. Chi fa questo non ama la Lazio. Prendiamo atto di questa cosa e andiamo avanti per la nostra strada". Tare ha poi smentito le voci su Krasic:  "Milos Krasic non verrà alla Lazio. Il giocatore era stato contattato a gennaio, ma si è rifiutato". Infine, il diesse ha confermato il prossimo arrivo di Ederson: "Vestirà la maglia della Lazio dalla prossima stagione. Non è possibile che la nostra gente debba leggere notizie non veritiere. Non si può parlar male di persone che neppure si conoscono, come leggo ogni giorno. La società non può essere accusata per cose inventate".

Fonte: Lalaziosiamonoi


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Maglie - Prima squadra della capitale

A breve la Lazio presenterà le divise della prossima stagione.

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Le casacche, confezionate dalla Macron, che vuole puntare al cuore dei tifosi, saranno decorate con la scritta "La prima squadra della Capitale", come riporta il 'Corriere dello sport'. Desiderio che anche lo stesso Presidente Lotito auspicava si potesse realizzare già lo scorso anno. La scritta non sarà visibile ma quel che conta è che ci sarà, rendendo così omaggio alla ultracentenaria storia della S.S. Lazio 1900.

Mercato situazione.

Juraj Kucka
Mauro Zarate. Il fantasista di ritorno dall'Inter è da giorni al centro del balletto resta-non resta, con tanto di Petkovic perplesso se farlo aggregare o meno al gruppo da portare in ritiro. Alcuni club lo corteggiano. Ma ieri la vicenda s'è arricchita dell'offerta del Malaga che lo porterebbe via da Roma per 12 milioni di euro. Lui ha già fatto capire che preferirebbe un futuro lontano dalla Lazio, il massimo sarebbe giocare in Premier.
Intanto Ederson è della Lazio. Il centrocampista brasiliano ha ricevuto il passaporto italiano (deve solo ritirarlo al consolato di Lione) e ora è pronto per firmare il cartellino. La settimana prossima il giocatore preso a parametro zero dall'Olympique Lione metterà la firma sul contratto e sarà ufficialmente biancoceleste. È proprio il suo procuratore, Caliendo, a confermarlo: 'Ederson è della Lazio, entro una settimana sarà tutto fatto'.

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Petkovic sta già pensando a come farlo giocare. Di sicuro sarà poco dietro la linea di Klose (o Yilmaz: manca solo la firma del giocatore sul contratto ma è praticamente già laziale), più che a impostare a inventare. Nel caso in cui la formazione biancoceleste entrasse in campo con il 4-3-2-1 potrebbe occupare uno dei due posti dietro la punta. Altra musica se invece Petkovic decidesse di impostare la squadra con il 4-2-3-1. Dei tre centrocampisti dietro la punta si piazzerebbe a sinistra. Del resto Ederson è uomo-assist dal colpo di genio, ma anche uno che può andare a rete.
L'altro acquisto a un passo è quello di Breno. Su di lui pesa un procedimento penale in Germania per aver incendiato la sua casa. Oggi inizia il processo. Si attende di conoscere l'esito per tesserarlo. Restano in piedi le ipotesi Balzaretti, Abero e Hetemaj. Il diesse Tare starebbe lavorando anche per portare a Formello Juraj Kucka, centrocampista in comprorietà tra Inter e Genoa. Intanto il Bologna sembra aver fatto un primo sondaggio per mettere le mani su Carrizo.
Gli emiliani hanno anche proposto uno scambio Kozak-Morleo, ma la Lazio sembra declinare l'offerta. Petkovic deve anche scegliere i giovani della Primavera da portare in ritiro il 9 luglio. Onazi, Emmanuel e Rozzi sono i papabili. Molti altri potrebbero invece partire tra prestiti e cessioni. Zampa e Crescenzi potrebbero andare a Perugia. Berardi e il tecnico Bollini sono sulla via di Gubbio, un'opzione che porterebbe Simone Inzaghi al timone della Primavera.

Fonte: Il Tempo

Legale Mauri - entro il 17 attendiamo una risposta.

Potrebbe essere una settimana importante, se non addirittura decisiva, per Stefano Mauri e per tutti i tifosi della Lazio. Pur mantenendo una linea di basso profilo, dichiarata a più riprese anche sul sito internet ufficiale del calciatore biancoceleste, i due legali di Mauri, Amilcare Buceti e Matteo Melandri, hanno già depositato al Tribunale del Riesame di Brescia la richiesta di annullamento del provvedimento di custodia cautelare. Dopo la dura presa di posizione degli stessi avvocati, dichiarata a gran voce la settimana scorsa: "La lettura integrale dell’interrogatorio di garanzia manifesta palesemente la insussistenza di qualsivoglia elemento che possa consentire di ricondurre a Stefano Mauri 'una costante disponibilità ad alterare, in cambio di denaro, il naturale risultato di partite di calcio a favore del gruppo degli zingari".

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 L'avvocato Melandri fa ulteriore chiarezza intervenendo in Esclusiva ai nostri microfoni:  "La Procura ha inviato le carte al Tribunale del Riesame il 7 giugno che si esprimerà entro dieci giorni da quella data. Il Tribunale può cancellare il provvedimento cautelare o confermarlo (in questo caso Mauri rimarrebbe agli arresti domiciliari ndr). Noi venerdì proporremo la nostra memoria difensiva e pensiamo che quella possa essere una giornata importante anche perché poi c'è il weekend. Sensazioni? Siamo molto fiduciosi". I tifosi della Lazio, come hanno già dimostrato, sono tutti uniti e compatti a favore del giocatore. Una dimostrazione di grande affetto, che ha dato a Mauri la forza per affrontare i duri giorni del carcere. La notizia importante pero', e' che i suoi legali sono ottimisti sull'esito della loro richiesta al Tribunale del Riesame: "Siamo molto fiduciosi che la nostra richiesta venga accolta, anche perché come abbiamo spiegato a più riprese, il nostro assistito non ha colpe e qualsiasi associazione con il gruppo degli "Zingari", e' inesistente. Abbiamo motivo di credere, che questa brutta faccenda possa concludersi nel migliore dei modi". Dopo tanti brutti momenti, le parole dei legali di Mauri aprono importanti spiragli positivi. Venerdì 15 o al massimo lunedì 18 giugno, si potrebbe giungere alla fine di questa triste vicenda almeno per quel che riguarda la situazione del centrocampista biancoceleste. Ancora pochi giorni ed anche il futuro della Lazio, potrebbe cambiare improvvisamente.

Fonte: Emiliano Storace/Luca Capriotti - Lalaziosiamonoi 

martedì 12 giugno 2012

Ederson - entro una settimana tutto fatto.

(TUTTOMERCATOWEB) - Antonio Caliendo, procuratore di Ederson, ai microfoni di Radio Manà Manà Sport ha parlato del futuro del suo assistito.

