Come è ormai noto a chi frequenta queste pagine, la questione relativa a Stefano Mauri mi sta molto a cuore.
Non tanto per il fatto che giochi nella Lazio (squadra della quale sono tifoso) quanto per il fatto che sono in maniera categorica garantista e di conseguenza, a livello penale, per quanto mi riguarda, un imputato è innocente fino a che non viene condannato nei tre gradi di giudizio previsti dalla Giustizia Italiana.
Detto ciò, questa mattina, in esclusiva, ai microfoni di RadioSei, è intervenuto il Dott. Mattia Grassani, legale di Omar Milanetto e si è soffermato sulla partita Lazio-Genoa, studiata per difendere il suo assistito, in cui sarebbe coinvolto anche Stefano Mauri.
Le dichiarazioni rilasciate dal Dott. Grassani, recitano:
"La revoca della custodia cautelare di Mauri il giorno prima
del Riesame di Brescia è sospetta, quando si poteva fare la voce grossa
con i deboli si è fatta, poi ci si è ritirati in disparte quando chi
protestava contro la voce grossa si stava facendo sentire. Per
Lazio-Genoa, non ci sono assolutamente elementi, indizi, riscontri ma
nemmeno sospetti di passaggio o proposta di passaggio di denaro, per
cui quello che poteva essere caposaldo di un illecito sportivo manca ab
origine, per cui la palla passa alla Procura Federale, a settembre
verranno approfondite le attività d'indagine e poi aspettiamo le
risultanze dall'ufficio guidato da Stefano Palazzi. Nell'indagine
penale, negli incartamenti non ci sono evidenze di un coinvolgimento di
natura economica da parte di Mauri e degli altri soggetti coinvolti
relativamente a profferte di denaro".
Come dire, in parole povere, no denaro, no scommesse e di conseguenza nessun illecito.
Ai posteri o meglio a Palazzi ed alla Commissione Disciplinare l'ardua sentenza.
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venerdì 10 agosto 2012
martedì 17 luglio 2012
Gentile difende Lotito
A Lazio Style Radio 100.7, a fare chiarezza su ciò che è apparso sui giornali e a difendere Lotito ci ha pensato l'avvocato Gianmichele Gentile: “Commento quello che oggi è apparso sui giornali con assoluta incredulità, della notizia in quanto tale. Sono notizie venute fuori ieri sera, quindi non conosciamo il contenuto dei verbali, quello che è stato riferito, quello che è stato chiesto. Questa mattina il Presidente mi ha chiamato, dicendo di non conoscere assolutamente questo signore, non ha avuto nessun contatto con lui, e quindi per quanto riguarda Lotito è una notizia palesemente infondata e calunniosa. Si accusa il presidente di un comportamento poco lecito sul piano del diritto sportivo, ma anche in generale. Quello che mi meraviglia, è come i soliti amici della Lazio da questa notizia, non approfondita e non illustrata, hanno tratto spunto per buttare fango addosso alla società, al presidente, ma soprattutto ai tifosi. Avremo modo di dimostrare che queste notizie sono solo un pettegolezzo. Oggi la società e il presidente faranno denunce e querele per diffamazione, verso tutti quelli che hanno parlato di questa cosa. Aspetteremo di avere in mano i verbali per vedere che chi ha parlato di questo, e chi ci ha costruito sopra. Questo è pretesto per riprendere vecchi rancori e buttare fango sulla Lazio. Mi piacerebbe sapere in base a quale elementi Erodiani ha riferito queste cose, l'attendibilità della fonte. La Lazio, è una società che ha mantenuto rapporti più che limpidi con tutti, figuriamoci che Lotito vada a coprire queste cose. Quando verranno pubblicati gli atti, vedremo se aveva ragione Repubblica o Lotito, e a quel punto chi ha sbagliato pagherà. C'è la ricerca costante di accusare la Lazio e il suo presidente. Vi assicuro che partirà una sventagliata di azioni per risarcimento danni da diffamazione, nei confronti di quelli che hanno contrabbandato la verità. Ringraziamo i tifosi, e ci facciamo forti della fiducia che questi hanno nella società. Bisogna difendere la lazialità davanti a questi attacchi”.
Fonte: Manuel Pasquini - Lalaziosiamonoi
Calcioscommesse - Erodiani coinvolge Lotito
Il presidente della Lazio Claudio Lotito sarebbe stato a conoscenza
delle presunte combine delle partite Siena-Lazio 2-1 del 27 maggio 2007 e
Lazio-AlbinoLeffe 3-0 del 25 novembre 2010. Questo quanto sostenuto
oggi pomeriggio da Massimo Erodiani, ascoltato dagli investigatori della
Procura federale nell'ambito dell'inchiesta sportiva sul
calcioscommesse. Secondo l'ex titolare di due agenzie di scommesse,
personaggio cardine dell'inchiesta 2011, Lotito avrebbe saputo della
presunta combine della partita Siena-Lazio soltanto dopo il fischio
finale: arrabbiato per l'accaduto, il presidente biancoceleste avrebbe
anche allontanato alcuni giocatori della propria squadra. Diverso il
discorso per Lazio-AlbinoLeffe, partita di Coppa Italia gia' citata de
relato da Carlo Gervasoni ("Gegic mi riferi' che l'incontro era stato
combinato dai giocatori dell'AlbinoLeffe con over e sconfitta. Non mi
disse chi aveva organizzato la combine"): sempre secondo Erodiani,
Lotito avrebbe saputo della combine gia' prima dello svolgimento della
gara.
mercoledì 27 giugno 2012
Mauri - Depositato ricorso in cassazione.
Mentre i tempi del processo sportivo sembrano prolungarsi – sembra infatti probabile lo slittamento dei dibattimanti a luglio inoltrato – i legali di Stefano Mauri restano sul pezzo. Contattato telefonicamente nel pomeriggio di ieri, l’avvocato Matteo Melandri
ha ribadito la volontà di proseguire la battaglia in merito alla
legittimità dell’ordinanza di custodia cautelare che il 28 maggio scorso
portò il loro assistito in carcere. “Domani mattina (oggi per chi
legge, ndr) depositeremo il ricorso presso l’Ufficio Impugnazioni fuori
sede di Roma – spiega Melandri – Il tutto poi sarà notificato al
Tribunale del Riesame di Brescia, quindi le carte torneranno a Roma alla
Cassazione. A questo punto – specifica l’avvocato – Piazza Cavour potrà
rigettare il nostro ricorso, altrimenti accogliendolo stabilirà che il
Tribunale del Riesame di Brescia dovrà esprimersi sul merito
dell’ordinanza di custodia cautelare”. Giova ricordare in questa
sede che lo stesso collegio in data 18 giugno aveva definito
inammissibile per “sopraggiunta carenza di interesse” il ricorso dei
legali di Mauri.
FONTE: RADIOSEI
FONTE: RADIOSEI
L'ultrà al telefono - "Zauri mi raccontò come volevano combinare Genoa-Samp"
«Zauri mi disse che 18 giocatori della Sampdoria
misero 100 mila euro a testa per pareggiare il derby con il Genoa.
Soldi che servivano a pagare Milanetto, Criscito, Dainelli, Palacio e
Marco Rossi, ma quest'ultimo si oppose alla combine. L'accordo prevedeva
anche che, in caso di salvezza della Samp, i due derby dell'anno
successivo sarebbero stati vinti dal Genoa».
Questo è, in soldoni, il riassunto dell'intercettazione che ha fatto saltare sulla sedia il procuratore capo di Cremona, Roberto di Martino, tanto da fargli prevedere «effetti devastanti», «la cosa peggiore» tra quelle emerse nell'inchiesta sul calcioscommesse. A parlare è Massimo Leopizzi, capo ultrà genoano, poche ore dopo l'arresto di Milanetto, il 28 maggio, quando i siti internet avevano già diffuso le sue foto con Domenico Criscito davanti all'Osteria del coccio di Genova. La conversazione con un altro tifoso di nome Davide è stata intercettata dalla squadra mobile di Alessandria nell'indagine che ha coinvolto il pregiudicato Altic, amico di Sculli, e trasmessa a Cremona.
Qualche particolare era già emerso, ma adesso la Gazzetta ha potuto leggere la trascrizione dell'intera conversazione.
Avvertenza: Leopizzi al pm ha negato di aver incontrato Zauri, ha detto di avere riferito «discorsi da bar», ma al tifoso Davide fa capire il contrario. La Procura sta ancora indagando, non crede alla seconda versione di Leopizzi, ma ha dubbi sull'enormità della cifra che sarebbe servita per la combine (1 milione 800 mila). Nessuno, per ora, sa con certezza se quello che l'ultrà dice al telefono è la verità, se l'incontro con Zauri c'è stato davvero. Tocca ai magistrati verificarlo.
L'incontro con Criscito Quando tra le 17.22 e le 17.49 del 28 maggio Leopizzi parla con Davide, il capo ultrà è irritato e preoccupato per la diffusione delle fotografie in cui lo si vede con Criscito, pochi giorni dopo il derby. In quel periodo era sottoposto all'affidamento in prova e non poteva lasciare la sua casa di Urbe, in provincia di Savona. Questa violazione avrebbe potuto spingere il magistrato di sorveglianza a chiedere la detenzione in carcere: «Il mio avvocato mi ha già detto di preparare la borsa». Leopizzi dice che l'incontro tra lui, l'altro ultrà Filippo Fileni e Criscito era finalizzato «a fare il culo» al difensore («M'ha detto: perché non mi dai la mano? Gli ho detto: perché sei un uomo di merda... Perché ti sei venduto il derby. Lui m'ha cominciato a raccontare la storia del derby») e che Sculli era lì per caso e non per progettare con loro la combine di Lazio-Genoa, come sospettato dagli inquirenti. Dice Leopizzi: «Io pago perché ho sbagliato a essere lì perché non dovevo esserci e pagherò, pazienza, non è un problema... Però da un punto di vista etico e morale io non voglio... anzi, peraltro sto facendo un comunicato, lo faccio stasera, dove non racconto tutto perché non posso, non voglio raccontare tutto su una persona che è in carcere, perché un incarcerato non si butta ancora più nella merda». (chi ascolta la conversazione annota: dice di voler essere ascoltato dal dottor Salvini). Leopizzi racconta che i capi ultrà sono andati a «interrogare» tutti i giocatori sospettati. Da questo punto in poi è opportuno riportare l'intercettazione quasi integralmente.
