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martedì 14 agosto 2012

Buon Ferragosto!!

La redazione di laziolazio augura a tutti un 

BUON FERRAGOSTO

Oggi doppia seduta in vista del Malmoe

Come riportato nell'edizione odierna del "Corriere dello Sport", oggi  Petkovic e il gruppo si ritroveranno al Centro Sportivo di Formello per una doppia seduta di allenamento. I giocatori della Lazio, si alleneranno anche domani mattina in vista della sfida di giovedì sera contro il Malmoe, che sarà il preludio del Playoff di Europa League in programma il 23 agosto in Slovenia. Sono sei gli elementi non disponibili giovedì per la Lazio, perchè convocati con le rispettive nazionali:
Klose  dalla Germania, Kozak convocato dalla Repubblica Ceca, Gonzalez e Alfaro dall' Uruguay, Cana dall'Albania e Lulic dalla Bosnia.   

Esce Hernanes Entra...

31 partite la scorsa stagione, 21 cambi, solo sei partite giocate a tempo pieno, non è solo Petkovic ad interrogarsi su Hernanes, già Reja aveva detto la sua con i fatti sull'argomento 'Hernanes-rendimento': esce Hernanes, entra.. Forse fosse rimasto Reja, come riporta il Corriere dello Sport, Hernanes avrebbe chiesto la cessione, Petkovic lo ritiene un caposaldo, ma certo nel 4-4-2 farlo giocare insieme ad un solo mediano di copertura è un azzardo, e nella Petkovisione il pressing parte già dalle punte, figurarsi dal trequartista. Pressing, non certo il pane preferito del brasiliano per caratteristiche. Sostituito con Mauri contro il Getafe, con il rientro di Ederson il brasiliano è tutto meno che titolare inamovibile: sta a lui dimostrare di meritare il posto. Non tutti sono leader, ci sono momenti in cui la concorrenza preme forte, e bisogna dimostrare il proprio valore.

Fonte: Luca Capriotti - Lalaziosiamonoi.it

Tare - il caso Marin e il mercato!