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"Lotito sono cinque anni che segue il calciatore, che ha espresso il desiderio di venire in Italia. Il suo futuro sarà alla Lazio, anche se ha ricevuto altre offerte importanti dal Brasile e dal Portogallo Presto mi rivedrò con la Lazio, mi auspico che la firma del contratto possa arrivare presto. Entro una settimana Ederson tornerà dal Brasile e passerà per il Consolato di Lione per ritirare il passaporto italiano. A quel punto saremo pronti per firmare l'accordo già raggiunto".

Will Smith - Sono affezionato alla Lazio.

Gli Europei sono naturalmente una grande attrazione per la Polonia. I giornali e i siti del luogo si sono infatti attivati da giorni, come mai prima, in interviste esclusive ai vari VIP che stanno seguendo la manifestazione continentale. Uno di essi è Will Smith, attualmente nelle sale cinematografiche con la terza puntata della serie 'Men In Black', coadiuvato da Tommy Lee Jones.
Quando a Will Smith viene chiesto a quale squadra di club è affezionato, ecco la sua risposta:

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"Beh sono affezionato alla Lazio. Ricordo ancora quando andai a Pechino per accompagnare mio figlio Jaden alla promozione del remake di Karate Kid. Quella volta, in albergo, mi ritrovai nel bel mezzo dei calciatori biancocelesti. Fu uno spasso. Ho vissuto praticamente il mio primo vero contatto con il calcio in occasione della Super Coppa Italiana Lazio-Inter ed è stato un tocco bruciante. Che emozioni. Sono rimasto colpito da un'improbabile amicizia fino a quel punto e conservo gelosamente le maglie che Tommaso Rocchi e Julio Cruz mi regalarono. Da li mi sono anche innamorato di questo sport...ed ho chiesto a Beckham d'insegnarmi a giocare visto che vive a Los Angeles da qualche anno".

Pasquale Foggia - "Ho la Lazio nel cuore".

Pasquale Foggia è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Radiosei per parlare della promozione della sua Sampdoria e del prossimo futuro. “Sono contentissimo per la vittoria, era quello che volevamo tutti ed era un peccato non portarla a casa una volta arrivati in finale. Per il mio futuro bisogna aspettare il 30 giugno poiché la Samp ha un diritto di prelazione fino a quella data sul mio cartellino. Sono stato benissimo a Genova come lo sono stato a Roma. Nella Capitale, a parte gli ultimi periodi, ho vissuto emozioni importanti: ho riconquistato la Nazionale, abbiamo vinto Coppa Italia e Supercoppa Italiana. L’anno prossimo vado in scadenza di contratto e, rimanere a Roma per far la figurina, sinceramente non credo sia bello né per me né per la società. Ho accettato di rimettermi in discussione in Serie B, a tanti soldi in meno. Non mi sembrava giusto rimanere solo perché la città era meravigliosa e perché la mia famiglia stava bene. Faccio questo sport con passione e, se non gioco, sto male. Ci sono tanti giocatori che, anche non giocando, hanno dato una mano importante al gruppo. Il mio l’ho sempre fatto”. Si parla poi di Mauro Zarate: “Spero in un suo rientro, anche se forse qualcuno storcerà il naso, per me rimane il giocatore più forte che abbia mai visto. So che ci tiene a rimanere in biancoceleste. Mauro non è mai stato odiato dal gruppo. Ha un carattere particolare, nel senso buono, è un ragazzo d’oro. Non ha mai creato problemi, solamente qualche ritardo agli allenamenti (ride)”.

Breno - domani inizia il processo

Inizia domani il processo che vede coinvolto Breno. Il giocatore è accusato di aver incendiato la sua casa.
Sono state fissate 10 udienze (2-3 a settimana) ed il termine, per il primo grado, è previsto intorno al 10 luglio.
Se il giocatore dovesse subire una condanna superiore a 24 mesi, ci sarebbe il carcere obbligatorio.
Intanto la Lazio aspetta e spera che tutto si risolva nel miglior modo possibile per il giocatore. Solo così potrà tesserarlo.

venerdì 8 giugno 2012

Euro 2012 calendario



SEMIFINALI
27 Giugno 20.45 SPAGNA - PORTOGALLO Donbass Arena Donetsk RAI 1
28 Giugno 20.45 GERMANIA - ITALIA National Stadium    Varsavia RAI 1

FINALE 
1 Luglio 20.45 Vincente Semifinale 1 vs Vincente Semifinale 2 Olympic Stadium    Kiev RAI 1

Euro 2012 - tutto pronto.

VARSAVIA, 8 GIU - Occhi puntati su Varsavia, dove si giochera' nel pomeriggio la prima partita di Euro 2012 tra i padroni di casa e la Grecia. Secondo le stime fatte, la Polonia potrebbe ospitare durante le tre settimane del torneo circa 800 mila persone. Per servire meglio i tifosi e' in funzione un treno veloce che collega l'aeroporto con lo stadio.

La sicurezza e' garantita da 2.500 poliziotti, 700 militari, 300 vigili del fuoco, 200 vigili urbani. Pronti anche i reparti speciali della polizia.
FONTE: ANSA

Esclusione dalle Coppe - come funziona?

 Nel marasma generale provocato dallo scandalo calcioscommesse, una domanda che molti tifosi biancocelesti si fanno è: "Se la Lazio dovesse venire penalizzata in classifica, verrebbe esclusa anche dall'Europa League?". La linea della Uefa, come è noto, è di principio molto netta: l'articolo 2, comma 7 del regolamento dell'Europa League, prevede che, per essere ammessa alla competizione, una squadra "non deve essere stata coinvolta direttamente e/o indirettamente in alcuna attività mirata a combinare o influenzare il risultato di una partita a livello nazionale o internazionale". Oltretutto, il massimo organismo europeo può riservarsi il diritto di escludere anche quei club che non siano stati puniti dalle rispettive Federazioni, ma sui quali le indagini svolte dalla stessa Uefa ne abbiano accertato il coinvolgimento. Il comma 3 dell'articolo 50 dello statuto Uefa, tuttavia, recita: "L’ammissione alla competizione di un membro o di un club, direttamente o indirettamente coinvolto in attività tesa a organizzare o influenzare il risultato di un incontro a livello nazionale o livello internazionale, può essere respinta con effetto immediato, fatte salve eventuali misure disciplinari". Il che, come sottolineato nei giorni scorsi dall'avv. Mattia Grassani - esperto di diritto sportivo e legale del Napoli Calcio -, sta a significare che il divieto di accesso alle competizioni europee necessita di una valutazione caso per caso. A tal proposito, nell'edizione odierna della Gazzetta dello Sport un'intervista al segretario generale dell'Uefa Gianni Infantino, il numero due europeo dopo Michel Platini, prova a fare chiarezza su questi intricati punti. Infantino si rivela molto preoccupato per quanto sta accadendo in Italia, anche se "le scommesse non sono un fenomeno soltanto italiano, vanno prese con serietà". Il segretario riserva i propri complimenti a "magistrati e federazione: non è facile agire con fermezza", sottolineando come il nostro Paese, secondo l'Interpol, il migliore al mondo nella lotta a questa piaga: "Perché c'è una legge dello Stato. L'Uefa chiede che la frode penale in campo sportivo sia legge: il che consente a magistrati e federazioni di lavorare assieme e applicare sanzioni penali e sportive. Le partite truccate non sono doping, non basta un esame medico: qui c'è di mezzo la criminalità, serve la polizia". Le norme Uefa prevedono, come detto, che una squadra coinvolta direttamente o indirettamente venga esclusa dalle competizioni europee; ciò secondo Infatino serve a "garantire un'uniformità di giudizio in Europa. Altrimenti sa cosa poteva accadere? Dentro le coppe club di federazioni che controllano male, fuori invece squadre di federazioni che fanno il loro dovere. Tutti sanno: se un club è coinvolto direttamente o indirettamente, deve essere escluso". Tale punizione può essere inflitta anche in assenza di provvedimenti federali: "La Disciplinare può analizzare un caso e non iscrivere un club perché lo considera coinvolto. Comunque senza giocatori e/o arbitro una gara non si può truccare, il club va valutato a parte". Il club coinvolto, tuttavia, può rivolgersi alla Disciplinare per tutelare la propria posizione e preservare l'accesso alle coppe europee: "Ogni club deve dichiarare per iscritto di non aver partecipato ad alcuna manipolazione di gare. Se questo succede, va alla Disciplinare. Che può decidere subito o aver bisogno di tempo". In concreto, le due ipotesi porterebbero alla situazione illustrata da Infantino: "Se la responsabilità è accertata subito, niente iscrizione. Se le indagini sono più lunghe, può partecipare sub-judice ed essere escluso a torneo in corso: è appena successo ai greci del Volos. Erano nelle coppe, poi la federazione li ha penalizzati di 10 punti e noi li abbiamo esclusi. Se infine le indagini sono lunghissime, la penalizzazione può essere inflitta l'anno dopo". Le norme Uefa, quindi, parlano chiaro, ma poi ogni decisione è condizionata dai tempi delle indagini e, soprattutto, "ogni caso va valutato singolarmente". Infantino, infine, conferma la linea di Platini, che chiede la radiazione anche per i tesserati rei di aver omesso denuncia: "Abbiamo già squalificato a vita due arbitri che sono stati contattati e non hanno denunciato il fatto. In Italia è diverso e rispettiamo le regole interne, però la nostra politica è: tolleranza zero".

