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lunedì 13 agosto 2012

Auguri a Bruno Giordano

Bruno Giordano nasce a Roma il 13 agosto 1956 nello storico quartiere di Trastevere, in Vicolo del Cinque, dove, da bambino, passa le giornate a giocare a pallone fra vicoli, piazze e l'oratorio di Don Orione.


Un trasteverino a Tor di Quinto

E' proprio tra le stradine care al Trilussa ed al Belli che il ragazzo si forgia. Ha due piedi d'oro ed i compagni se lo litigano in squadra. Preferisce più il gioco che lo studio e se ne accorge presto Don Francesco Pizzi, che, tramite un giocatore della Primavera laziale, Temistocle Forti, lo segnala al grande Flacco Flamini il quale lo porta alla Lazio per 30.000 lire e 10 palloni nel 1969. Nella Lazio il giovane Giordano si fa largo in tutte le categorie minori, segnando moltissime reti e uscendo sempre fra gli elogi dei suoi tecnici che vedono in lui una futura promessa. In quegli anni le giovanili della Lazio sono una vera fucina di giovani talenti. E in squadra con lui ci sono giocatori come Lionello Manfredonia, Stefano Di Chiara e Andrea Agostinelli.

L'esordio con rete a Marassi

Tra le persone che si accorgono di lui c'è anche Tommaso Maestrelli che più di una volta lo segue personalmente nelle gare della Primavera ed è pronto a convocarlo in prima squadra per la stagione 1975/76, ma la malattia del Maestro sconvolge questo piano. Fortunatamente è Giulio Corsini, il nuovo allenatore, a portarlo in ritiro ed a lanciarlo nelle prime gare di Coppa Italia al posto di un Chinaglia rimasto negli States per cercare di essere ceduto ai Cosmos New York. E' proprio questa assenza che gli spiana la strada verso la prima squadra e, viste le ottime prove, Corsini lo sceglie per far coppia con Chinaglia rientrato nel frattempo e controvoglia nei ranghi, nella prima partita di campionato contro la Sampdoria.

E' il 5 ottobre 1975 quando Giordano esordisce in Serie A. E miglior esordio non può essere perchè, a tempo scaduto, è proprio una sua rete a regalare la vittoria insperata ai biancocelesti. Il giovanotto, vedendo la rete gonfiarsi scoppia in pianto, incredulo. Il giorno dopo i giornali sono tutti per lui. Viene confermato anche per la partita successiva contro l'Inter, ma deve lasciare il campo al 39' per un infortunio muscolare. Rientra alla 4^ giornata contro il Perugia ed al 64' segna il suo secondo goal in 3 presenze in A. Niente male per un ragazzo alla prima esperienza nella massima serie.

Le cose a livello di squadra, però, non vanno bene. Corsini viene esonerato e Maestrelli torna sulla panchina biancazzurra. Il cambio sulla panchina non giova però al trasteverino che scivola nelle retrovie della squadra, preferito ad altri giocatori che però non convincono nessuno.

Al posto di Chinaglia

Il nome di Giordano riappare così sui taccuini alla 26^ giornata quando siede in panchina a Cesena col numero 14 ma non entrerà in campo. La domenica seguente 25 aprile 1976 si replica e vede giocare al suo idolo Chinaglia l'ultima gara ufficiale in maglia biancazzurra. Maestrelli, che non voleva bruciare il giovane attaccante, non disponendo di una punta centrale, giocoforza affidò a lui la maglia numero 9. La Lazio era con un piede e mezzo in Serie B e giusto un miracolo poteva salvarla. A Firenze contro i Viola, la Lazio perse per 4-3 con onore e Giordano aveva segnato ancora.

Ora c'era la decisiva e proibitiva gara con il Milan. Maestrelli schiera l'asse Re Cecconi, Giordano, D'Amico e Antonio Lopez, e la Lazio dilaga per 4-0, con ancora una rete (la seconda) del trasteverino. Tutto si decide a Como il 16 maggio e quando la Lazio è sotto di due reti a zero, tutto sembra ormai compromesso. Ma è proprio il ragazzo con il numero 9 a dimezzare lo svantaggio. La Lazio poi pareggerà e si salverà, e avrà pure trovato un attaccante degno dei suoi predecessori. Umberto Lenzini, ancora amareggiato per la fuga di Long John, blinda subito il ragazzo e rifiuta le offerte da parte dell'Inter e del Torino ritenendolo incedibile. Giordano intanto si rifugia nella sua amata Ladispoli per passare le vacanze spensierate lontano dai clamori calcistici che ha iniziato ad assaporare. La nuova stagione si prospetta più difficile ma con il nuovo allenatore Vinicio l'intesa è già totale. Viene convocato nella Nazionale Under 21 dove disputa 5 partite.

La stagione 1976/77 vede una squadra rinnovata e più giovane con gli innesti di Lionello Manfredonia, Andrea Agostinelli e Fernando Viola. L'esperienza poi del "traditore giallorosso" Ciccio Cordova, arrivato alla Lazio dopo una lunga polemica per il suo passato da capitano della Roma porta nuove geometrie ed idee tattiche. Giordano ormai fa parte dei titolari e bagna la nuova stagione con una rete che non basterà ad evitare la sconfitta interna per 3-2 contro la Juventus. Una sua rete espugna Firenze alla seconda, poi nulla fino al giorno del derby di andata del 28 novembre 1976, quando regala l'ultima gioia a Maestrelli che ascolta, prima di entrare in coma, per radio la prodezza del centravanti che realizza una rete "impossibile" dalla linea di fondo. Quel derby lo consacra agli occhi dei tifosi. La sera viene intervistato dalla Domenica Sportiva ed in romanesco stretto spiega come è nata la rete. Il ragazzino sta per diventare un campione. Segna reti su reti fino ad arrivare a quota 10 goal che portano la Lazio ad un ottimo 5° posto finale ed alla qualificazione in Coppa UEFA.

Capocannoniere

Ormai è un attaccante affermato e si ripete anche nella stagione 1977/78. Il 2 ottobre 1977 gioca una delle gare più belle della sua carriera quando, grazie alla sua doppietta, la Lazio strapazza la Juventus per 3-0. Il secondo gol, un pallonetto stupendo, entra di diritto nella cineteca del calcio. La Lazio però ha perso un po' di smalto ed il nuovo allenatore Bob Lovati deve faticare non poco per risollevarla. Alla fine arriva un ottavo posto e 12 sono le reti nel carniere. Gioca 5 partite (più un'altra convocazione) con 5 reti nella Nazional Under 21.