Davide: però allora bisogna dare i nomi.
Leopizzi: raccontiamo tutto... raccontiamo tutto.
D: e poi il discorso è: il prossimo anno Sculli se ne deve (andare), qua non ci deve stare.
L: fuori dal cazzo, però ti dico una cosa Davide... Sculli quella sera non c'entra niente, non è lì per il derby. Sculli è della Lazio quella sera.
D: va beh.
L: è lì con un amico suo (il pregiudicato Altic, ndr) col quale parla forse di macchine, di Ferrari, di assicurazioni. Io e Fabri andiamo lì perché Fabri mi dice: ho sentito Criscito e mi ha detto che è lì. Bene, dico, andiamo a chiedere spiegazioni. Sculli il derby non l'ha giocato. Eravamo lì per Criscito come il giorno prima eravamo io e Marco in Piazza Paolo da Novi con Marco Rossi, mi spiego?
D: certo.
L: a noi interessava il derby. E di fatti poi abbiamo saputo come era la storia del derby e poi insomma i ragazzotti se la cantano (...)
D: lo sappiano chi c'è ancora (nella presunta combine, ndr) e dovrebbe uscire perché se fosse un uomo sarebbe il primo a dire "Signori vi dico la versione".
L: ma ragazzi, cioè, ma il quinto, il quinto del giochetto è Palacio.
D: e appunto... a posto no, ma ce n'è un altro.
L: non Kaladze sul derby.
D: no no è Scarpi.
L: io a 'sto giro non so un cazzo.
D: Massi è Scarpi.
L: ma sul derby ti dico i nomi, te li dico a voce alta. I contattati sono Marco Rossi che dice "siete matti" ok? Dice: siete dei pazzi, non accetterei mai, e difatti Marco è l'unico pulito. Criscito che dice uhm.
D: (ride).
L: quello che fanno i vecchi... dice nì, dice: quello che fanno i vecchi facciamo anche noi. Ma queste sono cose che sappiamo tutti cioè io, Roberto, Marco... Puoi domandare... E dice: se lo fanno i vecchi lo faccio anche io. E poi ci sono Palacio, Dainelli e Milanetto. Punto chiuso. Il derby è questo. Ti do i dettagli.
D: il derby sì, però c'è anche il signor Scarpi se vogliamo parlarne. Perché poi allora veramente se facciamo pulizia togliamo tutto.
L: assolutamente.
D: perché se no allora ci troviamo sempre qualcuno che sa qualcosa di più e non va bene.
L: parli con quello che ne sa più di tutti, te lo dico io. Ho detto che Milanetto se ne deve andare non perché me l'ha detto qualcuno... un giornalista... un amico al bar. Perché me l'ha detto il suo compare, hai capito?
D: sì.
L: e ti aggiungo un pezzo. Io quest'estate, quando facemmo la contestazione a Milanetto, quel pomeriggio ero a Auronzo di Cadore, al ritiro della Lazio... E l'uomo che racconta tutto te lo dico qua... E' Zauri. Non Mauri... Zauri. Che Zauri quel giorno era in campo (con la Sampdoria).
D: ah ah
L: Zauri racconta dei 100 mila euro per diciotto da spartire per 5 giocatori del Genoa. Che facevamo 350 mila euro a giocatore, e poi Zauri dice anche (che) l'accordo era: l'anno prossimo il Doria in Serie A due derby...
Cade la linea, ma gli inquirenti interpretano così la frase: in cambio del pareggio, in caso di salvezza il Genoa avrebbe avuto in cambio anche la vittoria nei due derby dell'anno successivo. Per la cronaca, Zauri nel 2001 fu prima squalificato dalla Disciplinare per un anno e poi prosciolto per la presunta combine (con scommesse) di Atalanta-Pistoiese. Ma Cristiano Doni di recente ha confessato che quella partita fu davvero taroccata (il reato è prescritto).
Scuse: Intanto, ieri gli ultrà genoani (7 ai domiciliari, 3 con obbligo di dimora) ascoltati dal gip Nadia Magrini che indaga sulla sospensione di Genoa-Siena del 22 aprile hanno spiegato che la contestazione sarebbe andata oltre le loro reali intenzioni e hanno chiesto scusa alla città.
Fonte Gazzetta dello Sport - Cittaceleste.it
Questo è, in soldoni, il riassunto dell'intercettazione che ha fatto saltare sulla sedia il procuratore capo di Cremona, Roberto di Martino, tanto da fargli prevedere «effetti devastanti», «la cosa peggiore» tra quelle emerse nell'inchiesta sul calcioscommesse. A parlare è Massimo Leopizzi, capo ultrà genoano, poche ore dopo l'arresto di Milanetto, il 28 maggio, quando i siti internet avevano già diffuso le sue foto con Domenico Criscito davanti all'Osteria del coccio di Genova. La conversazione con un altro tifoso di nome Davide è stata intercettata dalla squadra mobile di Alessandria nell'indagine che ha coinvolto il pregiudicato Altic, amico di Sculli, e trasmessa a Cremona.
Qualche particolare era già emerso, ma adesso la Gazzetta ha potuto leggere la trascrizione dell'intera conversazione.
Avvertenza: Leopizzi al pm ha negato di aver incontrato Zauri, ha detto di avere riferito «discorsi da bar», ma al tifoso Davide fa capire il contrario. La Procura sta ancora indagando, non crede alla seconda versione di Leopizzi, ma ha dubbi sull'enormità della cifra che sarebbe servita per la combine (1 milione 800 mila). Nessuno, per ora, sa con certezza se quello che l'ultrà dice al telefono è la verità, se l'incontro con Zauri c'è stato davvero. Tocca ai magistrati verificarlo.
L'incontro con Criscito Quando tra le 17.22 e le 17.49 del 28 maggio Leopizzi parla con Davide, il capo ultrà è irritato e preoccupato per la diffusione delle fotografie in cui lo si vede con Criscito, pochi giorni dopo il derby. In quel periodo era sottoposto all'affidamento in prova e non poteva lasciare la sua casa di Urbe, in provincia di Savona. Questa violazione avrebbe potuto spingere il magistrato di sorveglianza a chiedere la detenzione in carcere: «Il mio avvocato mi ha già detto di preparare la borsa». Leopizzi dice che l'incontro tra lui, l'altro ultrà Filippo Fileni e Criscito era finalizzato «a fare il culo» al difensore («M'ha detto: perché non mi dai la mano? Gli ho detto: perché sei un uomo di merda... Perché ti sei venduto il derby. Lui m'ha cominciato a raccontare la storia del derby») e che Sculli era lì per caso e non per progettare con loro la combine di Lazio-Genoa, come sospettato dagli inquirenti. Dice Leopizzi: «Io pago perché ho sbagliato a essere lì perché non dovevo esserci e pagherò, pazienza, non è un problema... Però da un punto di vista etico e morale io non voglio... anzi, peraltro sto facendo un comunicato, lo faccio stasera, dove non racconto tutto perché non posso, non voglio raccontare tutto su una persona che è in carcere, perché un incarcerato non si butta ancora più nella merda». (chi ascolta la conversazione annota: dice di voler essere ascoltato dal dottor Salvini). Leopizzi racconta che i capi ultrà sono andati a «interrogare» tutti i giocatori sospettati. Da questo punto in poi è opportuno riportare l'intercettazione quasi integralmente.
Davide: però allora bisogna dare i nomi.
Leopizzi: raccontiamo tutto... raccontiamo tutto.
D: e poi il discorso è: il prossimo anno Sculli se ne deve (andare), qua non ci deve stare.
L: fuori dal cazzo, però ti dico una cosa Davide... Sculli quella sera non c'entra niente, non è lì per il derby. Sculli è della Lazio quella sera.
D: va beh.
L: è lì con un amico suo (il pregiudicato Altic, ndr) col quale parla forse di macchine, di Ferrari, di assicurazioni. Io e Fabri andiamo lì perché Fabri mi dice: ho sentito Criscito e mi ha detto che è lì. Bene, dico, andiamo a chiedere spiegazioni. Sculli il derby non l'ha giocato. Eravamo lì per Criscito come il giorno prima eravamo io e Marco in Piazza Paolo da Novi con Marco Rossi, mi spiego?
D: certo.
L: a noi interessava il derby. E di fatti poi abbiamo saputo come era la storia del derby e poi insomma i ragazzotti se la cantano (...)
D: lo sappiano chi c'è ancora (nella presunta combine, ndr) e dovrebbe uscire perché se fosse un uomo sarebbe il primo a dire "Signori vi dico la versione".
L: ma ragazzi, cioè, ma il quinto, il quinto del giochetto è Palacio.
D: e appunto... a posto no, ma ce n'è un altro.
L: non Kaladze sul derby.
D: no no è Scarpi.
L: io a 'sto giro non so un cazzo.
D: Massi è Scarpi.
L: ma sul derby ti dico i nomi, te li dico a voce alta. I contattati sono Marco Rossi che dice "siete matti" ok? Dice: siete dei pazzi, non accetterei mai, e difatti Marco è l'unico pulito. Criscito che dice uhm.
D: (ride).
L: quello che fanno i vecchi... dice nì, dice: quello che fanno i vecchi facciamo anche noi. Ma queste sono cose che sappiamo tutti cioè io, Roberto, Marco... Puoi domandare... E dice: se lo fanno i vecchi lo faccio anche io. E poi ci sono Palacio, Dainelli e Milanetto. Punto chiuso. Il derby è questo. Ti do i dettagli.
D: il derby sì, però c'è anche il signor Scarpi se vogliamo parlarne. Perché poi allora veramente se facciamo pulizia togliamo tutto.
L: assolutamente.
D: perché se no allora ci troviamo sempre qualcuno che sa qualcosa di più e non va bene.