FONTE: LALAZIOSIAMONOI

Si chiude per Yilmaz.

Burak Yilmaz
In dirittura di arrivo la trattativa per l'acquisto dell'attaccante turco Burak Yilmaz.
La trattativa è quasi terminata, l'agente del giocatore Ali Egesel è giunto nella Capitale questa mattina (ieri n.d.r.) per poi incontrare il ds Tare all'interno del centro sportivo di Formello. Yilmaz potrebbe sbarcare a Roma già nei prossimi giorni. L'accordo sarebbe stato trovato sulla base di 2.1 milioni di euro a stagione più il bonus legato al numero delle reti messe a segno. Il Traabzonspor si è arreso all'idea di perdere il suo bomber che, oggi, ha comunicato alla società la sua decisione di andare via e ormai rimangono da limare solo gli ultimi dettagli.
Igli Tare, con un comunicato tramite il sito sslazio.it ha detto "Riguardo la trattativa per Burak Yilmaz, voglio sottolineare che al momento non è previsto nessun incontro con il giocatore o con il suo agente. Smentisco qualsiasi notizia al riguardo". Quindi il ds della Lazio ha smentito categoricamente di avere in agenda alcun incontro con Yilmaz o con il suo entourage. Ma l'attaccante turco e il club biancoceleste sembrano essere vicinissimi.

mercoledì 6 giugno 2012

Conferenza stampa Vladimir Petkovic.

Vladimir Petkovic
FORMELLO (ROMA) ore 15:00 ha inizio la conferenza stampa del nuovo tecnico della Lazio.

La presentazione di Igli Tare... «Sono molto contento di fare questa presentazione dopo la vittoria di ieri che ci ha dato un po' di allegria. Ringrazio tutti i presenti in sala per presentare il nuovo allenatore della Lazio. Un nome che è una novità, ho visto con interesse tutti i commenti e penso che è stata una scelta coraggiosa basata sui fatti. Lo abbiamo seguito nel tempo, una persona che conosco da più di due anni, ho avuto modo di seguirlo quando seguivo Lulic e ho avuto modo di vedere la sua squadra come gioca e il calcio che propone. Mi è rimasto impresso. Il lavoro svolto dallo staff di mister Reja è stato importante e abbiamo puntato di portare alla Lazio una persona simbolo di lavoro, umilità e con un'idea di calcio ben chiara. Penso che possa dare con onore e successo, proseguo al lavoro fatto negli ultimi due anni».

Vladimir Petkovic...  «Per me è molto importante essere arrivato qui in questo momento della mia carriera. Per dimostrare ciò che ho fatto con tanta fatica fino ad adesso. Sono onorato di allenare in una società di 112 anni, non è poco considerando cosa ha fatto la Lazio in passato. Negli ultimi anni la Lazio ha fatto veramente bene e voglio continuare in questo senso, fare parte di questo ambizioso progetto perché questo genere di società deve sempre puntare più in alto. Passo dopo passo, senza cercare di strafare perché per me sarebbe sbagliato. Nelle prossime settimane cercherò di capire dove sono arrivato, con chi lavorerò. Conosco abbastanza bene il calcio italiano e tutte le realtà, ma un conto è guardare da fuori un altro è stare a contatto. Mi lascio spazio e tempo per vedere ogni singolo giocatore, ogni singolo movimento nella società per valutare e cambiare secondo la mia idea. Mi interessa ma non mi incuriosisce ciò che si dice su di me, c'è modo è maniera di arrivare a dimostrare, forse anche a combattere certi pregiudizi. Per me è questo l'importante. Sui principi del mio lavoro per me è molto importante il gruppo, senza nel calcio di oggi non si vince niente. Servono qualità individuali importanti ma devono far parte di un gruppo e dare tutto per questo. Dopo si potranno fare anche valutazioni di singoli giocatori. In queste ultime settimane ho conosciuto persone veramente interessanti e pronte a darmi una mano, come il Presidente Lotito, il DS Tare, il Segretario Calveri e tutte le persone con le quali ho avuto modo di parlare. Sono contento di essere entrato in questa famiglia, molto compatta. Le sensazioni sono positive. Il mio modo di essere è presente, un po' duro, ma sono una persona flessibile, che ama il contatto e guardarsi negli occhi. Comunicare in maniera chiara, e questo lo pretendo anche dai miei collaboratori. Un confronto diretto senza paura di migliorare la situazione, in periodi dove non va tutto bene è molto importante la comunicazione e la misura di un uomo perché i giocatori per me sono prima uomini. Penso che in questa società si possa fare molto bene, vedendo le possibilità di allenamento e i risultati degli ultimi anni, possiamo migliorare la situazione e puntare sempre più in alto. Io dalle persone e dagli uomini pretendo sempre di più, a partire da me stesso. Quando raggiungo il 100%, il giorno successivo pretendo il 110%. Ripeto che il gruppo per me è fondamentale. Abbiamo fatto un piccolo programma per proseguire la preparazione e dopo daremo qualche informazione ma tutti dobbiamo essere molto propositivi e flessibili perché abbiamo ambizioni di vincere sempre contro ogni avversario e cosa molto importante per me. Rispetto per tutti gli avversari, ma noi dobbiamo dominare sia in fase difensiva che in fase offensiva. La mia squadra sarà organizzata e propositiva e cercherà sempre di dominare l'avversario».