Le squadre italiane farebbero follie per averlo, ma Lenzini non cede e il bomber rimane alla Lazio anche se la squadra non è molto forte. E la stagione 1978/79 si rivela quella della consacrazione definitiva per Giordano che sfodera tutto il repertorio segnando di destro, di sinistro e di testa. L'inizio folgorante lo portò alla convocazione con una presenza nella Nazionale B ed a esordire in Nazionale il 5 dicembre 1978, in coppia con Paolo Rossi, entrando al posto di Francesco Graziani contro la Spagna.

La Lazio gioca per lui, il pubblico è affascinato da questo ragazzo che alla fine segnerà la bellezza di 19 reti laureandosi capocannoniere e vincendo il Premio Chevron Sportsman dell'anno. Gioca, da capitano, una partita con la nazionale Olimpica realizzando una doppietta. Il mondo del calcio lo applaude, la Juventus arriva ad offrire quasi 2 miliardi di lire per il suo cartellino, ma non c'è nulla da fare.


La vicenda del calcio-scommesse

Ladispoli è una graziosa cittadina balneare a non meno di mezz'ora di macchina dal centro di Roma. E' qui che due commercianti Massimo Cruciani ed Alvaro Trinca operano i loro affari di ristoratori, ma è anche qui che parte una vicenda dai contorni loschi e nebbiosi. Il campionato della Lazio è altalenante, tra centro classifica e zona retrocessione. Giordano gioca una partita nella Under 21 e due, da capitano, con due reti nella Nazionale Olimpica. Verso l'inizio di febbraio 1980, Lenzini viene a conoscenza del fatto che i due commercianti vogliono indietro alcuni soldi persi nelle scommesse clandestine. A loro dire, alcuni giocatori (tra cui Giordano), si sarebbero accordati con loro, per truccare delle partite, ma poi si sarebbero tirati indietro facendo perdere grosse somme ai due. Lenzini crede però che sia un tentativo di estorsione e si rifiuta di dare soldi ai due ristoratori per il loro silenzio sulla vicenda.

Lo scandalo scoppia il 23 marzo 1980 al termine di Pescara-Lazio, quando all'uscita degli spogliatoi, alcune macchine della Guardia di Finanza attendono il giocatore che viene arrestato assieme a Lionello Manfredonia, Massimo Cacciatori e Pino Wilson. La sera stessa i quattro giocatori vengono portati al carcere romano di Regina Coeli dove vengono detenuti separatamente per alcuni giorni. Il mondo sembra crollare addosso a Giordano. Lui si dichiara estraneo a tutto ma la giustizia sportiva non la pensa così ed al termine del processo sportivo verrà squalificato per 3 anni e 6 mesi con la Lazio retrocessa in Serie B, secondo quanto riportato dai giornali dell'epoca.

Anni tremendi

Per lui sembra essere la fine della carriera ma Lenzini gli offre di continuare ad allenarsi a Tor Di Quinto. Il presidente della Roma Dino Viola arriva addirittura ad offrire un contratto sia all'attaccante che a Manfredonia al buio, e propone una cifra alla Lazio per acquistare i due calciatori, naturalmente molto più bassa del loro reale valore. Giordano rifiuta, come il suo compagno: ha voglia e smania di riscattarsi insieme alla Lazio dopo il pandemonio creato. Nel 1981 rifiuta e fa rifiutare al nuovo presidente Gian Casoni una buona offerta del presidente dell'Udinese Lamberto Mazza che lo vorrebbe nella sua squadra a fine squalifica. I tifosi vedendolo solitario in campo, non lo contestano, anzi scrivono addirittura una supplica al presidente Pertini, chiedendogli di intercedere per perdonargli la leggerezza commessa. Intanto lui continua ad allenarsi a parte, speranzoso di rientrare a giocare il prima possibile.

La Lazio naviga in acque cattive e rischia addirittura la Serie C, la crisi finanziaria è sull'orlo del collasso ed urge un sacrificio. L'occasione arriva dal presidente della Fiorentina, il Conte Pontello, che offre una grossa cifra per avere l'attaccante, visto che si parla di una riduzione della squalifica prima dell'inizio della stagione 1982/83. Le 2 squadre si accordano sui dettagli economici ed a Firenze alcuni giornali danno l'affare per concluso, ma ancora una volta sono i tifosi ad impedire il trasferimento con una contestazione alla Società che a quel punto non si sente più di sfidare la piazza.

Il ritorno in campo

L'estate del 1982 è caratterizzata dai Mondiali di Spagna e Giordano deve vederli in televisione. Sicuramente ci sarebbe stato anche lui fra i 22 giocatori che la sera dell'11 luglio si laureano Campioni del Mondo tra lo stupore generale. Ed è proprio all'indomani di quel trionfo che la F.I.G.C. annuncia l'amnistia generale per gli squalificati che possono così tornare a giocare. Per Giordano e l'amico inseparabile Manfredonia è finalmente giunto il tempo di rimettersi gli scarpini. La Lazio è in Serie B ed ha fatto un enorme sforzo in campagna acquisti per tentare la scalata alla massima serie, pur con pochi soldi a disposizione. Il 12 settembre contro il Campobasso Giordano rientra in campo con la maglia numero 9. Le cose non vanno in realtà bene perchè la squadra arranca, ma alla fine l'allenatore Roberto Clagluna trova la quadratura del cerchio e i biancazzurri, grazie anche alle reti del bomber ritrovato, si portano a lottare per la promozione.

Nelle ultime giornate la situazione si complica e l'allenatore viene esonerato ma Giancarlo Morrone, chiamato al posto di Clagluna, riesce a portare i biancazzurri in Serie A evitando gli spareggi. Giordano vince la classifica dei cannonieri con 18 reti, il Premio Chevron Sportsman dell'anno per la Serie B e gioca due partite come fuori quota (con due reti) nella Nazionale Under 21. Per Giordano è la rivincita dopo anni di buio e per di più ritrova un vecchio compagno come nuovo Presidente: è Giorgio Chinaglia che nel frattempo ha acquistato il pacchetto di maggioranza della Società alla quale promette un ritorno ai fasti del passato.