Sul pullman per Rivisondoli, dieci giorni fa, all'alba del ritiro della nuova Primavera, mancava solo lui all'appello. Vlad Marin aveva già compiuto la sua scelta, aveva ceduto alle sirene provenienti dalla terra d'Albione, sedotto dal fascino dell'Academy di un club in ascesa come il Manchester City. Nubi all'orizzonte, fino a quel momento, Bollini, allenatore che in lui ha sempre creduto, lo aveva lanciato nelle final-eight di Gubbio. Lui, Vlad, aveva cominciato la stagione agli ordini di Simone Inzaghi, tra le fila degli Allievi Nazionali. Poi il salto in Primavera, a campionato in corso: i primi spezzoni, le prime prove convincenti. Ha scalato posizioni Marin, Bollini si è convinto e ne ha fatto parte integrante del gruppo che ha lanciato l'assalto allo Scudetto, poi sfumato nella finale con l'Inter. Nessuno si aspettava l'addio in società, nessuno si sarebbe aspettato anche certe lezioni da alcuni agenti. Igli Tare, in Esclusiva ai microfoni di lalaziosiamonoi.it, non usa mezzi termini: "Io credo che più delle parole, siano importanti i fatti -ha dichiarato il diretto sportivo biancoceleste- e i fatti dicono che nessuna società in Italia ha schierato titolare fisso un ragazzo del '95 durante le finali scudetto. La Lazio ha dimostrato di credere nel ragazzo, ma è pur vero che lui era in Primavera da soli quattro mesi e come altri stava portando avanti un percorso, anche se le qualità erano importanti. Marin ha giocato sotto età e la società ha dimostrato di credere in lui, parlano i fatti". Il comportamento di alcuni protagonisti dell'operazione, non è piaciuto dalle parti di Formello. Ci si aspettava chiarezza, un comportamento più limpido: "Se andate a vedere la procedura con i quali sono stati acquistati i giovani stranieri dalla Lazio. Prima sono state contattate le società, ci si è accordati con i club per fare dei provini ottenendo tutti i permessi e dopo aver trovato l'accordo economico e allora questi giovani sono passati alla Lazio. Il caso Marin non ha niente a che fare con la lealtà. Io credo che sia stata data priorità all'aspetto economico e non alla crescita del ragazzo. Non è vero che alla Lazio, ogni anno, si perdono tre o quattro prospetti, questo è un caso particolare, dove non c'è stata correttezza. Qualcuno doveva chiamarci e chiedere quali fosser le nostre intenzioni, i nostri progetti sul ragazzo. Se fosse stato fatto questo discorso e non ci fossero state risposte adeguate, allora potrei anche capire. Ma così...". E' rammaricato Tare, è convinto che la Lazio meritasse un trattamento diverso, un approccio più rispettoso da tutte le parti in causa. Nei giorni scorsi si è parlato di attacco a Mancini, Tare frena. "Io non credo che Mancini abbia il tempo per queste situazioni, purtroppo ci sono altre persone che lavorano in modo particolare. Poi quello che conta sono le parole dell'allenatore (Bollini ndr) e se chiedete al mister vi dirà che il giocatore fino al giorno della partenza per il ritiro, si era presentato agli allenamenti. Anche da questo si vede chi lavora in modo corretto e chi no e queste cose lasciano perplessi. Prendete l'esempio di Tommasone: quello è un caso completamente diverso. Lì c'è stata anche una valtuazione tecnica. Abbiamo Rozzi, Keita, Tira, Vivacqua e Lombardi. Quindi la società ha dovuto fare una scelta".  Non solo Marin, però. Anzi. La Primavera regala indicazioni più che positive. Dal ritiro di Rivisondoli, Bollini ha tratto spunti importanti. La squadra risponde bene, i nuovi si stanno integrando al meglio nel credo tattico dell'allenatore di Poggio Rusco. Il suo 4-3-3 è modulo che esalta i giocatori di talento. Talento che certo non manca a Milos Antic, centrocampista dell'Under 18 serba (in possesso del passaporto svizzero), prelevato dal Grasshopper. Ne parlano come di uno dei maggiori talenti in circolazione. Un colpaccio. "Sì è vero, lo abbiamo preso ed è un ragazzo molto forte e di prospettiva. Vedrete".

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Dalla Primavera alla prima squadra, il passo è breve. La Lazio vive giorni bollenti, non solo per i vari "Nerone", "Caronte" e "Caligola". L'amichevole persa contro il Getafe ha lasciato qualche strascico. La quarta sconfitta, in altrettante gare di un certo livello, ha preoccupato Petkovic che si è sfogato in conferenza stampa, chiamando a raccolta la squadra. Tare, però, spende parole di stima nei confronti sia dei giocatori, che del tecnico: "Lo dicono i fatti: questa è una squadra che quando ha fame, quando ha la voglia giusta può fare ottime cose e battere chiunque. Questo non vuol dire che la società sia seduta ad aspettare, siamo consapevoli di dover fare alcune cose che, però, devono essere fatte bene. Noi dobbiamo muoverci nell'interesse della squadra. Bisogna avere la pazienza di aspettare, si deve avere fiducia nella squadra e nel nuovo staff. Non si possono dare giudizi ad agosto". Le polemiche, in questi giorni, non sono mancate. Il mancato arrivo di alcuni giocatori che -da tempo- erano stati accostati alla Lazio, ha procurato sconforto tra i tifosi. Al 13 agosto è arrivato il solo Ederson, ma Tare rilancia: "Io credo che la differenza tra noi e le squadre che ora vengono incensate per il mercato portato avanti fino adesso è che queste -negli ultimi anni- ci sono sempre state dietro. Io sono convinto che la rosa della Lazio sia già buona, questo non toglie che la società è consapevole di dover intervenire. La squadra, però, va rinforzata nel modo giusto, non dobbiamo prendere giocatori per fare numero. Dobbiamo intervenire per migliorare la rosa a livello di caratteristiche. In questo mercato ci sono stati tanti episodi sfavorevoli e non fallimenti. Putroppo ci sono trattative che vanno bene e altre meno, ma questo non toglie che questa è una buona squadra e purtroppo ho sentito tante critiche che -a volte- sono state strumentali". Granqvist, Xandao o un terzino sinistro. I nomi fatti sono tanti ma il ds della Lazio glissa, non vuole scoprire le carte: "Io non ho mai detto che Xandao è un'alternativa. Ho detto che potrebbe essere, ma in questo momento non è lui. Radu al centro e acquisto di un terzino? La Lazio sta valutando tutte le situazioni, vediamo...". Diciotto giorni al 31 agosto, diciotto giorni prima di tracciare un bilancio. La Lazio lavora per confermarsi ai piani alti.