L: parli con quello che ne sa più di tutti, te lo dico io. Ho detto che Milanetto se ne deve andare non perché me l'ha detto qualcuno... un giornalista... un amico al bar. Perché me l'ha detto il suo compare, hai capito?
D: sì.
L: e ti aggiungo un pezzo. Io quest'estate, quando facemmo la contestazione a Milanetto, quel pomeriggio ero a Auronzo di Cadore, al ritiro della Lazio... E l'uomo che racconta tutto te lo dico qua... E' Zauri. Non Mauri... Zauri. Che Zauri quel giorno era in campo (con la Sampdoria).
D: ah ah
L: Zauri racconta dei 100 mila euro per diciotto da spartire per 5 giocatori del Genoa. Che facevamo 350 mila euro a giocatore, e poi Zauri dice anche (che) l'accordo era: l'anno prossimo il Doria in Serie A due derby...
Cade la linea, ma gli inquirenti interpretano così la frase: in cambio del pareggio, in caso di salvezza il Genoa avrebbe avuto in cambio anche la vittoria nei due derby dell'anno successivo. Per la cronaca, Zauri nel 2001 fu prima squalificato dalla Disciplinare per un anno e poi prosciolto per la presunta combine (con scommesse) di Atalanta-Pistoiese. Ma Cristiano Doni di recente ha confessato che quella partita fu davvero taroccata (il reato è prescritto).
Scuse: Intanto, ieri gli ultrà genoani (7 ai domiciliari, 3 con obbligo di dimora) ascoltati dal gip Nadia Magrini che indaga sulla sospensione di Genoa-Siena del 22 aprile hanno spiegato che la contestazione sarebbe andata oltre le loro reali intenzioni e hanno chiesto scusa alla città.
Fonte Gazzetta dello Sport - Cittaceleste.it
martedì 26 giugno 2012
L'indecenza del direttore de "Il romanista"
Come al solito, non si smentiscono mai. Tratto dalla pagina di Facebook LATIUM MCM. Il Direttore de "Il Romanista", Carmine Fotia, ha inviato una lettera aperta al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, con la quale scrive un accorato appello perchè intervenga, dall'alto della sua autorità, affinchè Udinese, Lazio e Napoli vengano escluse dalle competizioni europee in nome del decoro e della credibilità del calcio italiano e della stessa Italia. Gli sdegnati romanisti accusano Abete di esercitare pressioni su Platinì affinchè l'UEFA usi la mano "morbida" per i club direttamente e indirettamente coinvolti nel calcio-scommesse. C'è da chiedersi come mai il sig. fotia (appositamente scritto in minuscolo) non si sia scandalizzato per la mancata applicazione del codice ETICO nei vari casi che hanno visto la sua rometta implicata (dai Rolex alle false fidejussioni, da Vautrot alle intercettazioni nascoste di calciopoli nel 2006 e chi più ne ha più ne metta...).
INDEGNI
Di seguito, la lettera:
Mi rivolgo a Lei con la stima e l’affetto che ben conosce. Mi rivolgo a Lei affinché eserciti la sua autorevole capacità di persuasione sui vertici del calcio italiano e ci eviti dunque una figuraccia in campo internazionale che contraddirebbe la splendida prova di orgoglio nazionale che stanno dando i ragazzi di Prandelli cui Lei è voluto essere vicino rappresentando il sentimento di tutto il paese.
Con i Suoi gesti simbolici, carissimo Presidente, con quella commozione trattenuta a stento mentre consegna la bandiera ai nostri atleti olimpici, Lei ha saputo ben interpretare lo spirito di riscatto e di lealtà che muove ogni vero sportivo, mostrandosi ancora una volta interprete dei più profondi sentimenti di coesione e di moralità di cui oggi il nostro paese ha un estremo e disperato bisogno.
Ebbene, mentre i nostri ragazzi riscattano sul campo la brutta pagina di Scommessopoli, mostrando che il nostro calcio è fatto in grande maggioranza da ragazzi per bene e puliti, i vertici del calcio italiano, in testa Giancarlo Abete, stanno cercando di coinvolgere anche Platini in una operazione che, se andasse in porto, ci coprirebbe di una vergogna che inevitabilmente ricadrebbe sull’intero paese.
I fatti possono anche esserLe sfuggiti, dal momento che in queste ore ha ben più drammatiche e dolorose vicende cui pensare, a cominciare dalla morte di un nostro carabiniere in Afghanistan.
Ci permettiamo allora di rammentaLe quanto scritto da noi e da altri giornali in merito all’iscrizione nelle competizioni europee delle squadre italiane coinvolte in Scommessopoli. Tre di esse, Lazio, Udinese e Napoli, probabilmente in tempi diversi, saranno deferite alla giustizia sportiva. Orbene, il regolamento Uefa parla chiaro e dice che in caso di "coinvolgimento diretto o indiretto", in illeciti sportivi le squadre coinvolte non possono disputare i tornei ai quali dovrebbero accedere secondo la posizione raggiunta nei rispettivi campionati. Non si fa alcuna menzione né alla colpevolezza, né all’entità della sanzione poiché si tratta di un codice etico al quale basta "il coinvolgimento" per decretare l’esclusione. Del resto, è in base a un codice etico che il capitano della Lazio, Mauri, è stato escluso della lista dei convocati di Prandelli. I codici etici, infatti, servono proprio a definire comportamenti che rispettino la legalità a prescindere dalle sanzioni e dalle responsabilità penali.
Non dovrebbe dunque esserci alcun dubbio sull’interpretazione della norma e invece il presidente della Figc Giancarlo Abete sta facendo pressing su Platini affinché ne dia una lettura "elastica" nel solco di quel relativismo morale che fa parte di una certa immagine dell’Italia che Lei in questi anni ha sempre e giustamente combattuto.
La lettura "elastica" della norma si fonda sul fatto che i processi non termineranno prima che scada l’iscrizione delle squadre ai tornei europei e quindi, dicono i fautori dell’"elasticità", le squadre coinvolte devono essere ammesse perché vanno considerate innocenti fino all’ultimo grado di giudizio. E se arrivasse una condanna nel corso dei tornei? Non c’è problema: basta concordare condanne lievi e ottenere da Platini un trattamento "morbido".
Dopo aver inveito contro il "Biscotto" che, a detta di coloro che misurano i comportamenti altrui con i propri metri (im)morali, stavano per somministrarci Spagna e Croazia (le quali ci hanno invece fornito ma bella prova di lealtà e correttezza sportiva), come possiamo adesso chiedere alla stessa istituzione, l’Uefa, cui chiedevano di vigilare con inflessibile durezza sui presunti accordi illeciti altrui di sorvolare sulla corruzione che purtroppo non risparmia il nostro calcio?
Si immagini, signor Presidente, quale disonore cadrebbe sul nostro paese se si mostrasse non solo incapace di combattere la corruzione nel mondo dello sport, ma se addirittura ne esibisse i protagonisti, freschi freschi di carcere, sui palcoscenici internazionali.
Certo della Sua sensibilità, Le invio miei più deferenti saluti,
Carmine Fotia
giovedì 21 giugno 2012
Mauri - i legali preparano ricorso in cassazione
Roma, 21 giugno 2012 - I legali di Stefano Mauri hanno deciso: per avere un parere sulla legittimità dell'ordinanza di custodia cautelare - che il 28 maggio portò il calciatore in carcere - ricorreranno in Cassazione. Per stilare il ricorso Matteo Melandri e Amilcare Buceti, avvocati del centrocampista brianzolo, hanno tempo dieci giorni a partire dal 18 giugno, data della pronuncia del Tribunale del Riesame che aveva definito inammissibile l'istanza del calciatore.
Il collegio di Brescia, presieduto dal giudice Michele Mocciola, aveva motivato la decisione parlando di "sopraggiunta carenza di interesse" perche Mauri era già libero dal 14 giugno grazie all'ordinanza del Gip Salvini che gli aveva tolto gli arresti domiciliari rimettendolo in libertà senza alcuna restrizione di movimento, tanto che l'ex bresciano ora si trova in vacanza a Formentera. In caso di deferimento della Procura Federale, l'ideale per il pool difensivo di Mauri sarebbe arrivare davanti a Stefano Palazzi con una pronuncia di non legittimità della custodia cautelare subita dal loro assistito, ma per ottenere questa pronuncia ci vorrebbe almeno un mese, a essere ottimisti. La Cassazione infatti, oltre ovviamente a rigettare il ricorso, in caso di accoglimento rimanderebbe gli atti al Tribunale del Riesame di Brescia, obbligando lo stesso a entrare nel merito della legittimità. Collegio che il 18 giugno, nel caso di Turati, calciatore del Grosseto, nonostante l'ammissione di due illeciti compiuti in campo, le telefonate dirette con Gervasoni e Carobbio, l'ammissione su somme di denaro percepite e poi restituite perchè l'illecito non era stato consumato, ha definito insufficienti queste prove per far scattare l'articolo 416 cp, ovvero l'associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva. Non sussistendo il reato associativo automaticamente decade la necessità degli arresti, da qui deriva l'illeggitimità della custodia cautelare sancita dal Riesame di Brescia.
FONTE: RADIOSEI.IT
Il collegio di Brescia, presieduto dal giudice Michele Mocciola, aveva motivato la decisione parlando di "sopraggiunta carenza di interesse" perche Mauri era già libero dal 14 giugno grazie all'ordinanza del Gip Salvini che gli aveva tolto gli arresti domiciliari rimettendolo in libertà senza alcuna restrizione di movimento, tanto che l'ex bresciano ora si trova in vacanza a Formentera. In caso di deferimento della Procura Federale, l'ideale per il pool difensivo di Mauri sarebbe arrivare davanti a Stefano Palazzi con una pronuncia di non legittimità della custodia cautelare subita dal loro assistito, ma per ottenere questa pronuncia ci vorrebbe almeno un mese, a essere ottimisti. La Cassazione infatti, oltre ovviamente a rigettare il ricorso, in caso di accoglimento rimanderebbe gli atti al Tribunale del Riesame di Brescia, obbligando lo stesso a entrare nel merito della legittimità. Collegio che il 18 giugno, nel caso di Turati, calciatore del Grosseto, nonostante l'ammissione di due illeciti compiuti in campo, le telefonate dirette con Gervasoni e Carobbio, l'ammissione su somme di denaro percepite e poi restituite perchè l'illecito non era stato consumato, ha definito insufficienti queste prove per far scattare l'articolo 416 cp, ovvero l'associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva. Non sussistendo il reato associativo automaticamente decade la necessità degli arresti, da qui deriva l'illeggitimità della custodia cautelare sancita dal Riesame di Brescia.