Nel DNA della sua Lazio c'è una squadra che darà anche spettacolo?
«Prima dobbiamo conoscerci tutti, ma se riusciamo a giocare in modo propositivo in entrambe le fasi con il mio modo di vedere il calcio, io penso che la squadra girerà in modo piacevole. Dipenderà tutto anche dai risultati, se sono positivi sarà più facile impacchettare e vendere il prodotto».

La preoccupa l'impatto con il campionato italiano? 
«No perché credo nei miei collaboratori. Il calcio è sul campo, ed è unico. Deve essere un divertimento per i giocatori e per me. Sicuramente il calcio italiano è molto duro e diverso da altri tipi di calcio, ma non sarà un problema. Abbiamo abbastanza tempo per preparare la squadra ad affrontare questo campionato».

C'è qualche allenatore vicino al suo modo di giocare? 
 «Penso che come la maggior parte degli allenatore che iniziano la carriera si debba trovare il proprio stile. Mi sono molto piaciute la concretezza di Capello, o il gioco di un Wenger. Ma è importante che un allenatore crei un suo stile».

Alla Lazio trova una squadra più dotata tecnicamente dello Young Boys, ma un po' compassata. Proverà a cambiare le caratteristiche di questa Lazio o si adatterà più lei? 
«Devo prima conoscere dal vivo i miei giocatori, sicuramente abbiamo una squadra per girare bene. Con il mercato cercheremo di portare certe modifiche, ma devo dare possibilità a tutti quanti di esprimersi. Quello che ho fatto allo Young Boys era un progetto, oggi ne inizia un altro».

Si è parlato molto di moduli. Ha già in mente qualcosa e quanto deve essere ampia la rosa?
«Per me è molto importante che non si faccia la tattica senza aver visto i giocatori. Giocare a 3 a 4 a 6 a 8 non dipende da me ma dai giocatori. Più che sistema per me sono importanti i principi tecnico-tattici che ogni giocatore deve sapere in fase offensiva e difensiva i movimenti suoi e quelli dei compagni. Una rosa ideale è di 23-24 giocatori più 4-5 giovani che potrebbero fare esperienza e forse rubare il posto a qualcun'altro».

Entusiasmo contagioso, potrebbe essere smorzato da quello che sta vivendo la Lazio fuori dal terreno di gioco?
«Di solito non sono una persona che fa l'attore. L'entusiamo mi arriva dal cuore, spero di trasmetterlo alle persone che lavoreranno con me. Sicuramente non è piacevole leggere e sentire tutte queste cose, quanto sono fondate non lo so, ci dirà una risposta il tempo. La preparazione? Per me è molto importante il pallone, ci vuole entusiamo e piacere di allenare e facendo così si può anche avere l'entusisamo per giocare. Tutti i bambini iniziano perché hanno voglia del pallone».

L'Italia ambiente spietato?
«Un piccolo passo l'ho fatto con lo Young Boys in Europa. Non arrivo senza esperienza ma devo ancora conoscere l'ambiente. Cercherò di creare un ambiente positivo e di rispetto reciproco, se vogliamo avere comunicazione serve il rispetto».

Sa che la squadra ha avuto molti infortuni e gran parte dei difensori sono stati coinvolti. Ha già chiara la situazione e pensa che la società deva intervenire in modo massiccio per puntellare il reparto arretrato?

«Non credo, dobbiamo prima vedere cosa abbiamo e poi inserire rinforzi mirati. So degli infortuni dell'anno scorso, stiamo cercando di capire cosa sia successo e stiamo cercando di capire come prevenire già dal primo giorno di ritiro».

Ci sono giocatori che rispecchiano il suo modo di intendere il calcio? 
«Ho seguito il calcio globale italiano. Sicuramente le squadre più blasonate, ma sicuramente certe persone come Di Matteo. Quando giocava Alen Boksic. Questi piccoli particolari portano a questo club ma penso che già il nome di Lazio dia uno stimolo forte».

Quale è il primo obiettivo che si è dato? 
«Sono cosciente di ciò che ho fatto nella mia carriera. Non ho avuto nessuna spinta, sono partito dal basso arrivando a livelli europei e facendo dei buoni risultati. Speravo che un giorno arrivasse una chiamata così e sono molto contento di fare parte di questo progetto. Sono orgoglioso della fiducia, il mio primo obiettivo è conoscere la square e portare le mie idee. Non avere paura di nessuno».

Il derby? 
«Per me vale sicuramente tanto. Sento tanto calore, tutti ne parlano. Per me però si comincia a pensare al derby dopo l'ultima partita prima del derby».

Mauro Zarate:?
«Lo conosciamo tutti. Un giocatore che ha fatto buone cose in Italia e sicuramente se ci sarà farà parte del gruppo. Ogni singolo giocatore deve mettersi in funzione del gruppo e questo è quello che pretendo da ogni giocatore».

L'avventura al Sion...
«Ho fatto l'allenatore del Sion, ho trovato una squadra in difficoltà a livello morale e mentale. Abbiamo lavorato poco dal punto di vista fisico, ho preso tanto rischio ad accettare questa sfida. Sapevo già che la Lazio era dietro di me, non era semplice accettare. Ho accettato, ho vinto e sono stato molto contento».

Come valuta la sua carriera, il calcio italiano e cosa vuole dire ai tifosi? 
«La mia carriera la faccio valutare agli altri. Il calcio italiano è molto difficile ma cercherò di portare novità in questo calcio. Lo rispetto tantissimo ma non lo temo. Ai tifosi posso dire che alla fine non faccio tante promesse, sicuramente io e la mia squadra lavoreremo per ottenere risultati. Ogni partita cercheremo di essere migliori degli avversari».

Come si giocherà questo derby tra due allenatori spregiudicati?
«Dipende anche da che parte del campionato si svolgerà questo derby. Si farà di tutto per vincere questo derby».

Sull'esperienza alla Caritas...
«All'inizio della mia carriera, non si può pianificare che un giorni si diventerà allenatore professionista. Ho avuto un buco di 7 anni in cui ho voluto approfondire alcuni aspetti della mia vita. Ho lavorato per anni con disoccupati e alcune organizzazioni come la Caritas. In questi contesti, come nella squadra, si fa gruppo, si devono trovare le motivazioni. Un compito difficile ma anche piacevole. Sicuramente mi ha aiutato anche nel calcio per avvicinarmi alle persone».

Cosa non è andato in Turchia? Le piace Yilmaz? 
«Per me è andato tutto bene, ho imparato a vivere sotto un certo tipo di pressione. Ho avuto la sfortuna di capitare in una squadra che ha cambiato moltissimo, ho lavorato con 47 giocatori in 8 mesi, non è poco. Non sono stato mandato via, ci siamo messi d'accordo perché era meglio lasciarci come amici e rompere questo contratto. Yilmaz è un giocatore che era molto importante anche l'anno scorso nel calcio turco, ha fatto meraviglie, ha segnato tanti gol, ha tante qualità. Penso che ha dimostrato di essere un buon giocatore».