Fonte: MarcoValerio Bava-Lalaziosiamonoi.it

lunedì 13 agosto 2012

L'Africa Power conquista Petkovic

Le uniche note liete di questa Lazio. La gara con il Getafe, oltre a lanciare l’allarme sull’atteggiamento della formazione di Petkovic, ha messo in evidenza le prove gagliarde di due giovani africani: Cavanda e Onazi. Angolano il primo, nigeriano il secondo, stanno conquistando la fiducia del nuovo allenatore biancoceleste a suon di buone prestazioni. Entro oggi la Lazio deve consegnare all'Uefa la lista per il preliminare di Europa League. Cavanda e Onazi ci saranno, ma questa è una notizia fino a un certo punto. Lo è di più che entrambi hanno grandi chance di partire titolari contro gli sloveni del Mura 05.  Quello riportato da Stoppini per La Gazzetta dello Sport era uno scenario impensabile fino a un paio di settimane fa. Dopo il test di Salerno, contro il Getafe Cavanda ha disputato la seconda gara consecutiva dal primo minuto, e ancora da terzino sinistro. La sfida di giovedì con il Malmoe diventa per Cavanda un ulteriore test, ma ad oggi il titolare della fascia sinistra è lui. Anche Onazi spera di arrivare in alto: l'accoppiata Ledesma-Cana non pare decollare. E considerato un Brocchi ancora in infermeria e la volontà di insistere sul modulo 4-2-3-1, ecco che l'ex centrocampista della Primavera sta scalando posizioni su posizioni nelle gerarchie di Petkovic. Mancano 10 giorni al preliminare di Europa League, ma ad oggi è giusto considerare Onazi in piena corsa per una maglia in mezzo al campo.

Fonte: Lalaziosiamonoi Redazione

venerdì 10 agosto 2012

ND MURA 05 - Conosciamoli

Il Nogometno Društvo Mura 05 è una società di calcio slovena, con sede nella città di Murska Sobota. È, di fatto, il team che è succeduto al NK Mura, ora non più esistente, che giocò per molte stagioni nella Prva slovenska nogometna liga, la massima divisione del Paese. Dopo il fallimento del 2005 venne escluso dal campionato.

Nella stagione 2011/12 milita nella Prva slovenska nogometna liga, la massima divisione del campionato sloveno dopo 4 giornate è ultima in campionato a 1 punto frutto del pareggio interno rimediato nella prima giornata.

Si è qualificata passando l’ultimo turno, contro l’Arsenal Kiev. Dopo la sconfitta per sul campo per 3-0  in casa, la squadra slovena perse anche in Ucraina per 2-0, ma gli ucraini dell’Arsenal Kiev fecero giocare nella partita di andata, un giocatore sospeso e persero a tavolino, decretando il passaggio del turno del ND MURA 05.



ND Mura 05
Calcio Football pictogram.svg

Colori sociali 600px Black and White Striped.png Bianco e nero
Dati societari
Città Murska Sobota
Paese bandiera Slovenia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Slovenia.svg NZS
Fondazione 1924
Rifondazione 2005
Presidente Bandiera della Slovenia Dejan Kološa
Allenatore Bandiera della Slovenia Edin Osmanovič
Stadio Fazanerija
(3.527 posti)
Sito web www.mura05.si
Palmarès

Trofei nazionali 1 Coppa di Slovenia

lunedì 6 agosto 2012

Poche certezze - Klose una di queste!