L'infortunio di Ascoli

La stagione 1983/84 sembra prospettarsi come la nuova consacrazione per Giordano. Torna a giocare in Nazionale ad ottobre contro la Grecia realizzando il suo primo goal in maglia azzurra. Ma come i sogni svaniscono all'alba, ben presto ci si accorge che la squadra creata dal nuovo Presidente non è per niente forte, anzi si ritrova subito nei bassifondi della classifica. Eppure la stagione era iniziata con una roboante vittoria sull'Inter per 3-0, ma poi si era persa, sopraffatta dalle altre squadre che sembrava viaggiassero ad una marcia in più. Paolo Carosi, subentrato a stagione in corso, diede un gioco diverso e pian piano riuscì a far punti, ma la situazione di classifica era comunque difficile. Il 30 dicembre 1983 la Lazio è di scena ad Ascoli e Giordano cerca, sul campo, di dare il meglio di sé stesso anche se è guardato a vista dai terzini marchigiani. Al metà del primo tempo il dramma sportivo ed umano: sono le 14:51 e si gioca da 21 minuti quando lo stopper dell'Ascoli Antonio Bogoni, interviene da dietro colpendo prima Giordano al polpaccio della gamba destra e poi portando il piede sinistro davanti a quello dell'avversario. Un tackle a tenaglia ovvero un'entrata assassina.


Giordano cade in un urlo di dolore che scuote lo stadio ed i giocatori in campo. Esce in barella e lo portano nel nosocomio piceno per le radiografie. Il responso è tremendo: frattura con una prognosi dai 5 agli 8 mesi. Per lui e la squadra in lotta per non retrocedere il colpo è tremendo, ma non si perde d'animo e appena possibile comincia subito la rieducazione e la fisioterapia. Il miracolo è compiuto il 21 aprile 1984, quando in meno di quattro mesi torna in campo e dopo 32 secondi segna la prima rete della Lazio contro il Napoli in una gara drammatica e decisiva vinta per 3-2 dai biancazzurri. Giordano scoppia in lacrime: il campione è ritornato. Le ultime gare vedono la Lazio salvarsi grazie ad altre 2 reti del bomber. Il peggio sembra passato, ma non è così.

Il rapporto incrinato e l'addio alla sua maglia

La Società naviga in brutte acque finanziarie e Chinaglia deve trovare un espediente per salvare il salvabile e creare una squadra degna del nome che porta. Si accorda con la Juventus per le cessioni di Giordano e Manfredonia in cambio dell'attaccante genoano emergente Briaschi, del difensore Massimo Storgato e un bel pacco di miliardi che risolleverebbero le casse. I due giocatori vengono convocati dal Presidente per comunicar loro la notizia e dopo un paio di giorni vanno a colazione dall'Avvocato Gianni Agnelli che vuole conoscerli. Ma qualcosa va storto e i due rifiutano il trasferimento facendo saltare l'accordo ed i nervi di Chinaglia che si trova di nuovo nei guai e spiazzato dalla decisione dei due calciatori.


Anche fra i due giocatori nascono degli screzi, che risultano insanabili. Lo spogliatoio si spacca e tutto precipita. Neanche il ritorno a sorpresa sulla panchina di Juan Carlos Lorenzo prima e di Giancarlo Oddi poi, risollevano le sorti di una squadra che finisce in Serie B già nel girone d'andata, arrivando ultima in campionato. Per Giordano l'avventura laziale finisce qui. Separato in casa accetta l'offerta del Napoli e dopo quasi 20 anni saluta la sua città per trasferirsi alla corte di Maradona.

Con la Lazio colleziona 203 presenze e 86 reti in Campionato.

Campione d'Italia a 200 km da Roma

La nuova fase della sua carriera agonistica si svolse alle pendici del Vesuvio dove riuscì a vincere il primo scudetto per i partenopei nel 1986/87. Costituì il famoso tridente "MaGiCa", prima con Maradona e Carnevale, poi con Maradona e Careca. Tecnicamente Maradona lo considerò il proprio partner ideale. Andò via da Napoli alla fine della stagione 1987/88 dopo un burrascoso litigio con Luciano Moggi D.S. dei campani. Si trasferì all'Ascoli, poi nel Bologna e di nuovo all'Ascoli dove terminò la carriera agonistica nel 1992 e con il quale realizza il suo centesimo goal in Serie A. E proprio in una partita fra Ascoli e Lazio, ultima giornata del campionato 1988/89, Giordano sbagliò un gol fatto che avrebbe significato uno spareggio per non retrocedere in Serie B.


Inizia la carriera di allenatore

Nel gennaio del 1995 disputa alcune partite con il Torrino calcio a 5. Preso il patentino di allenatore, ha allenato diverse squadre di Serie C, tra cui il Monterotondo, il Crotone, la Tivoli, il Frosinone, l'Ancona, la Nocerina, l'Aquila, la Reggiana, il Catanzaro fino ad arrivare all'esordio in Serie A con il Messina nel 2006. Dal 19 aprile 2009 è il nuovo allenatore del Pisa. Subentra all'esonerato Giampiero Ventura con un accordo valido fino al 30 giugno dello stesso anno, non riuscendo però ad evitare la retrocessione della squadra in Prima Divisione. Nel febbraio 2011 subentra all'ex compagno Fernando Orsi alla guida della Ternana in Lega Pro 1 Divisione.