La sua considerazione sul calcioscommesse?
«Non fa piacere a nessuno che ama il calcio. Ho avuto modo di viverlo anche in Turchia. Una malattia che si deve curare e togliere dal calcio. Sono altri che devono curare questa malattia».

Età media della squadra, cosa ne pensa?
«Non ci sono giocatori vecchi e giovani. Ci sono giocatori bravi e meno bravi. Anche questo rientra nel passo dopo passo che ho detto prima. Dovrò valutare tutti gli elementi in rosa, così come i giovani che verranno a fare con noi la preparazione».

Vive molto male le sconfitte? 
«Mi reputo un vincente, non prendo bene la sconfitta ma ho esperienza e penso che non ci saranno tanti problemi perché penso che non ci saranno tante sconfitte».

Pensa di contattare Reja per conoscere la squadra? 
«Devo fargli tanti complimenti per ciò che ha fatto. Ma per me conta l'oggi e il domani, non cerco di tornare nel passato».

Sacchi al Milan ci ha messo otto mesi per convincere il gruppo... 
«Il gruppo è molto importante, tocca a me e ai giocatori accettare il prima possibile questo concetto».

Quale sarà lo staff?
«Al mio fianco ci sarà Antonio Manicone che conosce bene il campionato italiano e credo che sarà un uomo in più. Paolo Longoni, lui è molto avanzato nel campo, un ricercatore a livello europeo che ha anche fatto scuole qua in Italia. Insieme ai prepatori atletici faranno un gruppo forte per dare la possibilità alla squadra di stare sempre bene e con meno infortuni possibili. Il preparatore dei portieri rimane Grigioni che già conoscete. In più ci sarà una figura di campo che sarà Jesse Fioranelli».

Lazio Primavera - E' finale!

Vincere un derby ha sempre un sapore speciale, sia che si parli di prima squadra, sia che il trionfo arrivi dai ragazzi della Primavera. Se poi è il derby a permetterti di accedere alla finale Scudetto, la vittoria assume subito i contorni dell'impresa. Sono trascorsi undici anni dall'ultima volta in cui gli aquilotti si giocarono la finale. E fu festa. Sabato prossimo i ragazzi di Mister Bollini proveranno a ripercorrere le orme di quel successo. Al termine del vittorioso derby vinto dalla Lazio per 3-1, proprio il tecnico della Primavera biancoceleste ha analizzato la prestazione dei suoi ragazzi nella conferenza stampa post-partita: "Questo è un derby che ha un valore enorme. C'è stato un grande attaccamento alla maglia, che ha sopperito a una differenza tecnica di una Roma molto forte e che in questa stagione aveva perso solo una volta. Non giocavamo da tanto tempo, prima di queste fasi finali, invece siamo stati straordinari anche dal punto di vista fisico".  
Bollini è consapevole che i giallorossi hanno prodotto numerose occasioni da gol, ma sa anche che nel calcio vince chi la palla riesce a buttarla dentro: "Non era facile giocare contro una Roma che fa un possesso palla da categoria superiore. Era difficile arrivare davanti la loro area, ma siamo stati bravi ad approfittare delle loro disattenzioni. Siamo stati molto insidiosi. Poi ci ha pensato il nostro capitano, che ha un carattere straordinario e ha smorzato sul nascere qualsiasi speranza della Roma. Abbiamo avuto tante occasioni, peccato non averle sfruttate tutte". Per l'allenatore emiliano è improprio azzardare paragoni con la squadra che conquistò il Tricolore undici anni fa: "Nel 2001 era un'altra squadra, molto più fisico e con un impianto diverso". Per Bollini, non c'è alcun segreto particolare dietro a una vittoria così prestigiosa: "Non ho segreti, il mio segreto sono il lavoro e il mio fantastico staff. Quando gestisci un gruppo eterogeneo, ci vuole un grosso lavoro quotidiano". Tra i biancocelesti che si sono messi in mostra, c'è sicuramente Sani Emmanuel, autore del secondo gol laziale: "Emmanuel è' in grandissima forma, ha una qualità tecnica eccezionale ed è entrato in forma nel momento migliore della stagione. Adesso va tra gli spazi, è più maturo ed è convinto dei propri mezzi". Sabato la Lazio attende la vincente dell'altro derby in programma per queste semifinali, quello tra Milan e Inter: "Ci siamo meritati con il Torino la qualificazione e sapevo che con la Roma avremmo venduto cara la pelle. Non siamo favoriti e vogliamo goderci la finale come è giusto che sia. Complimenti alla Lega,  perché la scelta di Gubbio è stato un vero successo". Battuta finale sulla presenza del neo-allenatore biancoceleste Vladimir Petkovic, che ha assistito all'incontro in tribuna insieme al ds Tare: "Felice di aver visto Tare e Petkovic in tribuna, fa piacere a me e soprattutto ai ragazzi che a pochi giorni dal ritiro hanno visto qui l'allenatore della prima squadra".

FONTE: LALAZIOSIAMONOI

martedì 5 giugno 2012

Serie A - si comincia il 26 agosto.

La Lega di Sere A ha fissato le date della prossima stagione:
Il Campionato si Serie A 2012/13 inizierà il 26 Agosto e si concluderà il 19 Maggio.
Ci saranno tre turni infrasettimanali, ossia il 26 Settembre, il 31 Ottobre e l'8 Maggio, ovviamente tutti di mercoledì.
Le soste, oltre a quella natalizia che durerà dal 30 Dicembre al 6 Gennaio, saranno tre: domenica 9 settembre, domenica 14 ottobre e domenica 24 marzo, tutte dovute agli impegni della Nazionale.
La Supercoppa italiana tra Juve e Napoli si disputerà il 19 Agosto: resta da decidere se in Cina o in Italia. La Coppa Italia invece prenderà il via il 5 Agosto col primo turno eliinatorio.

Mercato - c'è il si di Balzaretti - incontro per Yilmaz.

La Lazio nelle ultime ore è riuscita a convincere Federico Balzaretti. Il terzino del Palermo ha dato la sua disponibilità ad un eventuale trasferimento nella Capitale. Ora Tare e Lotito, come riporta il Corriere dello Sport, dovranno trovare un accordo con Zamparini. I rosanero chiedono tre milioni di euro per l’esterno torinese. La Lazio sta riflettendo: la cifra è leggermente alta per un giocatore che si svincolerà a parametro zero tra un anno e che ha già compiuto 31 anni.
Nella giornata di ieri a Milano Tare ha incontrato anche gli agenti di Yilmaz. La punta turca è il primo obiettivo per rinforzare l’attacco. Si svincola con una clausola di 5 milioni di euro. Il Trabzonspor ne chiede 7. Anche la trattativa per l’ingaggio è ancora aperta. La Lazio però in questo momento continua a essere in vantaggio sul Borussia Dortmund. Nelle prossime settimane sono previsti altri incontri con l’entourage del giocatore. Yilmaz è la prima scelta, Nilmar l’alternativa.
Sempre ieri a Milano Tare ha incontrato anche Antonio Manicone, il futuro vice di Petkovic sulla panchina biancoceleste. Manicone, ex centrocampista dell’Inter, stava lavorando nella Berretti con Sergio Zanetti, fratello di Javier. Manicone conosce benissimo Petkovic, ha subito accettato la proposta della Lazio e si è liberato dal contratto con l’Inter.