Il 4-2-3-1 sembrava il modulo più congeniale a questa squadra per caratteristiche ma, contro i turchi del Galatasaray, tale assetto ha mostrato in pieno i suoi limiti: poco peso in attacco e manovra a tratti troppo sterile. Non è un caso che la miglior Lazio si sia vista con l’ingresso in campo di Zarate e, quindi, con il passaggio alle due punte. Petkovic dovrà rivedere i suoi piani. Tutto dipenderà dal futuro di Mauro Zarate che, se decidesse di restare e di spalmare il suo ingaggio, difficilmente sarà tenuto fuori e, ancor più difficilmente, verrà schierato come esterno nel 4-2-3-1. Più probabile un 4-4-2 o un 4-3-1-2. L’argentino potrà finalmente esaltarsi in coppia con una delle pochissime certezze in casa Lazio: Miroslav Klose. Già, perché la mancanza del tedesco si è avvertita in modo fin troppo evidente in queste uscite amichevoli: palla che non gira molto in attacco e poche conclusioni a rete. Il rientro del tedesco sarà fondamentale per capire il futuro tattico della squadra: sarà in grado Miro di reggere da solo il peso dell’attacco? Se la risposta sarà affermativa allora il 4-2-3-1 sarà il modulo prescelto e Zarate dovrà mettersi l’anima in pace, altrimenti largo alle due punte, con Maurito scalpitante. Questa Lazio non può prescindere da uno come Miroslav, e la coppia con l'argentino potrebbe essere devastante, se saranno in grado di trovare la giusta intesa, altrimenti Miro potrebbe essere indispensabile per aprire spazi utili per gli inserimenti delle mezzepunte. Ora il Panzer è tornato e si comincia a fare sul serio.

Fonte: Alessandro Colonna - Lalaziosiamonoi.it

mercoledì 1 agosto 2012

Omicidio Sandri - Spaccarotella consapevole dei rischi

L'agente di polizia Luigi Spaccarotella voleva fermare ad ogni costo l'auto nella quale si trovava Gabriele Sandri e gli altri tifosi, in quell'area di servizio lungo l'autostrada A1. E voleva colpire la vettura, non gli occupanti. Ma sparando, accettò il rischio di colpire anche i passeggeri, così come avvenne nel tragico episodio dell'11 novembre 2007. Lo dice la prima sezione penale della Corte di Cassazione, nelle motivazioni della condanna inflitta a febbraio scorso a Spaccarotella, proprio per l'omicidio del tifoso della Lazio.