Fonte: LazioWiki.org

Bruno Giordano compie oggi 56 anni


TANTI AUGURI BRUNO

giovedì 2 agosto 2012

Auguri a Fernando Couto

Fernando Couto
Fernando Manuel Silva Couto, Difensore, nato a Espinho (Portogallo) il 2 agosto 1969.
Muove i primi passi nel mondo del calcio militando nelle formazioni giovanili dello Sporting de Espinho e nel Lusitânia de Lourosa. Successivamente si trasferisce nelle giovanili del Porto. Il 26 novembre 1986 fa il suo esordio nella nazionale under 18 contro la Francia.
L'esordio nel campionato portoghese avviene, a 19 anni, nel corso della stagione 1987/88 (1 presenza, 0 reti). Per il Porto è una stagione d'oro che si conclude con la vittoria del campionato e della coppa portoghese.
Nei due anni seguenti è ceduto in prestito; prima al Futebol Clube de Famalicão poi al Associação Académica de Coimbra. Nel 1989, quando milta nel Famalicão, partecipa ai Campionati mondiali Under 20 in Arabia dove il Portogallo diventa Campione del mondo.
Nel 1990/91 rientra al Porto da titolare, disputando 25 presenze con 3 gol. A differenza della prima esperienza, contribuisce attivamente alla conquista della Coppa di Portogallo e della Supercoppa portoghese, tanto da meritare la prima convocazione nella Nazionale.
L'anno successivo (32 presenze, 2 gol) può festeggiare lo scudetto, subito bissato nel 1992/93 insieme alla Supercoppa portoghese. Couto colleziona 26 presenze e segna 4 reti, non poche per un difensore che fa della grinta e del temperamento il suo cavallo di battaglia.
L'ultima stagione nel Porto (1993/94) è caratterizzata dalla conquista della Coppa di Portogallo. In campionato disputa 23 incontri (1 gol).
Nell'estate del 1994 viene acquistato dal Parma. L'esordio nel campionato italiano avviene il 4 settembre 1994 nella partita Parma-Cremonese terminata 2-0. Il gol che sblocca l'incontro è realizzato proprio da Couto. Il pubblico italiano apprezza le sue proiezioni offensive e nella prima stagione "italiana" Couto segna 4 gol disputando 27 partite. Tipica la sua esultanza dopo ogni rete realizzata: un salto mortale in avanti da fermo con le mani sulla nuca. Al primo anno con i ducali conquista il primo titolo internazionale, la Coppa UEFA.
Dopo un anno non particolarmente fortunato (1995/96 12 presenze), è acquistato dal Barcellona. Con i catalani resta 2 stagioni.
Nel 1996/97 colleziona 26 presenze in campionato e 4 (1 gol) in Coppa delle Coppe. Vince Coppa e Supercoppa di Spagna, e la Coppa delle Coppe.
Il 1997/98 segna il suo debutto nella Champions League (5 presenze), ma, nonostante la conquista dello Scudetto (18 presenze) e della Coppa di Spagna, non è autore di una stagione convincente.
Nel 1998 la Lazio lo acquista, insieme a De La Pena. Il debutto con i biancocelesti avviene il 29 agosto nella vittoriosa partita di Supercoppa italiana contro la Juventus, mentre l'esordio in campionato è del 13 settembre nella trasferta di Piacenza pareggiata 1-1. In Campionato disputa 22 partite segnando 2 gol nelle primissime giornate (nella III° giornata a Perugia e nella IV° in casa contro il Cagliari). Il 19 maggio 1999 gioca uno scampolo di partita nella vittoriosa finale di Coppa delle Coppe.
Nel 1999/00 vince lo Scudetto (14 presenze) e la Coppa Italia (5 presenze). Inoltre colleziona 7 presenze in Champions League.
La stagione successiva disputa 18 partite in Serie A e 8 in Champions League. La stagione è macchiata da un episodio. Il 4 aprile 2001 viene reso noto che in occasione dei controlli antidoping relativi alla partita Fiorentina-Lazio del 28 gennaio, Couto è stato trovato positivo al nandrolone. Il 21 aprile le controanalisi confermano la presenza di norandrosterone e noreticolanolone per il portoghese. La commissione disciplinare procede alla sospensione cautelare del calciatore e il 20 luglio gli infligge una squalifica di 10 mesi più un'ammenda di 100 milioni di lire.
Il 2001/02 inizia con una buona notizia. Il 6 settembre 2001 la commissione di appello federale riduce la squalifica da 10 a 4 mesi (a decorrere dal 27 aprile 2001), dunque Fernando Couto può scendere in campo nella II° giornata di campionato a Perugia. Disputa 29 presenze (1 gol) in Campionato, 4 presenze (1 gol) in Champions League e 2 presenze in Coppa Italia.
Nel 2002/03, gioca 15 partite di campionato, 4 in Coppa Italia e tutte le 12 partite di Coppa UEFA, dove ha modo di segnare 1 gol negli ottavi di finale.
Il 2003/04 è la stagione dell'ultimo trofeo della sua carriera, la Coppa Italia. Complessivamente disputa 23 partite di campionato (3 gol), 3 di Champions League ed infine 4 in Coppa Italia arricchite da un gol preziosissimo, nella semifinale d'andata contro il Milan che consente alla Lazio di sbancare Milano dopo 14 anni di astinenza.
Termina la stagione in scadenza di contratto e quindi libero di accordarsi con chiunque. Dopo molti anni trascorsi in biancoceleste vincendo moltissime competizioni, la società è adesso in una profonda crisi economica. Couto accetta una notevole riduzione dell'ingaggio e si accorda per un contratto di un anno (2004/05). Dopo pochissimi giorni è già in campo nella finale per la Supercoppa italiana contro il Milan. In seguito alla cessione di Favalli gli viene assegnata la fascia di capitano dall'allenatore Mimmo Caso. Chiude la sua carriera alla Lazio disputando 24 partite di campionato e 3 di Coppa UEFA. Anche nella sua ultima stagione lascia lo zampino, segnando tre gol in campionato.
Il 5 dicembre 2004 in un'intervista il presidente Lotito dice: Chi si é dimostrato un vero uomo é stato Couto: é passato da 4 miliardi netti a 450mila euro. Il 10 aprile 2005 in occasione della vittoria sul Livorno Couto dice: Dedichiamo il successo sul Livorno a Lotito, che sta lavorando duramente per salvare la società.
Con la Lazio colleziona 145 presenze e 9 reti in Campionato.
Dal 2005/06 al 2007/08 è ritornato al Parma, dove ha giocato 63 partite e segnato 2 gol prima di dare l'addio al calcio giocato. Dirigente della Federazione portoghese, diventa direttore sportivo dello Sporting Braga. Nel giugno 2011 diventa l'allenatore dello Sporting Braga.

Palmares

  • 1 World Youth Championship (in Riyadh, Saudi Arabia, in 1989)
  • 3 Portuguese First Division Championships (for FC Porto in 87/88, 91/92 and 92/93)
  • 3 Portuguese Cups (for FC Porto in 87/88, 90/91 and 93/94)
  • 2 Cândido de Oliveira Supercups (for FC Porto in 90/91 and 92/93)
  • 1 Liga (Barcelona nel 1997/98)
  • 2 Coppa di Spagna (Barcelona nel 1996/97 e nel 1997/98)
  • 1 Supercoppa spagnola (Barcelona nel 1996/97)
  • 1 Scudetto.png Scudetto (Lazio nel 1999/00)
  • 2 Coppa Italia.png Coppa Italia (Lazio nel 1999/00 e nel 2003/04)
  • 1 Supercoppa Italiana.jpg Supercoppa Italiana (Lazio nel 1999/00)
  • 2 Coppa delle coppe.jpg Coppa delle Coppe (Barcellona nel 1996/97, Lazio nel 1998/99)
  • 1 Coppa Uefa (Parma nel 1994/95)
  • 1 Coppa.png Trofeo di Amsterdam 1999

 Fonte: LazioWiki.org


Fernando Manuel Silva Couto compie oggi 43 anni.