FONTE: LALAZIOSIAMONOI

Mauri - parla l'avvocato Melandri.

Lunedì pomeriggio, il Gip di Cremona Guido Salvini, ha concesso gli arresti domiciliari al centrocampista biancoceleste Stefano Mauri, dopo una settimana trascorsa tra le sbarre.  Ma la deposizione rilasciata dal calciatore brianzolo non ha affatto convinto Salvini che, in merito alle dichiarazioni sulla scheda intestata ad un’altra persona che avrebbe dovuto scommettere su gare di basket americano, ha così commentato la versione dei fatti fornita dal capitano del club capitolino: "E’ scarsamente plausibile  e, almeno allo stato, appare costruita a posteriori". Per saperne di più riguardo a quali nuovi scenari si stanno prospettando per il giocatore laziale, i microfoni di Lalaziosiamonoi.it hanno contattato in esclusiva uno dei legali di Mauri, l’avv. Matteo Melandri. “Sono pienamente soddisfatto inoltre, io facendo il penalista, non posso che sottolineare che questi avvenimenti mi fanno ben sperare. Abbiamo fatto un impugnazione al Tribunale del Riesame. La stessa ordinanza verrà comunque valutata dal tribunale del Riesame quanto prima quindi, in quella sede, riteniamo che ci possano essere delle fortissime possibilità che quell’ordinanza possa essere annullata. In quel caso, tornerebbe non soltanto in libertà, ma soprattutto verrebbero minati quei presupposti che noi continuiamo a denunciare nel corso di questi giorni. Noi riteniamo questa ordinanza assolutamente illegittima perché non ci sono e non c’erano i presupposti per poter arrivare all’arresto di Stefano Mauri”. Il Gip non si è ritenuto soddisfatto del colloquio avvenuto con Mauri. “Il Gip dice che, per quanto riguarda le giustificazione fornite da Stefano con riferimento alla scheda di Samantha Romano, secondo lui sono considerazioni fornite a posteriori.  Questa è una cosa, a mio avviso abbastanza incredibile, vengono cambiate le regole del processo. Lei deve sapere che il processo non è inquisitorio, ma accusatorio. Ovvero la Procura deve avere, non solo per poter emettere un’ordinanza di custodia cautelare ma anche per poter rinviare a giudizio un soggetto, per reati di questa gravità, deve avere elementi di prova tali che, da soli, possano sostenere l’accusa in giudizio. Stefano dovrebbe avere un processo penale e, le prove nei confronti della sua responsabilità, sono dei contatti telefonici con questi soggetti. Con queste tesi accusatorie e con queste prove, la Procura non va da nessuna parte. Quindi non è che tu mi arresti e poi mi dici ‘adesso mi devi giustificare perché avevi il telefono di Samantha Romano’”. Oggi, sui giornali, è uscita la notizia su presunte intercettazioni di Mauri avvenute nelle sue automobili. Queste intercettazioni, sempre secondo le testate giornalistiche, sarebbero dovute essere il tema centrale dell’interrogatorio del centrocampista. “Tutto ciò che oggi è uscito sui giornali, non è altro che l’ennesimo episodio di violazione del segreto istruttorio. Tutte queste cose sulle conversazioni non sono contenute nell’ordinanza e non sono neanche negli atti a sostegno della misura. Queste cose che sono uscite oggi sul giornale, noi non possiamo neanche saperle perché non sono presenti nell’ordinanza. Questo processo, da quando è iniziato, continua ad avere queste fughe di notizie che sono allarmanti: sui giornali veniamo perfino a sapere quali saranno le domande che il pubblico ministero vorrà fare a Mauri nell’interrogatorio forse di questa settimana? Se fossero delle conversazioni così rilevanti come scrivono i giornali, per quale motivo non sono state messe nell’ordinanza? Evidentemente non erano così importanti”. Quindi, queste conversazioni, non sono state fatte sentire al Mauri ed ai suoi avvocati…“Assolutamente no. Oggi il giudice doveva decidere sull’istanza che è stata fatta dopo l’esito dell’interrogatorio. Poi, le indiscrezioni che sono trapelate dai giornali, sono su elementi che non sono tra gli atti a sostegno della misura. Quindi fanno parte ancora del segreto istruttorio perché, fino a prova contraria, questo è un fascicolo ancora in indagine, che guarda caso hanno i giornali ma non hanno i difensori e non sono stati contestati a Stefano nel corso dell’interrogatorio ovviamente perché non facevano parte dell’ordinanza”.  Il biancoceleste è uscito dalla detenzione del carcere di Cremona dopo una settimana passata dietro le sbatte. “Sta benissimo ed è contentissimo, non vede l’ora di riabbracciare i genitori. Rimane a Monza da loro”. La mossa successiva  che attende l’avvocato Melandri ed il suo assistito è…“Il prossimo passo non è altro che l’udienza al Tribunale del Riesame, aspettiamo con ansia di poter gridare le nostre ragioni. Confidiamo che il tribunale possa annullare l’ordinanza impugnata. Quando ci sarà l’udienza? Ancora non lo sappiamo, ho impugnato l’ordinanza giovedì. Funziona così: il Tribunale del Riesame deve chiedere gli atti a Cremona e, dal momento in cui riceve gli atti, ha dieci giorni per poter decidere sull’impugnazione. Questo vuol dire che in dieci giorni da quando ha ricevuto gli atti deve fissarmi l’udienza e decidere già sul provvedimento. Per i primi giorni della prossima settimana dovrebbe esserci”. La scarcerazione di Mauri fa ben sperare i tifosi biancocelesti che, a questo punto, confidano i notizie confortanti sul fronte del processo sportivo. “Su questo confido che, se il Tribunale del Riesame dovesse darci un provvedimento, che noi cerchiamo, tutto questo ovviamente potrebbe avere dei risvolti positivi anche nel processo sportivo. Cerco però di affrontare un ostacolo alla volta. Per il momento abbiamo davanti un processo penale e avevamo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e già abbiamo ottenuto un primo passaggio fondamentale perché Stefano è libero è sta a casa. Il nostro prossimo impegno è quello di consentire a Stefano di tornare libero completamente, riteniamo che questa detenzione sia assolutamente illegittima. Poi affronteremo uno per volta tutti i problemi che si affronteranno, il prossimo passo sarà sicuramente quello del processo sportivo. Però sicuramente dopo l’udienza del Tribunale del Riesame che, a questo punto, devo dire che confido e do un’importanza significativa a tutta la vicenda”.

FONTE: ALESSANDRO ZAPPULLA LALAZIOSIAMONOI

Mauri si rifugia nella sua Monza.