FONTE: RADIOSEI.IT
mercoledì 20 giugno 2012
Calcioscommesse - L'Europa non è un miraggio.
Contrordine: non è assolutamente automatico che una squadra deferita (e,
attenzione, anche condannata!) per il calcioscommesse venga esclusa
dall'Europa. Decide l'Uefa: in un primo tempo si pensava che le nuove
norme, che parlano di un coinvolgimento diretto o indiretto in casi
illecito, portassero ad una esclusione automatica dalle Coppe europee.
Una decisione estremamente pesante e anche illogica.
Lo scorso anno la Federazione turca segnalò all'Uefa che il Fenerbhace era stato coinvolto in un caso di illecito: il club fu escluso dalle Coppe ma poi, al processo in Turchia, venne assolto. Assurdo. Adesso, nel corso dei loro blitz (vincenti) in Polonia, Giancarlo Abete e Antonello Valentini, presidente e direttore generale della Figc, hanno potuto chiarire con Michel Platini, amico del calcio italiano, come stanno esattamente le cose. E non sembrano così drammatiche. La Figc il 10 giugno scorso ha mandato all'Uefa, come da regolamento, l'elenco delle italiane qualificate per le Coppe. Si tratta, come noto, di Juventus, Milan e Udinese in Champions League; Napoli, Lazio e Inter in Europa League. Ora è prevista l'indagine di Palazzi e c. e il secondo processo per il calcioscomesse: potrebbero essere coinvolte due squadre (Lazio e Napoli) qualificate per l'Europa. La data limite è il 20 luglio, quando l'Uefa terrà il primo sorteggio che riguarda i club impegnati nei preliminari (l'Udinese, l'Inter che deve giocare già il 2 agosto...). Se entro quella data non sarà concluso il processo sportivo, ed è certo, Lazio e Napoli saranno sorteggiate e non più sostituibili (la prima che ne avrebbe diritto sarebbe la Roma). Successivamente, in caso di deferimento dei due club, l'Uefa aprirebbe una istruttoria e deciderebbe cosa fare. In caso di esclusione di un club ad una Coppa già in corso di svolgimento, non subentrerebbe un'altra italiana e resteremmo con una squadra (o due) in meno. Ma non è assolutamente detto che anche nell'eventualità (tutta da verificare, al momento) che Lazio e Napoli venissero condannate ad una penalizzazione (1 o 2 punti, da scontare nel prossimo campionato) l'Uefa deciderebbe di escluderle dalle Coppe. Potrebbe tenerle lo stesso in campo. Insomma, l'Europa non è a rischio come si pensava sino a poco tempo fa. L'Uefa vedrà di applicare la norma in maniera "intelligente", anche per la stima che ha per il calcio italiano e del suo presidente Abete, che è uno dei vice di Platini. Resta (vedi Spy Calcio del 19 giugno) il problema dei tempi. Quando finirà il prossimo processo? Mancano ancora carte da Cremona e Bari e tantissimi interrogatori, è durissima farcela per il prossimo 10 agosto. Non è affatto escluso (ma la Figc spera di evitarlo) che l'inizio del campionato venga spostato a settembre. Il problema vero è che qui non si tratta di quei quattro "sfigatelli" di cui parlava Prandelli. Lo scandalo ha messo radici in campionati interi, coinvolgendo centinaia di persone. E non finisce qui: si sussurra di un altro blitz (con arresti?) a Cremona verso i primi di luglio ed è scontato ormai che ci sarà un terzo processo sportivo durante la prossima stagione, verso l'autunno, poi ci sarà anche il quarto, il quinto processo... Si andrà avanti per anni. Forse sino al 2014. Si finirà quando si riuscirà a rompere il muro di omertà e il calciatore, o l'allenatore, che fa finta di nulla e si gira dall'altra parte pagherà salato, mettendo a repentaglio la carriera. Solo così si riuscirà a mettere un freno. Forse.
Lo scorso anno la Federazione turca segnalò all'Uefa che il Fenerbhace era stato coinvolto in un caso di illecito: il club fu escluso dalle Coppe ma poi, al processo in Turchia, venne assolto. Assurdo. Adesso, nel corso dei loro blitz (vincenti) in Polonia, Giancarlo Abete e Antonello Valentini, presidente e direttore generale della Figc, hanno potuto chiarire con Michel Platini, amico del calcio italiano, come stanno esattamente le cose. E non sembrano così drammatiche. La Figc il 10 giugno scorso ha mandato all'Uefa, come da regolamento, l'elenco delle italiane qualificate per le Coppe. Si tratta, come noto, di Juventus, Milan e Udinese in Champions League; Napoli, Lazio e Inter in Europa League. Ora è prevista l'indagine di Palazzi e c. e il secondo processo per il calcioscomesse: potrebbero essere coinvolte due squadre (Lazio e Napoli) qualificate per l'Europa. La data limite è il 20 luglio, quando l'Uefa terrà il primo sorteggio che riguarda i club impegnati nei preliminari (l'Udinese, l'Inter che deve giocare già il 2 agosto...). Se entro quella data non sarà concluso il processo sportivo, ed è certo, Lazio e Napoli saranno sorteggiate e non più sostituibili (la prima che ne avrebbe diritto sarebbe la Roma). Successivamente, in caso di deferimento dei due club, l'Uefa aprirebbe una istruttoria e deciderebbe cosa fare. In caso di esclusione di un club ad una Coppa già in corso di svolgimento, non subentrerebbe un'altra italiana e resteremmo con una squadra (o due) in meno. Ma non è assolutamente detto che anche nell'eventualità (tutta da verificare, al momento) che Lazio e Napoli venissero condannate ad una penalizzazione (1 o 2 punti, da scontare nel prossimo campionato) l'Uefa deciderebbe di escluderle dalle Coppe. Potrebbe tenerle lo stesso in campo. Insomma, l'Europa non è a rischio come si pensava sino a poco tempo fa. L'Uefa vedrà di applicare la norma in maniera "intelligente", anche per la stima che ha per il calcio italiano e del suo presidente Abete, che è uno dei vice di Platini. Resta (vedi Spy Calcio del 19 giugno) il problema dei tempi. Quando finirà il prossimo processo? Mancano ancora carte da Cremona e Bari e tantissimi interrogatori, è durissima farcela per il prossimo 10 agosto. Non è affatto escluso (ma la Figc spera di evitarlo) che l'inizio del campionato venga spostato a settembre. Il problema vero è che qui non si tratta di quei quattro "sfigatelli" di cui parlava Prandelli. Lo scandalo ha messo radici in campionati interi, coinvolgendo centinaia di persone. E non finisce qui: si sussurra di un altro blitz (con arresti?) a Cremona verso i primi di luglio ed è scontato ormai che ci sarà un terzo processo sportivo durante la prossima stagione, verso l'autunno, poi ci sarà anche il quarto, il quinto processo... Si andrà avanti per anni. Forse sino al 2014. Si finirà quando si riuscirà a rompere il muro di omertà e il calciatore, o l'allenatore, che fa finta di nulla e si gira dall'altra parte pagherà salato, mettendo a repentaglio la carriera. Solo così si riuscirà a mettere un freno. Forse.
Fonte: Fulvio Bianchi-Repubblica.it
lunedì 18 giugno 2012
Mauri - Melandri fa chiarezza
Ricorso inamissibile, detto così fa pensare a chissà cosa. In realtà
tutto rimane com'è, non c'è stato rigetto e allora si guarda il
bicchiere mezzo pieno. Certo che un pizzico di rammarico resta,
soprattutto perché i presupposti per un accoglimento del ricorso da
parte del Riesame sembravano esserci.
Amarezza ma anche tanta voglia di andare avanti, questo traspare dell'avvocato Matteo Melandri che è intervenuto in Esclusiva ai microfoni de lalaziosiamonoi.it: "Sono un po' amareggiato perché ci speravo. Meglio questo che un rigetto. Quello che deve passare è che noi siamo determinati e andiamo avanti. La notizia di oggi è che hanno accolto il ricorso di Turati (giocatore del Modena ndr), il quale l'ha discusso insieme a noi. Turati è reo confesso per alcuni episodi, aveva ancora l'obbligo di firma ma gli hanno annullato l'ordinanza. Quello che mi fa pensare è che per alcuni aspetti la posizione di Turati e quella di Stefano sono simili, quindi se fossero entrati nel merito avrebbero dovuto annullarla anche a noi. Invece con questo giochino (l'avvocato si riferisce alla scarcerazione di Mauri il giorno precedente l'udineza al Riesame che si è tenuta venerdì ndr) si sono salvati in corner e hanno detto è inammissibile perché tanto è già stato liberato". La fiducia era tanta. Ed è bene dire che questa decisione non intacca minimamente le convinzioni del pool difensivo del centrocampista laziale. La decisione lascia perplessi, il ricorso è stato giudicato inammissibile perché il giocatore era già tornato in libertà. A menti che di legge sono poco erudite, può sembrare quasi che il Tribunale del Riesame non abbia voluto dare un colpo all'accusa. Melandri usa toni pacati, spiega quali sono i passi che la difesa potrebbe compiere. "Io non sono d'accordo anche perché me l'ero posto questo problema e riguardo a ciò c'è molta giurisprudenza, l'avevo anche illustrato al Tribunale. C'è la possibilità per il ricorrente, tornato in libertà di discutere lo stesso davanti al Tribunale del Riesame, lo dice la giurisprudenza. Noi potremmo anche andare in Cassazione, ma ci sono alcuni aspetti da valutare riguardo a questo, non ultimi i tempi anche in relazione al processo sportivo. Aspettiamo anche di leggere le motiviazioni su Turati, nelle quali potremmo intravedere degli aspetti che ci riguardano. Ripeto noi ci crediamo e continuiamo a combattere. Resta il fatto che Mauri è stato liberato il giorno prima dell'udienza al Riesame senza un'istanza.". Che poi i media continuino a far passare un messaggio distorto, secondo il quale l'indagato è già colpevole è aspetto da non sottovalutare. "Le riflessioni dovete farle voi. Siete voi i giornalisti. Io dico solo che questo è un processo che ha una forte influenza mediatica, da questo punto di vista stanno stritolando Stefano. Noi siamo stati buoni fino adesso, ma da domani cominceremo a studiare le nostre mosse per tutelare anche l'immagine del nostro assistito". Sacrosanto.