TANTI AUGURI FERNANDO

sabato 28 luglio 2012

Auguri a Pedro Antonio Troglio

Centrocampista, nato a Lujan Poia (Argentina) il 28 luglio 1965.

Cresciuto nel River Plate, arriva in Italia acquistato dal Verona nel 1988/89. La Lazio lo acquista nel 1989 dal Verona. Disputa 2 stagioni in maglia biancoceleste. Nel 1991 viene ceduto all'Ascoli. In seguito milita nell'Avispa Fukuoka (Giappone) e Gimnasia La Plata. Chiude la carriera nel Villa Dálmine.

Con la Lazio colleziona 40 presenze e 1 rete in Campionato.

Allena il Godoy Cruz, Gimnasia La Plata, Independiente, Cerro Porteno (Paraguay). Nel maggio 2010 diventa l'allenatore dell'Argentinos Juniors, da cui si dimette a settembre del 2011 a causa dei cattivi risultati.

Fonte: LazioWiki.org

Questo il coro che i tifosi della Lazio avevano dedicato a lui, in comune con gli altri 2 stranieri.
"E Ruben Ruben Ruben Ruben Sosa e Ama... Ama... Ama... Amarildo e Pedro Pedro Pedro Pedro Troglio! Alè Alè Alè, Alè Alè la Lazio"

Compie oggi 47 anni.

TANTI AUGURI PEDRO

venerdì 27 luglio 2012

Auguri a Lorik Cana

Lorik Cana
Centrocampista, nato a Pristina (Serbia) il 27 luglio 1983. Naturalizzato albanese e in possesso di passaporto svizzero e francese. Viene acquistato dalla Lazio a partire dalla stagione 2011/12. Trasferitosi con la famiglia in Svizzera a causa della guerra dei Balcani, comincia a giocare nelle squadre giovanili del Losanna e poi del Paris Saint Germain in Francia. Nel 2002 entra a far parte della squadra maggiore dei Transalpini e vi rimane sino al 2005 dopo aver vinto una Coppa di Francia nella stagione 2003/04. Dal 2005 al 2009 milita nell'Olympique Marsiglia di Jean Fernandez e disputa con questa squadra 122 gare. Nel periodo marsigliese viene indicato tra i mediani più forti e completi del Campionato francese. Nella stagione 2009/10 si trasferisce in Inghilterra dove veste la maglia del Sunderland di cui è anche capitano. La stagione successiva passa al Galatarasay. Il 3 luglio 2011 la Lazio lo acquista nell'ambito della trattativa che porta il portiere Muslera nella squadra turca.

Ha giocato (dal 2003) 50 gare nella nazionale albanese di cui è anche capitano.

Cana è un mediano potente e tatticamente abilissimo nel far ripartire la propria squadra. E' anche molto grintoso e qualche volta l'esuberanza eccessiva ne condiziona il rendimento. E' dotato di un fisico molto atletico, essendo alto m 1,86 per un peso di kg 84.

E' stato proclamato per tre volte calciatore albanese dell'anno e nel 2009 è stato inserito tra i primi cinque centrocampisti europei. E' ambasciatore UNICEF per l'Albania e parla cinque lingue, tra cui l'Italiano. Il suo soprannome è "Il guerriero".

Colleziona 15 presenze e 2 reti in campionato (aggiornato a giugno 2012).


Fonte: LazioWiki.org


Cana compie oggi 29 anni.
TANTI AUGURI LORIK

Auguri a Goran Pandev

Goran Pandev
Attaccante, nato a Strumica (F.Y.R.O.M.) il 27 luglio 1983. La carriera professionistica di Pandev comincia a soli 16 anni quando era già titolare della squadra del Belasica. L'esperienza nel campionato macedone è destinata però a durare solo una stagione, infatti l'Inter mostra subito il proprio interessamento per l'attaccante, che decide di portare in Italia nell'estate del 2001. Dopo la stagione 2001/02 la squadra meneghina decide di cederlo a titolo di prestito allo Spezia. In Liguria raccoglie 22 presenze e mette a segno 4 gol nel campionato di serie C1. La stagione seguente i nerazzurri decidono di prestarlo all'Ancona, con i marchigiani oltre all'esordio in Serie A nella partita Ancona-Siena disputata 2 novembre 2003 arrivano 20 presenze e una rete. Viene acquistato nel 2004 dall'Ancona. Disputa cinque stagioni in maglia biancoceleste. Con la Lazio colleziona 159 presenze e 48 goals in Campionato. Nel dicembre 2009 con una sentenza del collegio arbitrale il giocatore ottiene la risoluzione del contratto che lo avrebbe legato per un altro anno alla società biancoceleste e viene ingaggiato dall'Inter di Moratti. Con la squadra nerazzurra vince nella stagione 2009/10 lo scudetto, la Coppa Italia e la Champions League.

Nel luglio 2012 viene acquistato dal Napoli.

Fonte: LazioWiki.org

Pandev compie oggi 29 anni

AUGURI GORAN

martedì 24 luglio 2012

Auguri a Dino Baggio!

Dino Baggio
Dino Baggio Centrocampista, nato a Camposampiero (PD) il 24 luglio 1971.

La Lazio lo acquista dal Parma nell'ottobre 2000.
Disputa 4 stagioni in maglia biancoceleste.
Con la Lazio colleziona 44 presenze e 1 rete in Campionato.
Nel febbraio 2007, a due anni e mezzo dal ritiro dall'attività professionistica, torna a giocare in Terza Categoria nel Tombolo.

siti

Dal 2009 dirige una scuola calcio giovanile nei pressi di Parma, nel 2011/12 è collaboratore tecnico delle giovanili del Padova.

Un grazie speciale a LazioWiki.org, senza il quale non avrei modo di reperire queste informazioni.

Compie oggi 41 anni.