COLPIRE L'AUTO - L'agente di polizia Luigi Spaccarotella era dunque «intenzionato a colpire l'autovettura e non i suoi occupanti», ed ha «agito in condizioni oggettive tali da rappresentargli concretamente anche il rischio, da lui accettato, di attentare all'incolumità fisica altrui, come purtroppo verificatosi», scrivono i giudici della prima sezione penale della Cassazione, spiegando perchè, il 14 febbraio scorso, confermarono la condanna a 9 anni e 4 mesi di reclusione inflitta dalla Corte d'assise d'appello di Firenze al poliziotto, responsabile del reato di omicidio volontario con dolo eventuale per la morte di Sandri, il tifoso laziale diretto in trasferta a Milano per assistere a Inter-Lazio, l'11 novembre del 2007, all'interno dell'area di servizio di Badia al Pino (Arezzo) sull'autostrada A1.
LA CONFERMA DELL'APPELLO - Nelle 22 pagine della sentenza 31449, scritta dal consigliere Antonella Mazzei, la Suprema Corte difende il verdetto di secondo grado, della Corte di Assise di Appello di Firenze del primo dicembre 2010, che aveva aumentato gli anni di carcere per Spaccarotella inizialmente giudicato responsabile di omicidio colposo aggravato dalla previsione dell'evento e punito con solo sei anni di carcere, con pronuncia emessa - tra le proteste - dalla Corte di Assise di Arezzo il 14 luglio del 2009. In base alle massime di esperienza, scrive la Cassazione, «l'esplosione di un colpo di pistola a quella distanza dall'obiettivo, pur costituito dalla parte inferiore del veicolo in movimento, non poteva oggettivamente garantire anche al più esperto tiratore la precisione del bersaglio in relazione al tipo di arma corta (pistola) utilizzata e alle altre peculiarità del caso (presenza della rete metallica e movimento del veicolo)».
LE ALTRE AUTO IN TRANSITO - «Con la ragionevole conclusione - prosegue l'Alta Corte - che l'autore dello sparo si rappresentò la possibilità di cagionare un evento dannoso (si pensi solo all'ipotesi in cui fossero improvvisamente transitati, in quel frangente, sulle corsie autostradali, altri veicoli che avrebbero potuto essere attinti dal proiettile in corsa)». «E ciononostante - concludono i supremi giudici - Spaccarotella effettuò lo sparo e, perciò, ne accettò tutte le possibili conseguenze». La circostanza che l'imputato - ora in carcere - si rendesse conto dei rischi di quanto stava per fare, è, per la Cassazione, «rafforzata dalla sua specifica competenza in materia di armi e dal servizio di garanzia dell'ordine pubblico da lui prestato, come assistente della polizia stradale, in quello specifico frangente e contesto territoriale».
NESSUNO STATO DI «STRESS» - Nessuna «condizione di elevato stress», dunque, come prospettato dalla difesa nel tentativo di parlare di «involontarietà» dello sparo: la Suprema Corte ricorda anche che con dichiarazioni spontanee rilasciate nel maggio 2009, Spaccarotella raccontò che, dopo aver sentito lo sparo dalla sua pistola e aver visto che l'auto in cui viaggiava Sandri era in movimento, pensò tra sè «è andata bene, non è successo niente», provando, conclude la Cassazione, «un senso di sollievo derivante, con ogni evidenza, dalla consapevolezza della incontrollabile pericolosità del suo gesto».

Fonte: corriere.it

La morte non ha colore. Ciao Aldo!!!

È scomparso all'età di 58 anni Aldo Maldera, ex giocatore di Milan, Roma e Fiorentina. L'ex terzino sinistro, 10 presenze in Nazionale, ha vinto in carriera due scudetti, con il Milan nel 1978-'79 e con la Roma nel 1982-'83. Per lo scudetto della Stella mise a segno 9 reti in 30 presenze che gli valsero il titolo di vicecapocannoniere dei rossoneri, dietro a Bigon che ne segnò 12. Nel suo palmares anche due Coppe Italia. Ultimo di tre fratelli, tanto da essere conosciuto come Maldera III, da anni viveva a Fregene, sul litorale laziale, insieme con la moglie e tre figlie. Fu convocato anche per i Mondiali di Argentina '78, dove giocò soltanto la finale per il terzo posto. Dopo aver lasciato il calcio giocato, Maldera è stato nel 2009 direttore tecnico dei greci del Panionios, prima di tornare l'anno successivo in Italia dove ha ricoperto lo stesso incarico nell'Aranova, squadra laziale di seconda categoria.

Sul sito ufficiale rossonero il racconto della carriera e il dolore per la perdita: "Tutto il Milan e i tifosi rossoneri si stringono intorno alla famiglia Maldera in questo triste momento e al nipote Andrea Maldera, attualmente assistente tecnico di Mister Allegri". Anche la Roma ricorda Maldera sul proprio sito web, definendolo "indimenticato terzino del secondo scudetto giallorosso e uomo di sport amato e stimato".

Laziolazio.blogspot.it si stringe al cordoglio della famiglia di Aldo.

Goffredo Lucarelli "Il tassinaro" purtroppo non ce l'ha fatta.

Grave lutto tra i tifosi biancocelesti. Si e spento all'età di 68 anni, Goffredo Lucarelli, per tutti "Il Tassinaro", storico tifoso laziale e per moltissimo tempo punto di riferimento della Curva Nord. Era da tempo ricoverato nell'ospedale romano "San Filippo Neri" per gravi problemi cardiaci e oggi intorno alle 11:50 purtroppo il suo cuore ha smesso di battere.
Laziolazio.blogspot.it si unisce al cordoglio della famiglia, degli amici e di tutta la tifoseria biancoceleste. Ciao Goffredo, resterai sempre nei nostri cuori.