Amarezza ma anche tanta voglia di andare avanti, questo traspare dell'avvocato Matteo Melandri che è intervenuto in Esclusiva ai microfoni de lalaziosiamonoi.it: "Sono un po' amareggiato perché ci speravo. Meglio questo che un rigetto. Quello che deve passare è che noi siamo determinati e andiamo avanti. La notizia di oggi è che hanno accolto il ricorso di Turati (giocatore del Modena ndr), il quale l'ha discusso insieme a noi. Turati è reo confesso per alcuni episodi, aveva ancora l'obbligo di firma ma gli hanno annullato l'ordinanza. Quello che mi fa pensare è che per alcuni aspetti la posizione di Turati e quella di Stefano sono simili, quindi se fossero entrati nel merito avrebbero dovuto annullarla anche a noi. Invece con questo giochino (l'avvocato si riferisce alla scarcerazione di Mauri il giorno precedente l'udineza al Riesame che si è tenuta venerdì ndr) si sono salvati in corner e hanno detto è inammissibile perché tanto è già stato liberato". La fiducia era tanta. Ed è bene dire che questa decisione non intacca minimamente le convinzioni del pool difensivo del centrocampista laziale. La decisione lascia perplessi, il ricorso è stato giudicato inammissibile perché il giocatore era già tornato in libertà. A menti che di legge sono poco erudite, può sembrare quasi che il Tribunale del Riesame non abbia voluto dare un colpo all'accusa. Melandri usa toni pacati, spiega quali sono i passi che la difesa potrebbe compiere. "Io non sono d'accordo anche perché me l'ero posto questo problema e riguardo a ciò c'è molta giurisprudenza, l'avevo anche illustrato al Tribunale. C'è la possibilità per il ricorrente, tornato in libertà di discutere lo stesso davanti al Tribunale del Riesame, lo dice la giurisprudenza. Noi potremmo anche andare in Cassazione, ma ci sono alcuni aspetti da valutare riguardo a questo, non ultimi i tempi anche in relazione al processo sportivo. Aspettiamo anche di leggere le motiviazioni su Turati, nelle quali potremmo intravedere degli aspetti che ci riguardano. Ripeto noi ci crediamo e continuiamo a combattere. Resta il fatto che Mauri è stato liberato il giorno prima dell'udienza al Riesame senza un'istanza.". Che poi i media continuino a far passare un messaggio distorto, secondo il quale l'indagato è già colpevole è aspetto da non sottovalutare. "Le riflessioni dovete farle voi. Siete voi i giornalisti. Io dico solo che questo è un processo che ha una forte influenza mediatica, da questo punto di vista stanno stritolando Stefano. Noi siamo stati buoni fino adesso, ma da domani cominceremo a studiare le nostre mosse per tutelare anche l'immagine del nostro assistito". Sacrosanto.
Fonte: Alessandro De Dilectis- Lalaziosiamonoi.it
Mauri - ricorso inammissibile
Il Tribunale del Riesame di Brescia ha ritenuto inammissibile il ricorso presentato dai legali di Stefano Mauri.
La mossa del Gip. Salvini ha prodotto presumibilmente l'effetto sperato.
Ora si attendono le motivazioni che hanno portato il Tribunale del Riesame a valutare inammissibile il ricorso.
AGGIORNAMENTO 13:20 - Deluso l'avv. Melandri, legale di Stefano Mauri, sulla decisione del Tribunale del Riesame di Brescia. E' in attesa di leggere le motivazioni.
La mossa del Gip. Salvini ha prodotto presumibilmente l'effetto sperato.
Ora si attendono le motivazioni che hanno portato il Tribunale del Riesame a valutare inammissibile il ricorso.
AGGIORNAMENTO 13:20 - Deluso l'avv. Melandri, legale di Stefano Mauri, sulla decisione del Tribunale del Riesame di Brescia. E' in attesa di leggere le motivazioni.
Calcioscommesse - Ecco le sentenze
La commissione disciplinare, presieduta da Sergio Artico, ha emesso le prime sanzioni sul processo del calcioscommesse.
Pescara -2 punti;
Novara -4 punti;
Padova -2 punti;
Reggina -2 punti;
Empoli -1 punto;
Albinoleffe -15 punti più una ammenda di 90.000 euro;
Piacenza -11 punti
Monza -5 punti
Ancona -8 punti
Sampdoria ammenda 50.000 euro;
Siena ammenda 50.000 euro.
Dei giocatori coinvolti:
Mario Cassano squalifica di 5 anni;
Luigi Sartor squalifica di 5 anni;
Alessandro Zamperini squalifica di 5 anni;
Nicola Santoni squalifica di 5 anni.
Completamente prosciolti Luigi Consonni, Achille Coser, Maurizio Sarri e Rjiat Shala. Proscioglimenti parziali per Thomas Herve Job Iyock, Salvatore Mastronunzio e Maurizio Nassi.
Accolti tutti i patteggiamenti ai sensi degli articoli 23 e 24 del Cgs:
Societa:
Atalanta (2 punti di penalizzazione e 25 mila euro di ammenda);
Modena (2 punti);
Livorno (15 mila euro di ammenda);
Ascoli (1 punto di penalizzazione e 20 mila euro di ammenda);
Grosseto (6 punti di penalizzazione e 40 mila euro di ammenda);
Frosinone (1 punto);
Cremonese (1 punto di penalizzazione e 30 mila euro di ammenda).
Tesserati:
Cristiano Doni (2 anni di squalifica);
Carlo Gervasoni (1 anno e 8 mesi);
Filippo Carobbio (1 anno e 8 mesi);
Kewullay Conteh (1 anno e 8 mesi);
Alex Pederzoli (1 anno e 4 mesi, oltre a 10 mila euro di ammenda);
Francesco Ruopolo (1 anno e 4 mesi):
Antonio Narciso (1 anno e 3 mesi);
Dario Passoni (1 anno e 2 mesi);
Mirco Poloni (1 anno);
Juri Tamburini (10 mesi);
Andrea De Falco (6 mesi);
Alfonso De Lucia (5 mesi);
Marco Cellini (4 mesi);
Vittorio Micolucci (4 mesi);
Nicola Mora (4 mesi);
Gianfranco Parlato (2 mesi).
Pescara -2 punti;
Novara -4 punti;
Padova -2 punti;
Reggina -2 punti;
Empoli -1 punto;
Albinoleffe -15 punti più una ammenda di 90.000 euro;
Piacenza -11 punti
Monza -5 punti
Ancona -8 punti
Sampdoria ammenda 50.000 euro;
Siena ammenda 50.000 euro.
Dei giocatori coinvolti:
Mario Cassano squalifica di 5 anni;
Luigi Sartor squalifica di 5 anni;
Alessandro Zamperini squalifica di 5 anni;
Nicola Santoni squalifica di 5 anni.
Completamente prosciolti Luigi Consonni, Achille Coser, Maurizio Sarri e Rjiat Shala. Proscioglimenti parziali per Thomas Herve Job Iyock, Salvatore Mastronunzio e Maurizio Nassi.
Accolti tutti i patteggiamenti ai sensi degli articoli 23 e 24 del Cgs:
Societa:
Atalanta (2 punti di penalizzazione e 25 mila euro di ammenda);
Modena (2 punti);
Livorno (15 mila euro di ammenda);
Ascoli (1 punto di penalizzazione e 20 mila euro di ammenda);
Grosseto (6 punti di penalizzazione e 40 mila euro di ammenda);
Frosinone (1 punto);
Cremonese (1 punto di penalizzazione e 30 mila euro di ammenda).
Tesserati:
Cristiano Doni (2 anni di squalifica);
Carlo Gervasoni (1 anno e 8 mesi);
Filippo Carobbio (1 anno e 8 mesi);
Kewullay Conteh (1 anno e 8 mesi);
Alex Pederzoli (1 anno e 4 mesi, oltre a 10 mila euro di ammenda);
Francesco Ruopolo (1 anno e 4 mesi):
Antonio Narciso (1 anno e 3 mesi);
Dario Passoni (1 anno e 2 mesi);
Mirco Poloni (1 anno);
Juri Tamburini (10 mesi);
Andrea De Falco (6 mesi);
Alfonso De Lucia (5 mesi);
Marco Cellini (4 mesi);
Vittorio Micolucci (4 mesi);
Nicola Mora (4 mesi);
Gianfranco Parlato (2 mesi).
Mauri - Oggi si esprime il Tribunale del Riesame
Dopo aver passato 18 giorni sotto custodia cautelare (7 giorni in carcere e 11 giorni agli arresti domiciliari) e dopo che il Gip Guido Salvini ne ha disposto la totale rimessa in liberta il 14 giugno (un giorno prima che il Tribunale del Riesame di Brescia si riunisse), Stefano Mauri oggi scoprirà se c'erano o meno i presupposti per la custodia cautelare. Oggi, infatti, verrà resa nota la
decisione del Tribunale del Riesame di Brescia, in riferimento alla revoca dell'ordinanza che ha portato il calciatore della Lazio in carcere, chiesta dagli avvocati del
calciatore, intenzionati a dimostrare che non ci
fossero i presupposti per l'arresto preventivo.
giovedì 14 giugno 2012
Mauri - Parla il suo agente.