TANTI AUGURI DINO

lunedì 23 luglio 2012

Auguri a Giancarlo Oddi

Giancarlo Oddi
Giancarlo Oddi nasce a Roma il 23 luglio 1948 ed è assieme a Franco Tripodi l'unico romano della squadra dello Scudetto del 1974


Dai primi passi a Maestrelli

Comincia a giocare da ragazzino nel Santos Roma, la squadra del suo quartiere (il Tufello-Montesacro) ed a quel tempo viene descritto come una promettente mezz'ala. A quattordici anni passa al Gate, la squadra del quotidiano Paese Sera per poi essere acquistato l'anno successivo dall'Almas Roma del quartiere San Giovanni. Qui Oddi arretra la sua posizione in campo trasformandosi prima in mediano di spinta, poi in libero ed alla fine in terzino destro.

I piedi non sono raffinati ma mostra già il carattere agonistico sebbene non abbia ancora vent'anni, tanto che il 16 marzo 1966 sostiene un provino a porte chiuse, insieme ad altri 25 calciatori (tra cui Bruschettini e Chinellato) con la Roma al Flaminio. Nel 1967 gli osservatori della Lazio lo portano ai campi d'allenamento di Tor Di Quinto. Nella stagione 1967/68 entra nella Primavera, vince il campionato De Martino e fa una presenza in Serie B.
L'anno successivo, per problemi economici della famiglia, chiede di andare a giocare in provincia e la Lazio lo presta al Sora in serie D dove fa un buon campionato.

Anni indimenticabili

Un anno dopo è di nuovo a Roma ma racimola solo 3 presenze e per il 1970/71 va a giocare nella Massese, in Serie B. Tornato per la terza volta alla Lazio nel 1971/72, primo anno di Tommaso Maestrelli alla guida dei biancocelesti, gioca dieci partite e contribuisce alla promozione in Serie A. Il nuovo allenatore ha molta stima di lui, ma non vuole bruciarlo. L'anno successivo, con le partenze di Legnaro e Papadopulo, per lui si aprono le porte della prima squadra come titolare.

Per un triennio gioca 30 partite su 30 senza mai uscire nemmeno per un minuto. Riveste il ruolo di stopper puro con altissima affidabilità, sempre incollato al centravanti avversario ed esentato dai compiti di manovra, sebbene sia uno dei pochi stopper a giocare con entrambi i piedi e non gli manchino lucidità e visione di gioco. E' uno dei migliori difensori tra il 1972 e il 1974 e con Wilson e Martini fanno una diga difensiva quasi insormontabile.

Nell'estate 1973 ha richieste da tutte le squadre del nord, ma Lenzini e soprattutto Maestrelli, rifiutano qualsiasi ipotesi di trattativa per il suo cartellino. Nel febbraio 1974 viene convocato da Ferruccio Valcareggi in Nazionale e per lui si aprono le porte per la Coppa del Mondo che si svolge in Germania ma alla fine gli verrà preferito lo juventino Morini perchè ritenuto più esperto a livello internazionale, facendo infuriare non poco gli altri laziali convocati in nazionale. Purtroppo non collezionerà nessuna presenza ufficiale in azzurro.

Si consolerà con lo Scudetto del 1974 vinto da romano nel suo stadio. La sera dei festeggiamenti fu derubato della sua auto con dentro il giaccone di pelle che, scaramanticamente, portava anche quando faceva un caldo da spiaggia. La macchina fu ritrovata pochi giorni dopo, ma del giaccone non ebbe più traccia. La stagione 1974/75 lo vide sempre protagonista, ma la malattia dell'allenatore fu un colpo tremendo per tutta la squadra che non si ripetè ai livelli della stagione precedente.
 
Ceduto al Cesena

Con Maestrelli malato, la Società compie l'errore di smembrare la squadra. Così, su indicazione dell'allenatore Corsini, spinto anch'esso da cattivi suggerimenti, anche Oddi viene ceduto, dopo 104 presenze in Campionato, 24 presenze in Coppa Italia e 4 presenze in Coppa UEFA in sei anni di Lazio. Finisce, insieme a Frustalupi al Cesena in cambio di Ammoniaci e Brignani, facendo la fortuna del piccolo club romagnolo che centrò la qualificazione in Coppa UEFA l'anno successivo.

Nella primavera del 1976, prima della gara di ritorno contro i biancazzurri, è al centro di uno spiacevole episodio che per poco non costa caro alla Lazio. Infatti i dirigenti biancazzurri, prima dell'incontro, ingenuamente vogliono saldare delle pendenze con lui e Frustalupi riguardanti le stagioni trascorse in biancazzurro. La faccenda viene scambiata per un tentativo di illecito e finisce sotto l'occhio del ciclone. Fortunatamente la Procura Federale capisce che si trattava solo di soldi arretrati e assolve tutti, ma la leggerezza poteva costare il deferimento al giocatore e la retrocessione a tavolino.

Nella squadra emiliana Oddi trascorre otto lunghi anni tra Serie A e Serie B ma il desiderio di tornare a Roma è così forte che nel 1983, a trentacinque anni, accetta di buon grado la chiamata dalla Lodigiani in C2, dove rimane un altro anno prima di terminare la sua carriera di calciatore.

Il ritorno in panchina

Nel 1984 Oddi si toglie gli scarpini e salta dall'altra parte del campo e cioè sulla panchina della Lazio. All'inizio fa il vice di Paolo Carosi che l'anno prima ha salvato la Lazio all'ultima giornata. Ma le cose quell'anno vanno male e la gioia della direzione tecnica della squadra annega nell'abisso della retrocessione. Dopo gli esoneri di Carosi e del subentrato Lorenzo a dieci partite dalla fine del Campionato, non basta il cuore di Oddi, rimasto il solo allenatore, a raddrizzare la rotta.

Il mister venuto dal Tufello racimola in tutto cinque punti frutto di cinque pareggi e la Lazio si classifica ultima, al pari con la Cremonese. Dopo questa stagione tempestosa, in cui la retrocessione riflette soprattutto il grande caos a livello societario più che le reali qualità tecniche dei giocatori, Oddi ritorna allenatore in seconda fino agli inizi degli anni Novanta, affiancando prima Gigi Simoni e Fascetti in Serie B, poi, dopo il ritorno in Serie A, Materazzi e Zoff. Vince un campionato con Lazio Master Calcio a 5 nel 1997.

All'arrivo di Zeman alla Lazio passa al settore giovanile. Fa anche una breve esperienza in Cina, ma dopo un po' ritorna a casa. Nel campionato 2007/08 è l'allenatore in seconda del Lecce, con Papadopulo trainer, e il 15 giugno 2008 conquista la promozione in Serie A. Nel Marzo 2011 sempre assieme a Papadopulo, va al Torino come vice allenatore, ma i due vengono sollevati dall'incarico dopo appena 12 giorni.