RASSEGNA STAMPA- GAZZETTA DELLO SPORT





La sagoma elegante di Stefano Mauri compare in fondo al piazzale del carcere di Cremona quando mancano dieci minuti alle nove e il sole è già calato. Ha addosso una felpa nera con gli inserti in pelle e porta in spalla una sacca di cuoio. Il viso è disteso, quasi sorridente. Lo stato d’animo magari no.[.....]  E non sarà facile, visto che il gip Salvini ha disposto per Mauri gli arresti domiciliari. «Non posso parlare», ripete Mauri davanti alle telecamere delle tv, schierate all’ingresso da quasi tre ore. Fuori, ad aspettarlo, c’è Tiziano Gonzaga, suo storico procuratore, il quale lo segue da quando il calciatore brianzolo aveva 17 anni e giocava in Eccellenza nel Brugherio, sognando la carriera che poi ha fatto con Modena, Brescia, e soprattutto Lazio, prima di venire travolto dallo scandalo. [....]
Il centrocapista, accusato delle presunte combine di Lazio-Genoa e Lecce-Lazio, assieme al vecchio amico Alessandro Zamperini e con la regia degli Zingari, ha chiesto di trascorrere il periodo dei domiciliari a Monza, nella casa dei genitori Pietro e Rossella, pensionati. Ora gli avvocati Melandri e Buceti sono pronti a presentare ricorso, prima del processo sportivo atteso in estate. Mauri, che a Cremona ha fornito una versione considerata «scarsamente plausibile e costruita a posteriori», rischia una squalifica pesante.
[.....] Prima di lui erano usciti Matteo Gritti, che si è stretto in un lungo abbraccio con la moglie; Ivan Tisci, che non aveva nessuno ad aspettarlo e si è allontanato a piedi da solo; il genoano Omar Milanetto, anche lui atteso dalla moglie. Per Gritti e Milanetto il gip ha ordinato gli arresti domiciliari, per Tisci l’obbligo di firma due volte alla settimana. In carcere resta solo il sampdoriano Cristian Bertani, che si è avvalso della facoltà di non rispondere ma potrebbe essere sentito a breve da Di Martino.
(ceniti-perna)

Ederson italiano, stretta su Yilmaz, domani Petkovic

Rassegna stampa: IL TEMPO

Domani è il giorno di Vladimir Petkovic. Il tecnico bosniaco torna oggi nella Capitale e si prepara alla presentazione ufficiale al mondo Lazio, che si svolgerà il giorno seguente a Formello alle ore 15. C’è grande attesa di scoprire un allenatore in arrivo dal Sion, poco conosciuto dalla tifoseria biancoceleste, ma di cui già sono state svelate le principale caratteristiche: Petkovic è un duro, che va scovare i giovani per poi crescerli, come ha fatto con Lulic, che si appunta sul quaderno i minini dettagli tecnico-tattici delle sue squadre e di quelle che deve battere. Domani lo conosceremo.Sarà presentato assieme al suo staff (ieri Tare è volato da Antonio Manicone per chiudere l’accordo: sarà l’allenatore in seconda). E così, in attesa, di scatenare i flash dei fotografi sul nuovo volto della Lazio, tiene ancora banco il calciomercato. La notizia positiva è che da ieri Ederson ha un passaporto italiano. Un dato che lo avvicina sempre più alla Lazio, del resto come dice il suo procuratore, Antonio Caliendo, «siamo a buon punto, s’attende l’ultima parola del club biancoceleste». Soprattutto, s’attende la conferma di Petkovic: Ederson è un fantasista e il tecnico ha gà fatto capire che Zarate (altro fantasista) non si adatterebbe bene al gioco della sua Lazio. Continua, invece, il pressing su Yilmaz: l’attaccante turco è seguito passo passo dalla società biancoceleste e Tare potrebbe chiudere l’affare a giorni, quando il procuratore del giocatore arriverà a Roma. E mentre si attende l’ufficialità di Breno, restano in piedi le ipotesi El Kaddouri, nome già tra i pensieri della dirigenza laziale quattro mesi fa, quella di Balzaretti e spunta Marko Blasa. La Lazio potrebbe incontrare nei prossimi giorni il procuratore del difensore montenegrino. C’è, infine, un altro nome che stuzzica la dirigenza. È quel Pazzini che si adatterebbe bene agli schemi di Vlado.
(Fab. Per.)

lunedì 4 giugno 2012

Domiciliari per Stefano Mauri

Dopo sette giorni di arresto, sono stati concessi i domiciliari a Stefano Mauri, centrocampista biancoceleste che era in carcere da lunedì scorso. Domiciliari anche per Milanetto e Gritti.

Per fare chiarezza.

Sarebbe opportuno fare un po di chiarezza su molte notizie apparse su giornali e siti internet in questi giorni.
C'è stato un attacco mediatico in grande stile nei confronti di Mauri e della Lazio. Di fatto è statto scritto che Mauri avrebbe dichiarato "non amo scommettere" "non conosco Luca Aureli" etc. e quindi avrebbe aggravato la sua posizione nei confronti dell'inchiesta sul calcioscommesse. Queste dichiarazioni, secondo i giornali, sarebbero state fatte da Mauri in sede di audizione in Procura Federale il 13/04/2012.
I fatti non stanno così. Inserisco uno stralcio delle deposizioni di Stefano Mauri al Vice Procuratore Federale avv. Giorgio Ricciardi e al Sostituto Procuratore Federale Nicola Monaco, propio il 13/04/2012:


D. Con riferimento a quanto emerge dall’ultimo verbale di Gervasoni, di cui oggi la stampa ne da notizia, e da cui emerge che questi avrebbe visto una foto di Mauri in compagnia di Ilievski sul cellulare di quest’ultimo cosa può riferirci?
ADR
Riguardo a tale circostanza non ricordo di aver fatto la suddetta foto, né ricordo di aver mai incontrato o conosciuto tale persone, se non forse in modo del tutto casuale come accade con alcuni tifosi, in modo anonimo.

D. In riferimento alle due gare Lazio-Genoa e Lecce-Lazio, quali giocatori avversari conosceva?
ADR
Conoscevo Milanetto per averci giocato insieme a Modena, Dainelli per averci giocato a Brescia e Di Michele per averci giocato nell’Udinese. Preciso a tal proposito di non averli mai incontrati in locali notturni.
D. In occasione della trasferta per Lecce-Lazio del 22-05-11 finita 2-4 ricorda dove avete alloggiato?
ADR
Ricordo che alloggiammo in un albergo a Lecce ma non so dire quale.
ADR Ricordo che durante il nostro ritiro a Lecce non ho incontrato nessuno estraneo alla società, se non Zamperini, il quale venne a trovarmi in hotel la domenica pomeriggio prima della gara per prendere due o tre biglietti. Preciso che quella fu una delle poche occasioni in cui ciò accadde nelle partite in trasferta, mentre era una consuetudine nelle partite giuocate in casa. Preciso che, ci incontrammo nella Hall, non ricordo se in tale occasione fosse in compagnia. Pertanto, scambiate alcune frasi di circostanza, ci salutammo dandoci appuntamento per festeggiare la vittoria auspicata. In effetti non ci incontrammo;
D. Ha potuto riscontrare anomalie prima durante e dopo la predetta gara?
ADR
No, ritengo che sia stata una gara assolutamente regolare sotto ogni punto di vista.
D. Lei è amante del gioco e delle scommesse?
ADR So che molti amano il poker ma io non amo le carte. Non sono a conoscenza di calciatori che scommettono su gare di calcio.
D. Conosce persone titolari e/o contitolari di tabaccherie o ricevitorie od agenzie e ove si effettuano scommesse legali e/o illegali?
ADR Conosco la persona di cui ho parlato in precedenza. L'amico di Zamperini che si chiama Luca Aureli.
D. Conosce persone e/o organizzazioni che hanno interesse a scommettere su gare di calcio?
ADR Non conosco nessuno.
ADR Non ho altro da aggiungere.