A SkySport24 interviene Tiziano Gonzaga, agente del giocatore, per parlare degli sviluppi della vicenda legata al suo assistito. Che importanza può avere questa decisione del Gip? «Una
valenza che ci fa riflettere. Ci fa strano che il ragazzo venga
scarcerato definitivamente prima della verifica del tribunale. Domani
chiederemo comunque la richiesta al tribunale del riesame senza la
nostra richiesta. Ci lascia perplessi l’atteggiamento tenuto in precedenza con Mauri.
Probabilmente, se non sussistono più gli elementi per farlo andare al
riesame, non erano così gravi le cose che gli hanno fatto fare quindici
giorni di prigione togliendoli alla vita in libertà».
Questa decisione comporta un alleggerimento della posizione di Mauri? Si può considerare un passo verso l’innocenza? «Voi vi ricordate che sembrava che Stefano fosse l’unico a cui non venissero concessi gli arresti domiciliari. Ci domandiamo cosa sia accaduto in questi 5 giorni che abbiano fatto cambiare idea agli inquirenti. Si pensava chissà cosa ci fosse dietro l’interrogatorio di Mauri, ritenuto insoddisfacente. Sinceramente ancora non ce lo spieghiamo».
Non vi aspettate nessuna condanna? «Io ho sempre creduto nella sua innocenza per la giustizia ordinaria. Avevamo paura per la giustizia sportiva, ma con gli avvocati validi che abbiamo siamo sicuri che anche in questo campo riusciremo a dimostrare la sua totale innocenza».
Questa decisione comporta un alleggerimento della posizione di Mauri? Si può considerare un passo verso l’innocenza? «Voi vi ricordate che sembrava che Stefano fosse l’unico a cui non venissero concessi gli arresti domiciliari. Ci domandiamo cosa sia accaduto in questi 5 giorni che abbiano fatto cambiare idea agli inquirenti. Si pensava chissà cosa ci fosse dietro l’interrogatorio di Mauri, ritenuto insoddisfacente. Sinceramente ancora non ce lo spieghiamo».
Non vi aspettate nessuna condanna? «Io ho sempre creduto nella sua innocenza per la giustizia ordinaria. Avevamo paura per la giustizia sportiva, ma con gli avvocati validi che abbiamo siamo sicuri che anche in questo campo riusciremo a dimostrare la sua totale innocenza».
Confermato dall'avv. Melandri - Stefano Mauri è libero.
Stefano Mauri è libero, tirano un sospiro di sollievo i tifosi laziali.
Il Gip Salvini ha firmato l'istanza di scarcerazione, per saperne di più
l'avvocato del giocatore, Matteo Melandri, è intervenuto in Esclusiva ai nostri microfoni: "Quella
di liberare Stefano è stata una decisione presa dal Gip. Le indagini
sono proseguite e sono arrivate a buon punto, una fase nella quale non
era più necessaria la misura cautalare". Una decisione che ha
anticipato le mosse della difesa che domani comunque si presenterà
davanti al Tribuna del Riesame di Brescia con l'intento di far decadere
del tutto il provvedimento cautelare.
Quella di Salvini sembra una mano tesa alla difesa di Mauri che, però, vuole andare fino in fondo. "Confermo che domani ci presenteremo davanti al Tribunale del Riesame per presentare la nostra memoria difensiva, il nostro intento è quello di far decadere completamente la misura cautelare". Mauri è libero. Questa è la notizia più bella e importante.
FONTE: LALAZIOSIAMONOI.IT
Quella di Salvini sembra una mano tesa alla difesa di Mauri che, però, vuole andare fino in fondo. "Confermo che domani ci presenteremo davanti al Tribunale del Riesame per presentare la nostra memoria difensiva, il nostro intento è quello di far decadere completamente la misura cautelare". Mauri è libero. Questa è la notizia più bella e importante.
FONTE: LALAZIOSIAMONOI.IT
mercoledì 13 giugno 2012
Legale Mauri - entro il 17 attendiamo una risposta.
Potrebbe essere una settimana importante, se non addirittura decisiva, per Stefano Mauri e
per tutti i tifosi della Lazio. Pur mantenendo una linea di basso
profilo, dichiarata a più riprese anche sul sito internet ufficiale del
calciatore biancoceleste, i due legali di Mauri, Amilcare Buceti e Matteo Melandri, hanno già depositato al Tribunale del Riesame di Brescia
la richiesta di annullamento del provvedimento di custodia cautelare.
Dopo la dura presa di posizione degli stessi avvocati, dichiarata a gran
voce la settimana scorsa: "La lettura integrale dell’interrogatorio
di garanzia manifesta palesemente la insussistenza di qualsivoglia
elemento che possa consentire di ricondurre a Stefano Mauri 'una
costante disponibilità ad alterare, in cambio di denaro, il naturale
risultato di partite di calcio a favore del gruppo degli zingari".
L'avvocato Melandri fa ulteriore chiarezza intervenendo in Esclusiva ai nostri microfoni: "La Procura ha inviato le carte al Tribunale del Riesame il 7 giugno che si esprimerà entro dieci giorni da quella data. Il Tribunale può cancellare il provvedimento cautelare o confermarlo (in questo caso Mauri rimarrebbe agli arresti domiciliari ndr). Noi venerdì proporremo la nostra memoria difensiva e pensiamo che quella possa essere una giornata importante anche perché poi c'è il weekend. Sensazioni? Siamo molto fiduciosi". I tifosi della Lazio, come hanno già dimostrato, sono tutti uniti e compatti a favore del giocatore. Una dimostrazione di grande affetto, che ha dato a Mauri la forza per affrontare i duri giorni del carcere. La notizia importante pero', e' che i suoi legali sono ottimisti sull'esito della loro richiesta al Tribunale del Riesame: "Siamo molto fiduciosi che la nostra richiesta venga accolta, anche perché come abbiamo spiegato a più riprese, il nostro assistito non ha colpe e qualsiasi associazione con il gruppo degli "Zingari", e' inesistente. Abbiamo motivo di credere, che questa brutta faccenda possa concludersi nel migliore dei modi". Dopo tanti brutti momenti, le parole dei legali di Mauri aprono importanti spiragli positivi. Venerdì 15 o al massimo lunedì 18 giugno, si potrebbe giungere alla fine di questa triste vicenda almeno per quel che riguarda la situazione del centrocampista biancoceleste. Ancora pochi giorni ed anche il futuro della Lazio, potrebbe cambiare improvvisamente.
Fonte: Emiliano Storace/Luca Capriotti - Lalaziosiamonoi
L'avvocato Melandri fa ulteriore chiarezza intervenendo in Esclusiva ai nostri microfoni: "La Procura ha inviato le carte al Tribunale del Riesame il 7 giugno che si esprimerà entro dieci giorni da quella data. Il Tribunale può cancellare il provvedimento cautelare o confermarlo (in questo caso Mauri rimarrebbe agli arresti domiciliari ndr). Noi venerdì proporremo la nostra memoria difensiva e pensiamo che quella possa essere una giornata importante anche perché poi c'è il weekend. Sensazioni? Siamo molto fiduciosi". I tifosi della Lazio, come hanno già dimostrato, sono tutti uniti e compatti a favore del giocatore. Una dimostrazione di grande affetto, che ha dato a Mauri la forza per affrontare i duri giorni del carcere. La notizia importante pero', e' che i suoi legali sono ottimisti sull'esito della loro richiesta al Tribunale del Riesame: "Siamo molto fiduciosi che la nostra richiesta venga accolta, anche perché come abbiamo spiegato a più riprese, il nostro assistito non ha colpe e qualsiasi associazione con il gruppo degli "Zingari", e' inesistente. Abbiamo motivo di credere, che questa brutta faccenda possa concludersi nel migliore dei modi". Dopo tanti brutti momenti, le parole dei legali di Mauri aprono importanti spiragli positivi. Venerdì 15 o al massimo lunedì 18 giugno, si potrebbe giungere alla fine di questa triste vicenda almeno per quel che riguarda la situazione del centrocampista biancoceleste. Ancora pochi giorni ed anche il futuro della Lazio, potrebbe cambiare improvvisamente.
Fonte: Emiliano Storace/Luca Capriotti - Lalaziosiamonoi
martedì 5 giugno 2012
Mauri - parla l'avvocato Melandri.
Lunedì pomeriggio, il Gip di Cremona Guido Salvini, ha concesso gli
arresti domiciliari al centrocampista biancoceleste Stefano Mauri, dopo
una settimana trascorsa tra le sbarre. Ma la deposizione rilasciata dal
calciatore brianzolo non ha affatto convinto Salvini che, in merito
alle dichiarazioni sulla scheda intestata ad un’altra persona che
avrebbe dovuto scommettere su gare di basket americano, ha così
commentato la versione dei fatti fornita dal capitano del club
capitolino: "E’ scarsamente plausibile e, almeno allo stato, appare costruita a posteriori". Per saperne di più riguardo a quali nuovi scenari si stanno prospettando per il giocatore laziale, i microfoni di Lalaziosiamonoi.it hanno contattato in esclusiva uno dei legali di Mauri, l’avv. Matteo Melandri.
“Sono pienamente soddisfatto inoltre, io facendo il penalista, non
posso che sottolineare che questi avvenimenti mi fanno ben sperare.
Abbiamo fatto un impugnazione al Tribunale del Riesame. La
stessa ordinanza verrà comunque valutata dal tribunale del Riesame
quanto prima quindi, in quella sede, riteniamo che ci possano essere
delle fortissime possibilità che quell’ordinanza possa essere annullata.
In quel caso, tornerebbe non soltanto in libertà, ma
soprattutto verrebbero minati quei presupposti che noi continuiamo a
denunciare nel corso di questi giorni. Noi riteniamo questa ordinanza
assolutamente illegittima perché non ci sono e non c’erano i presupposti
per poter arrivare all’arresto di Stefano Mauri”. Il Gip non si è ritenuto soddisfatto del colloquio avvenuto con Mauri.