Palmares

    1 Scudetto (Lazio) nel 1973/74
    1 Campionato De Martino 1967/68
    1 Campionato Under 23 1973/74 

FONTE: LAZIOWIKI.ORG

Giancarlo Oddi, compie oggi 64 anni.

TANTI AUGURI GIANCARLO

martedì 17 luglio 2012

Auguri a Claudio Lopez

Claudio Lopez
Attaccante, nato a Rio Tercero (Argentina) il 17 luglio 1974.

Viene acquistato nel 2000 dal Valencia. E' soprannominato "El Piojo". Disputa 4 stagioni in maglia biancoceleste. Viene poi ceduto in Messico al Club America. Nel 2007 torna in Argentina nel Racing Club. Il 10 marzo 2008 passa ai Kansas City Wizards, nella Major League Soccer. Nell'aprile 2010 firma un contratto con i Colorado Rapids (MLS). Nel 2011 appende gli scarpini al chiodo.

Con la Lazio vince una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana e colleziona 106 presenze e 29 reti in Campionato.

Compie oggi 38 anni

TANTI AUGURI "PIOJO"

Fonte: LazioWiki.org

Auguri a Jaap Stam

Jaap Stam
Difensore, nato a Kampen (Olanda) il 17 luglio 1972.
Gioca nelle giovanili del Kampen dal 1990 al 1992. Lo Zwolle lo acquista nell'estate 1992 e lo schiera subito titolare. L'anno seguente passa al Cambuur dove resta per due stagioni. Nel 1995 gioca nel Willem. A fine stagione viene acquistato dal PSV Eindhoven che lo aveva attentamente visionato. Nel 1998 si trasferisce in Inghilterra nelle file del Manchester Utd e diviene uono dei punti di forza del club. La Lazio lo preleva nel gennaio 2001 e lo schiera insieme con Nesta a formare una delle coppie centrali più forti a livello mondiale. L'inizio in biancoceleste non è però molto fortunato perchè un infortunio lo condiziona al punto di non fargli disputare che cinque partite nella stagione 2001/02. Anche la stagione successiva non è positiva per il campione olandese. Infatti il 13 ottobre 2001 viene trovato positivo al nandrolone in un controllo antidoping dopo la gara Atalanta-Lazio. Il giocatore viene squalificato per cinque mesi, ridotti poi a quattro in sede di appello. Nonostante ciò riuscirà a giocare 70 gare (con tre reti) nelle tre stagioni a Roma. Chiude la sua militanza in biancoceleste nel maggio 2004 con la conquista della Coppa Italia. Per motivi di bilancio viene ceduto al Milan nell'estate 2004. Rimane in rossonero per due stagioni, ma falcidiato da numerosi infortuni, gioca con discontinuità. Nella stagione 2006/07 gioca in Olanda nelle file dell'Ajax e a fine campionato annuncia il suo ritiro dal calcio. Dopo aver fatto l'osservatore per il sud-america per il Manchester, intraprende la carriera di allenatore in Olanda.
Attualmente svolge il ruolo di tecnico in seconda dello Zwolle.

Il Palmarès di Stam è impressionante: oltre ad aver giocato 67 partite nella Nazionale olandese ed aver vinto un bronzo agli Europei del 2000, il calciatore ha vinto un Campionato nazionale con il PSV Eindhoven, quattro Supercoppe di Olanda, una Coppa di Olanda, tre Campionati inglesi, una Coppa di Inghilterra, una Coppa Italia con la Lazio e una Supercoppa italiana con il Milan. A livello internazionale ha conquistato una Champion League e una Coppa intercontinentale con il Manchester Utd. Inoltre nel 1997 è risultato Calciatore dell'anno in Olanda e sempre nello stesso anno ha vinto la Golden Shoe.

Con la Lazio vince la Coppa Italia e colleziona 70 presenze e 3 goal in Campionato.


Jaap Stam è stato uno dei migliori difensori degli ultimi anni. Fortissimo di testa, veloce nonostante un fisico imponente (h. m 1,90 per kg 87), implacabile marcatore e abile iniziatore delle manovre di contrattacco, specialista nei calci di punizione soprattutto con tiri rasoterra, ha mostrato anche aggressività e coraggio. Il suo legame con le squadre in cui ha militato è sempre stato improntato alla massima professionalità, sebbene non abbia mai dato l'impressione di un suo coinvolgimento particolare per nessuna maglia.

Compie oggi 40 anni.

TANTI AUGURI JAAP

Fonte: Laziowiki.org

lunedì 16 luglio 2012

Auguri a Marco Di Vaio

Marco Di Vaio Attaccante, nato a Roma il 15 luglio 1976.

Cresciuto nella Lazio, Campione d'Italia Primavera nel 1994/95. Disputa 1 stagione in maglia biancoceleste nel 1994/95. Viene poi ceduto al Verona. Nella sua carriera ha vestito le maglie di Bari, Salernitana (con cui ha vinto il titolo di capocannoniere della serie B con 21 reti messe a segno ed il premio Guerin d'Oro per la serie B nel 1997/98), Parma, Juventus, Valencia, Monaco, Genoa. Dal 2008/09 gioca nel Bologna (vice capocannoniere con 24 reti insieme a Milito, dietro ad Ibrahimovic). Dalla stagione 2012/13 si trasferisce in canada per giocare con il Montreal Impact.

Con la Lazio colleziona 8 presenze e 3 reti in Campionato.

Ha compiuto ieri (15/07/2012) 36 anni.

Anche se con un giorno di ritardo, mi sembra doveroso fare gli auguri a uno degli attaccanti più importanti che il vivaio della Lazio ha dato al nostro campionato.

TANTI AUGURI MARCO

venerdì 13 luglio 2012

Auguri a Giorgio Mastropasqua

Giorgio Mastropasqua
Giorgio Mastropasqua (Rivoli, 13 luglio 1951) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano.