Come potete leggere, la parte evidenziata in giallo, e quanto ho scritto all'inizio. Le parole di Stefano Mauri sono state modificate dicendo che lui ha dichiarato che non ama scommettere e che non conosceva Luca Aureli. Di fatto, come si evince, non ha mai dichiarato nulla sulle scommesse e il contrario riguardo a Luca Aureli.

Petkovic sarà presentato mercoledì.

E' stata fissata per mercoledì 6 giugno alle ore 15:00 nel Centro Sportivo di Formello, la presentazione di Vladimir Petkovic nuovo tecnico della Lazio.

venerdì 1 giugno 2012

Ranking IFFHS - Lazio terza dietro Napoli e Milan.

L' Iffhs, l’Istituto di storia e statistica del calcio, sancisce anche nel mese di giugno, ha diramato il suo consueto report sui 400 migliori club al mondo, aggiornato al mese di giugno. La prima posizione resta al Barcellona , seguiti dai cileni dell'Universidad de Chile e dal Real Madrid. Nella graduatoria, che va dal 1° maggio del 2011 fino al 30 aprile del 2012, la prima squadra italiana è il Napoli (15esimo), seguito dal Milan (17esimo) e Lazio (50esima). L’Inter crolla e da 30esima diventa 62esima.In ribasso la Roma, che rispetto a due mesi fa ha perso 6 posizioni, posizionansosi al 154 esimo posto.

Ecco le idee di Petkovic

La firma è già arrivata, l’ufficialità è attesa per oggi, mentre la presentazione ufficiale avverrà Lunedì. Vladimir Petkovic è il nuovo allenatore della Lazio, per lui un contratto di 2 anni a 600mila euro a stagione. Il modulo tattico preferito da Vlado è il 3-4-3, che alla Lazio diventerebbe 3-4-1-2 per non escludere Hernanes, ma l’ex allenatore dello Young Boys ha dimostrato di essere un tecnico che sa cambiare e che può passare facilmente anche al 4-3-3 e al 4-2-3-1. Il modulo su cui basarsi al momento è però il 3-4-1-2: Marchetti ovviamente tra i pali, difesa a tre formata da Diakitè, Dias e Radu, a centrocampo Konko, Ledesma, Cana e Lulic (questi ultimi due pupilli di Petkovic) ed Hernanes dietro a Klose e Rocchi. Al momento, con i giocatori a disposizione, è questa la Lazio che ha in mente “il dottore”. Va detto però, che oltre a Ederson e Breno, arriveranno altri due difensori centrali, un esterno, un centrocampista centrale e una punta, due se Kozak dovesse partire in prestito. Petkovic ha già dato l’ok per la chiusura delle trattative per Ederson e Breno, mentre per l’attacco sarebbe entusiasta se sarebbe Yilmaz ad arrivare, che con Klose formerebbe un attacco stellare. Tuttavia, sono da alutare le situazioni di Zarate e Floccari. Petkovic è un allenatore che punta sui giovani e la Lazio di giovani interessanti ne ha parecchi: Crescenzi, Zampa, Onazi, Keita, Emmanuel e Ceccarelli sono solo alcuni dei nomi che il settore giovanile della Lazio ha sfornato. La Lazio di Petkovic già prende forma, ora tocca a Lotito e Tare consegnargli una grande squadra con acquisti all’altezza.

FONTE: PIANETALAZIO

Petkovic è il nuovo allenatore della Lazio.

Doveva essere il suo giorno e, nonostante manchi ancora l'ufficialità, lo è stato: Vladimir Petkovic è il nuovo allenatore della Lazio. Sarà il 49enne originario di Sarajevo a raccogliere quindi la difficile eredità di Edy Reja sedendo sulla panchina biancoceleste per i prossimi due anni (si parla di poco meno di 600mila euro di ingaggio annui). Inseguito ieri dai cronisti, l'ex tecnico del Sion si è materializzato stamani nel centro sportivo di Formello, dove ha anche trascorso la notte. Una struttura che ha visitato in giornata, compresi lo studio televisivo e la radio societaria e che ha impressionato l'allenatore. Poi una pausa pranzo insieme al ds Igli Tare, con cui probabilmente ha avuto modo di parlare anche di mercato (l'obiettivo principale è l'attaccante turco del Trabzonspor Burak Ylmaz), sempre a Formello.
Il presidente Claudio Lotito intanto stava incontrando il segretario generale del Coni Raffaele Pagnozzi per l'affitto dell'Olimpico. Incontro conclusosi con un accordo di massima che, salvo imprevisti, dovrebbe essere ormai soltanto ufficializzato: la squadra biancoceleste continuerà a disputare le proprie partite casalinghe nell'impianto romano. In serata il numero uno biancoceleste e Petkovic dovrebbero comunque vedersi per chiudere il tutto. Il 'Dottore', questo il soprannome di Petkovic, arriva a Roma insieme al vice Arno Rossini, ex tecnico del Locarno e attuale bidello nella scuola cantonale di Commercio di Bellinzona. E proprio in Svizzera Petkovic ha costruito la sua carriera di giocatore e di allenatore, con un trascorso da magazziniere della Caritas Ticino che rende il suo approdo su una panchina di Serie A l'epilogo di una favola.
E' lui lo scopritore di Senad Lulic ai tempi dello Young Boys. Poi, alla guida del Sion, dove era approdato due settimane fa per conquistare una salvezza insperata (la squadra elvetica partiva con una penalizzazione di 36 punti), ha vinto lo spareggio con l'Aarau. In mezzo una parentesi non molto fortunata in Turchia al Samsunspor. Nel pomeriggio, lasciando Formello, Tare non si è sbilanciato. "La firma? Ogni cosa a suo tempo", si è limitato a dire. La comunicazione ufficiale arriverà in serata o al massimo domani, ma la Borsa sembra premiare la duplice scommessa della coppia Lotito-Tare con un +16,42% (0,39 euro ad azione) con cui il titolo della società ha chiuso la giornata. Ora spetta a Petkovic riuscire ad emergere in una piazza difficile come quella laziale, scossa ulteriormente dall'arresto del vicecapitano Stefano Mauri, nell'ambito dell'inchiesta sul Calcioscommesse.

FONTE: ANSA