“Il Gip dice che, per quanto riguarda le giustificazione fornite da
Stefano con riferimento alla scheda di Samantha Romano, secondo lui sono
considerazioni fornite a posteriori. Questa è una cosa, a mio avviso
abbastanza incredibile, vengono cambiate le regole del processo. Lei
deve sapere che il processo non è inquisitorio, ma accusatorio. Ovvero
la Procura deve avere, non solo per poter emettere un’ordinanza di
custodia cautelare ma anche per poter rinviare a giudizio un soggetto,
per reati di questa gravità, deve avere elementi di prova tali che, da
soli, possano sostenere l’accusa in giudizio. Stefano dovrebbe
avere un processo penale e, le prove nei confronti della sua
responsabilità, sono dei contatti telefonici con questi soggetti. Con queste tesi accusatorie e con queste prove, la Procura non va da nessuna parte. Quindi non è che tu mi arresti e poi mi dici ‘adesso mi devi giustificare perché avevi il telefono di Samantha Romano’”.
Oggi, sui giornali, è uscita la notizia su presunte intercettazioni di
Mauri avvenute nelle sue automobili. Queste intercettazioni, sempre
secondo le testate giornalistiche, sarebbero dovute essere il tema
centrale dell’interrogatorio del centrocampista. “Tutto ciò che oggi
è uscito sui giornali, non è altro che l’ennesimo episodio di
violazione del segreto istruttorio. Tutte queste cose sulle
conversazioni non sono contenute nell’ordinanza e non sono neanche negli
atti a sostegno della misura. Queste cose che sono uscite oggi sul
giornale, noi non possiamo neanche saperle perché non sono presenti
nell’ordinanza. Questo processo, da quando è iniziato, continua ad avere
queste fughe di notizie che sono allarmanti: sui giornali veniamo
perfino a sapere quali saranno le domande che il pubblico ministero
vorrà fare a Mauri nell’interrogatorio forse di questa settimana? Se
fossero delle conversazioni così rilevanti come scrivono i giornali, per
quale motivo non sono state messe nell’ordinanza? Evidentemente non
erano così importanti”. Quindi, queste conversazioni, non sono state fatte sentire al Mauri ed ai suoi avvocati…“Assolutamente
no. Oggi il giudice doveva decidere sull’istanza che è stata fatta dopo
l’esito dell’interrogatorio. Poi, le indiscrezioni che sono trapelate
dai giornali, sono su elementi che non sono tra gli atti a sostegno
della misura. Quindi fanno parte ancora del segreto istruttorio perché,
fino a prova contraria, questo è un fascicolo ancora in indagine, che
guarda caso hanno i giornali ma non hanno i difensori e non sono stati
contestati a Stefano nel corso dell’interrogatorio ovviamente perché non
facevano parte dell’ordinanza”. Il biancoceleste è uscito dalla detenzione del carcere di Cremona dopo una settimana passata dietro le sbatte. “Sta benissimo ed è contentissimo, non vede l’ora di riabbracciare i genitori. Rimane a Monza da loro”. La mossa successiva che attende l’avvocato Melandri ed il suo assistito è…“Il
prossimo passo non è altro che l’udienza al Tribunale del Riesame,
aspettiamo con ansia di poter gridare le nostre ragioni. Confidiamo che
il tribunale possa annullare l’ordinanza impugnata. Quando ci
sarà l’udienza? Ancora non lo sappiamo, ho impugnato l’ordinanza
giovedì. Funziona così: il Tribunale del Riesame deve chiedere gli atti a
Cremona e, dal momento in cui riceve gli atti, ha dieci giorni per
poter decidere sull’impugnazione. Questo vuol dire che in dieci giorni
da quando ha ricevuto gli atti deve fissarmi l’udienza e decidere già
sul provvedimento. Per i primi giorni della prossima settimana dovrebbe
esserci”. La scarcerazione di Mauri fa ben sperare i tifosi
biancocelesti che, a questo punto, confidano i notizie confortanti sul
fronte del processo sportivo. “Su questo confido che, se il
Tribunale del Riesame dovesse darci un provvedimento, che noi cerchiamo,
tutto questo ovviamente potrebbe avere dei risvolti positivi anche nel
processo sportivo. Cerco però di affrontare un ostacolo alla volta. Per
il momento abbiamo davanti un processo penale e avevamo un’ordinanza di
custodia cautelare in carcere e già abbiamo ottenuto un primo passaggio
fondamentale perché Stefano è libero è sta a casa. Il nostro
prossimo impegno è quello di consentire a Stefano di tornare libero
completamente, riteniamo che questa detenzione sia assolutamente
illegittima. Poi affronteremo uno per volta tutti i problemi
che si affronteranno, il prossimo passo sarà sicuramente quello del
processo sportivo. Però sicuramente dopo l’udienza del Tribunale del
Riesame che, a questo punto, devo dire che confido e do un’importanza
significativa a tutta la vicenda”.
FONTE: ALESSANDRO ZAPPULLA LALAZIOSIAMONOI
FONTE: ALESSANDRO ZAPPULLA LALAZIOSIAMONOI
Mauri si rifugia nella sua Monza.
RASSEGNA STAMPA- GAZZETTA DELLO SPORT
La sagoma elegante di Stefano Mauri compare in fondo al piazzale del carcere di Cremona quando mancano dieci minuti alle nove e il sole è già calato. Ha addosso una felpa nera con gli inserti in pelle e porta in spalla una sacca di cuoio. Il viso è disteso, quasi sorridente. Lo stato d’animo magari no.[.....] E non sarà facile, visto che il gip Salvini ha disposto per Mauri gli arresti domiciliari. «Non posso parlare», ripete Mauri davanti alle telecamere delle tv, schierate all’ingresso da quasi tre ore. Fuori, ad aspettarlo, c’è Tiziano Gonzaga, suo storico procuratore, il quale lo segue da quando il calciatore brianzolo aveva 17 anni e giocava in Eccellenza nel Brugherio, sognando la carriera che poi ha fatto con Modena, Brescia, e soprattutto Lazio, prima di venire travolto dallo scandalo. [....]
Il centrocapista, accusato delle presunte combine di Lazio-Genoa e Lecce-Lazio, assieme al vecchio amico Alessandro Zamperini e con la regia degli Zingari, ha chiesto di trascorrere il periodo dei domiciliari a Monza, nella casa dei genitori Pietro e Rossella, pensionati. Ora gli avvocati Melandri e Buceti sono pronti a presentare ricorso, prima del processo sportivo atteso in estate. Mauri, che a Cremona ha fornito una versione considerata «scarsamente plausibile e costruita a posteriori», rischia una squalifica pesante.
[.....] Prima di lui erano usciti Matteo Gritti, che si è stretto in un lungo abbraccio con la moglie; Ivan Tisci, che non aveva nessuno ad aspettarlo e si è allontanato a piedi da solo; il genoano Omar Milanetto, anche lui atteso dalla moglie. Per Gritti e Milanetto il gip ha ordinato gli arresti domiciliari, per Tisci l’obbligo di firma due volte alla settimana. In carcere resta solo il sampdoriano Cristian Bertani, che si è avvalso della facoltà di non rispondere ma potrebbe essere sentito a breve da Di Martino.
(ceniti-perna)
La sagoma elegante di Stefano Mauri compare in fondo al piazzale del carcere di Cremona quando mancano dieci minuti alle nove e il sole è già calato. Ha addosso una felpa nera con gli inserti in pelle e porta in spalla una sacca di cuoio. Il viso è disteso, quasi sorridente. Lo stato d’animo magari no.[.....] E non sarà facile, visto che il gip Salvini ha disposto per Mauri gli arresti domiciliari. «Non posso parlare», ripete Mauri davanti alle telecamere delle tv, schierate all’ingresso da quasi tre ore. Fuori, ad aspettarlo, c’è Tiziano Gonzaga, suo storico procuratore, il quale lo segue da quando il calciatore brianzolo aveva 17 anni e giocava in Eccellenza nel Brugherio, sognando la carriera che poi ha fatto con Modena, Brescia, e soprattutto Lazio, prima di venire travolto dallo scandalo. [....]
Il centrocapista, accusato delle presunte combine di Lazio-Genoa e Lecce-Lazio, assieme al vecchio amico Alessandro Zamperini e con la regia degli Zingari, ha chiesto di trascorrere il periodo dei domiciliari a Monza, nella casa dei genitori Pietro e Rossella, pensionati. Ora gli avvocati Melandri e Buceti sono pronti a presentare ricorso, prima del processo sportivo atteso in estate. Mauri, che a Cremona ha fornito una versione considerata «scarsamente plausibile e costruita a posteriori», rischia una squalifica pesante.
[.....] Prima di lui erano usciti Matteo Gritti, che si è stretto in un lungo abbraccio con la moglie; Ivan Tisci, che non aveva nessuno ad aspettarlo e si è allontanato a piedi da solo; il genoano Omar Milanetto, anche lui atteso dalla moglie. Per Gritti e Milanetto il gip ha ordinato gli arresti domiciliari, per Tisci l’obbligo di firma due volte alla settimana. In carcere resta solo il sampdoriano Cristian Bertani, che si è avvalso della facoltà di non rispondere ma potrebbe essere sentito a breve da Di Martino.
(ceniti-perna)
lunedì 4 giugno 2012
Domiciliari per Stefano Mauri
Dopo sette giorni di arresto, sono stati concessi i domiciliari a
Stefano Mauri, centrocampista biancoceleste che era in carcere da lunedì
scorso. Domiciliari anche per Milanetto e Gritti.
Per fare chiarezza.
Sarebbe opportuno fare un po di chiarezza su molte notizie apparse su giornali e siti internet in questi giorni.
C'è stato un attacco mediatico in grande stile nei confronti di Mauri e della Lazio. Di fatto è statto scritto che Mauri avrebbe dichiarato "non amo scommettere" "non conosco Luca Aureli" etc. e quindi avrebbe aggravato la sua posizione nei confronti dell'inchiesta sul calcioscommesse. Queste dichiarazioni, secondo i giornali, sarebbero state fatte da Mauri in sede di audizione in Procura Federale il 13/04/2012.