Acquistato dalla Lazio all'inizio della stagione 1980/81 proveniente dal Bologna. Ricopre diversi ruoli difensivi, e per questo è un titolare inamovibile nelle 2 stagioni trascorse in maglia biancoceleste. Le migliori prestazioni le offre quando è schierato al centro come incontrista. Alla fine del 1982 viene ceduto al Catania. L'anno successivo è autore di un episodio fondamentale per i colori biancazzurri. Infatti nella penultima di campionato (5 giugno 1983) Lazio e Catania si giocano un vero spareggio per la promozione in Serie A, la partita è sull'1-1, quando su un tiro innocuo degli avanti biancazzurri, Mastropasqua devia il pallone in autorete, dando la vittoria alla Lazio che verrà poi promossa nella massima serie.

Con la Lazio colleziona 69 presenze e 5 reti in Campionato e 9 presenze in Coppa Italia.

Compie oggi 61 anni.

TANTI AUGURI GIORGIO

Un grazie particolare è rivolto a tutta la redazione di LazioWiki.org senza la quale non sarei in grado di reperire foto e notizie.

giovedì 12 luglio 2012

Auguri a Bobo Vieri

Christian Vieri (Bologna, 12 luglio 1973) è un ex calciatore italiano, di ruolo attaccante.

Nel 1998 poco prima della fine del calciomercato, viene acquistato dalla Lazio per 55 miliardi di lire dopo l'ottimo Campionato mondiale di calcio 1998 in Francia, dove segna 5 gol in 5 partite trascinando l'Italia fino ai quarti di finale.
Con la Lazio arriva secondo in campionato sfiorando lo scudetto (è proprio suo il colpo di testa che va a spegnersi contro la traversa nella sfida decisiva che terminerà 1-1 con la Fiorentina e in seguito sancirà il sorpasso-scudetto del Milan per un solo punto).
Il 19 maggio 1999 vince la Coppa delle Coppe, realizzando, tra l'altro, il primo dei due gol con cui i biancocelesti liquidano 2-1 il Maiorca nella finalissima di Birmingham. L'altro gol è opera di Pavel Nedvěd. Il numero 32 biancoceleste in 28 gettoni realizza 14 reti.

Compie oggi 39 anni.

TANTI AUGURI BOBO

lunedì 9 luglio 2012

Auguri Paoletto!

Oggi compie 44 anni Paolo Di Canio (Roma, 9 luglio 1968) ex calciatore e simbolo della Lazio, attuale allenatore dello Swindon Town.

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Tanti auguri Paoletto

giovedì 14 giugno 2012

Auguri grande Uber

Uber Gradella (Mantova, 14 giugno 1921)

A Uber Gradella, un grande augurio dalla redazione di laziolazio.blogspot.it per il compimento del 91° compleanno.

Dopo un breve tirocinio in compagini minori, arriva nel 1937/38 nella squadra della sua città, per poi trasferirsi al Verona l'anno seguente dove però è sempre riserva. L'anno successivo gioca 33 partite in Serie B con gli Scaligeri. Nel 1940 arriva a Roma e con la Lazio di Silvio Piola, allenata da Geza Kertesz, gioca 21 partite dimostrandosi sicuro e affidabile. L'anno successivo gioca per 29 volte a difesa della porta biancoceleste. Nel 1942/43 gli eventi bellici lo costringono a trasferirsi a Biella nella squadra locale e poi nel '44 a Novara. Era stato richiesto dal C.T. della Nazionale Pozzo, che ne intravedeva le grandi qualità, insieme a Silvio Piola e Luciano Ramella.




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Nel 1945 ritorna a Roma e in quell'anno disputa 19 partite nel campionato romano e poi altre 12 nel 1946. Alla ripresa dei campionati nazionali gioca 34 partite nel 1947/48 e solo 10 nel 1948/49, in quanto vittima di un grave infortunio a Bergamo contro l'Atalanta, quando non esita a lanciarsi in presa, nonostante molti uomini gli stiano per franare sopra un ginocchio. Ristabilitosi dopo molto tempo e pronto a riprendere il posto tra i pali biancocelesti, gli viene comunicato che non rientra nei programmi della Società che nel frattempo ha acquistato Lucidio Sentimenti, e gli viene concessa la lista gratuita. Uber dichiara che se deve andare a giocare con un'altra maglia preferisce abbandonare il calcio. Si stabilisce così in modo fisso a Roma dove apre esercizi commerciali di articoli sportivi che forniscono le principali Federazioni del CONI. Fino all'anno 2005 gestisce direttamente il negozio dietro Piazza Mancini ed è sempre disponibile a parlare della Lazio che fu e di quella che è, con i suoi clienti. Le pareti sono piene di giornali incorniciati che rievocano le sue splendide parate e le sue imprese. Ultimamente ha chiuso il suo esercizio commerciale a causa di alcuni problemi ortopedici alle gambe.

Uber è stato un portiere essenziale e con grande senso del piazzamento. Raramente, e solo all'occorrenza, metteva in mostra le sue doti di acrobazia. Uber Gradella è stato un giocatore corretto e sportivo ed è un uomo di grandissima signorilità e gentilezza, come nella migliore tradizione della vera Lazialità. E' il decano dei giocatori laziali.

Fonte: Laziowiki


mercoledì 16 maggio 2012

Buon compleanno Lionel Scaloni

Lionel Scaloni
Lionel Scaloni, difensore della Lazio, nato a Rosario (Argentina) il 16 maggio 1978, compie oggi 34 anni.
Auguri Lionel

martedì 15 maggio 2012

Buon Compleanno André Dias.

André Dias
André Dias, difensore della Lazio, nato a São Bernardo do Campo (Brasile) il 15 maggio 1979, compie oggi 33 anni.
Auguri André.

mercoledì 9 maggio 2012

Auguri a Claudio Lotito.

Claudio Lotito
Auguri al Presidente della Lazio che compie oggi 55 anni.
Claudio Lotito è nato a Roma il 9 maggio 1957.

martedì 8 maggio 2012

Biava ringrazia e spera.

Giuseppe Biava
«Ringrazio tutti i tifosi per gli auguri, spero di poter festeggiare domenica con una bella vittoria e, perchè no, con un mio gol. Dopo la bella prestazione a Bergamo, siamo pronti e carichi per affrontare l’Inter, dobbiamo vincere e fare il nostro dovere e poi sperare nella vittoria del Catania». Con queste parole Giuseppe Biava, tramite le frequenze di Lazio Style Radio, ha ringraziato i tifosi per gli auguri ricevuti.

Buon compleanno Giuseppe Biava

Giuseppe Biava
Giuseppe Biava, difensore della Lazio, nato a Seriate (BG) l'8 maggio 1977, compie oggi 35 anni.
Auguri Giuseppe.