I fatti non stanno così. Inserisco uno stralcio delle deposizioni di Stefano Mauri al Vice Procuratore Federale avv. Giorgio Ricciardi e al Sostituto Procuratore Federale Nicola Monaco, propio il 13/04/2012:
D. Con riferimento a quanto emerge dall’ultimo verbale di Gervasoni, di cui oggi la stampa ne da notizia, e da cui emerge che questi avrebbe visto una foto di Mauri in compagnia di Ilievski sul cellulare di quest’ultimo cosa può riferirci?
ADR Riguardo a tale circostanza non ricordo di aver fatto la suddetta foto, né ricordo di aver mai incontrato o conosciuto tale persone, se non forse in modo del tutto casuale come accade con alcuni tifosi, in modo anonimo.
D. In riferimento alle due gare Lazio-Genoa e Lecce-Lazio, quali giocatori avversari conosceva?
ADR Conoscevo Milanetto per averci giocato insieme a Modena, Dainelli per averci giocato a Brescia e Di Michele per averci giocato nell’Udinese. Preciso a tal proposito di non averli mai incontrati in locali notturni.
D. In occasione della trasferta per Lecce-Lazio del 22-05-11 finita 2-4 ricorda dove avete alloggiato?
ADR Ricordo che alloggiammo in un albergo a Lecce ma non so dire quale.
ADR Ricordo che durante il nostro ritiro a Lecce non ho incontrato nessuno estraneo alla società, se non Zamperini, il quale venne a trovarmi in hotel la domenica pomeriggio prima della gara per prendere due o tre biglietti. Preciso che quella fu una delle poche occasioni in cui ciò accadde nelle partite in trasferta, mentre era una consuetudine nelle partite giuocate in casa. Preciso che, ci incontrammo nella Hall, non ricordo se in tale occasione fosse in compagnia. Pertanto, scambiate alcune frasi di circostanza, ci salutammo dandoci appuntamento per festeggiare la vittoria auspicata. In effetti non ci incontrammo;
D. Ha potuto riscontrare anomalie prima durante e dopo la predetta gara?
ADR No, ritengo che sia stata una gara assolutamente regolare sotto ogni punto di vista.
ADR Conosco la persona di cui ho parlato in precedenza. L'amico di Zamperini che si chiama Luca Aureli.
D. Conosce persone e/o organizzazioni che hanno interesse a scommettere su gare di calcio?
ADR Non conosco nessuno.
ADR Non ho altro da aggiungere.
Come potete leggere, la parte evidenziata in giallo, e quanto ho scritto all'inizio. Le parole di Stefano Mauri sono state modificate dicendo che lui ha dichiarato che non ama scommettere e che non conosceva Luca Aureli. Di fatto, come si evince, non ha mai dichiarato nulla sulle scommesse e il contrario riguardo a Luca Aureli.
C'è stato un attacco mediatico in grande stile nei confronti di Mauri e della Lazio. Di fatto è statto scritto che Mauri avrebbe dichiarato "non amo scommettere" "non conosco Luca Aureli" etc. e quindi avrebbe aggravato la sua posizione nei confronti dell'inchiesta sul calcioscommesse. Queste dichiarazioni, secondo i giornali, sarebbero state fatte da Mauri in sede di audizione in Procura Federale il 13/04/2012.
I fatti non stanno così. Inserisco uno stralcio delle deposizioni di Stefano Mauri al Vice Procuratore Federale avv. Giorgio Ricciardi e al Sostituto Procuratore Federale Nicola Monaco, propio il 13/04/2012:
D. Con riferimento a quanto emerge dall’ultimo verbale di Gervasoni, di cui oggi la stampa ne da notizia, e da cui emerge che questi avrebbe visto una foto di Mauri in compagnia di Ilievski sul cellulare di quest’ultimo cosa può riferirci?
ADR Riguardo a tale circostanza non ricordo di aver fatto la suddetta foto, né ricordo di aver mai incontrato o conosciuto tale persone, se non forse in modo del tutto casuale come accade con alcuni tifosi, in modo anonimo.
D. In riferimento alle due gare Lazio-Genoa e Lecce-Lazio, quali giocatori avversari conosceva?
ADR Conoscevo Milanetto per averci giocato insieme a Modena, Dainelli per averci giocato a Brescia e Di Michele per averci giocato nell’Udinese. Preciso a tal proposito di non averli mai incontrati in locali notturni.
D. In occasione della trasferta per Lecce-Lazio del 22-05-11 finita 2-4 ricorda dove avete alloggiato?
ADR Ricordo che alloggiammo in un albergo a Lecce ma non so dire quale.
ADR Ricordo che durante il nostro ritiro a Lecce non ho incontrato nessuno estraneo alla società, se non Zamperini, il quale venne a trovarmi in hotel la domenica pomeriggio prima della gara per prendere due o tre biglietti. Preciso che quella fu una delle poche occasioni in cui ciò accadde nelle partite in trasferta, mentre era una consuetudine nelle partite giuocate in casa. Preciso che, ci incontrammo nella Hall, non ricordo se in tale occasione fosse in compagnia. Pertanto, scambiate alcune frasi di circostanza, ci salutammo dandoci appuntamento per festeggiare la vittoria auspicata. In effetti non ci incontrammo;
D. Ha potuto riscontrare anomalie prima durante e dopo la predetta gara?
ADR No, ritengo che sia stata una gara assolutamente regolare sotto ogni punto di vista.
D. Lei è amante del gioco e delle scommesse?
ADR So che molti amano il poker ma io non amo le carte. Non sono a conoscenza di calciatori che scommettono su gare di calcio.
D. Conosce persone titolari e/o contitolari di tabaccherie o ricevitorie od agenzie e ove si effettuano scommesse legali e/o illegali?ADR Conosco la persona di cui ho parlato in precedenza. L'amico di Zamperini che si chiama Luca Aureli.
D. Conosce persone e/o organizzazioni che hanno interesse a scommettere su gare di calcio?
ADR Non conosco nessuno.
ADR Non ho altro da aggiungere.
Come potete leggere, la parte evidenziata in giallo, e quanto ho scritto all'inizio. Le parole di Stefano Mauri sono state modificate dicendo che lui ha dichiarato che non ama scommettere e che non conosceva Luca Aureli. Di fatto, come si evince, non ha mai dichiarato nulla sulle scommesse e il contrario riguardo a Luca Aureli.
giovedì 31 maggio 2012
La tentata frode di Gianello
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| Matteo Gianello |
Ora rischia il deferimento anche il Napoli. Dieci
giorni dopo il successo in Coppa Italia, l’indagine sul calcioscommesse si chiude
con l’avviso nei confronti dell’ex terzo portiere, Matteo Gianello, e dell’ex centrocampista del Chievo Silvio Giusti, accusati di frode sportiva per aver tentato, senza successo, di combinare a favore della Sampdoria il risultato di Samp-Napoli del 16 maggio 2010, poi terminata 1-0. L’inchiesta condotta dai pm Antonello Ardituro, Stefano Capuano, Danilo De Simone e Vincenzo Ranieri con il procuratore aggiunto Giovanni Melillo ha passato ai raggi x il Napoli e suoi giocatori più rappresentativi.
Dopo intercettazioni, perquisizioni, sequestri e interrogatori sono emersi elementi ritenuti utili a sostenere l’accusa solo per quella gara. Quanto basta però per far temere un coinvolgimento
della società a titolo di responsabilità oggettiva e, in caso di sanzione, l’esclusione dall’Europa League come previsto dalla normativa Uefa. A parte Gianello, non ci sono tesserati del Napoli sotto inchiesta. Rischiano però l’omessa denuncia Paolo Cannavaro e Gianluca Grava, indicati da Gianello (ma i due negano) come destinatari dell’offerta subito rifiutata.
I pm, che indagano ancora sull’ipotesi di associazione per delinquere, hanno inviato gli atti alla
Procura federale. Con riferimento ad altre sei partite, Napoli-Parma 2-3 del 10 aprile 2010, (quella con il boss Antonio Lo Russo a bordo campo) Lecce-Napoli 2-1 e Brescia-Catania 1-2 dell’8 maggio 2011, Napoli-Inter 1-1 e Catania-Roma 2-1 del 15 maggio 2011 e Palermo-Chievo 1-3 del 22 maggio 2011, la Procura ha chiesto l’archiviazione per Gianello, Giusti e altri 11 indagati, fra i quali i fratelli Michele e Federico Cossato e il giornalista Gianluca Di Marzio. Dalle indagini emerge il quadro di ex giocatori,
in particolare del Chievo come Gianello, i Cossato e Giusti, che «si tenevano in costante e vertiginoso
rapporto telefonico» per acquisire informazioni sulle partite o «verificare la possibilità di orientare risultati o alterare i risultati ». Ad esempio due giorni prima di Lecce-Napoli 2-1 dell’8 maggio 2011, Gianello dice a Giusti: «Siamo messi male, si va in guerra». Vale a dire, chiosa il pm, «nessun accordo, la partita verrà giocata regolarmente». Un «approccio compulsivo» alle scommesse, scrive la Procura. Il solo Michele Cossato ha ammesso di giocare 50 mila euro a settimana. Interrogato il 15 giugno 2011, Gianello si è difeso affermando di non aver mai scommesso. Ma ha ammesso di aver offerto, su richiesta di Giusti, «alcune decine di migliaia di euro» per agevolare il successo della Samp che, con
quella gara, entrò in Champions. «Mi rivolsi a Paolo Cannavaro e Grava — si legge nel verbale — mi
diedero immediatamente e con estrema decisione una risposta negativa. Dall’espressione dei loro
volti compresi che erano visibilmente risentiti». Ricostruzione smentita dai due. «L’avrei ritenuta
di una gravità inaudita», ha detto Cannavaro ai magistrati, aggiungendo di non ricordare neppure «battute scherzose circa il fatto che “fossimo già in vacanza”.
Non vi avrei dato alcun peso, vista la serietà che mi contraddistingue».
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