PER TUTTI COLORO CHE VORRANNO DARE L'ULTIMO SALUTO A GOFFREDO, 
I FUNERALI SI TERRANNO VENERDI' 3 AGOSTO ALLE ORE 11:00 IN VIA DI BOCCEA N° 6O.

mercoledì 25 luglio 2012

Zarate e la Lazio pronti al si!

Come le grandi rockstar, come gli artisti più eclettici, Mauro Matias Zárate è nato con una virtù - per alcuni una disgrazia: dividere in due fazioni contrapposte l'opinione pubblica, in questo caso i tifosi della Lazio. Da una parte, c'è chi stravede per le sue incontestabili doti tecniche, adorandolo alla follia e riponendo in lui una fiducia sconfinata. Dall'altra parte, c'è chi lo considera alla stregua di un oggetto bello da vedere, ma poco efficace; chi rimpiange di non averlo ceduto già un paio di stagioni fa, quando c'erano squadre disposte a spendere diversi denari per il suo cartellino. Beh, le buone novelle dal fronte dolomitico faranno sicuramente accendere il sorriso sul viso dei primi, gli aficionados del talento di Haedo. Nella tarda serata di ieri, infatti, c'è stato il tanto sospirato incontro tra il presidente biancoceleste Claudio Lotito e Luis Ruzzi, agente dell'attaccante argentino. L'oggetto del vertice era noto già da diverso tempo: per rimanere alla Lazio, Maurito avrebbe dovuto accettare una spalmatura sull'ingaggio, prolungando di conseguenza l'attuale accordo che scadrebbe nel 2014. Una soluzione mossa, in primo luogo, da motivazioni economiche, dal momento che lo stipendio percepito attualmente dal giocatore non combaciava esattamente con gli standard societari: includendo i bonus, Zárate arriva oggi a toccare i 2,7 milioni di euro all'anno. Un gesto, in ogni caso, anche dal forte valore simbolico, soprattutto dal lato del numero 10 laziale: prolungare il contratto a cifre più contenute significherebbe rimettersi in gioco, dopo un'ultima stagione, in particolare, condizionata da molte ombre. L'esito del colloquio odierno, pertanto, avrebbe impresso la giusta accelerata in questa direzione. Il manager di Zárate avrebbe dato l'ok alla spalmatura, proponendo un rinnovo di tre anni: sommati ai due già previsti dall'attuale contratto, il nuovo accordo legherebbe l'argentino alla Lazio per un totale di altri cinque anni. Per quanto riguarda le cifre, la stretta di mano potrebbe giungere intorno ai 2 milioni di euro più bonus a salire. Che, tradotto in linguaggio calcisitico, significa che più Maurito farà bene nei prossimi anni, realizzando gol e sfornando assist, più le sue finanze subiranno in incremento. Ora sta a Claudio Lotito dare l'ultimo assenso all'operazione, circostanza che non sembra presentare di fronte a sé ostacoli imprevedibili. Dopo un anno da innamorati separati, quindi, la Lazio e Mauro Zárate potranno di nuovo rispolverare le fedi nuziali. "E' chiaro che quando tua moglie ti lascia, tu per orgoglio affermi di essere stato tu a mollarla", ama ripetere Luis Ruzzi per giustificare le dichiarazioni che l'attaccante argentino rilasciò lo scorso anno, al momento del passaggio all'Inter. Il 31 agosto 2011, però, è ormai pronto a essere riposto nel cassetto. Chi è iscritto alla fan club degli innamorati cronici di Zárate, prepari la bottiglia di spumante.

Fonte: Stefano Fiori-Lalaziosiamonoi.it

martedì 24 luglio 2012

Petkovic - Zarate deve restare

Secondo quanto riportato nell'articolo di Enrico Sarzanini per Leggo, Petkovic avrebbe deciso: «Zarate resta alla Lazio». Il tecnico, che aveva chiesto alla società di testarlo in ritiro, si è convinto che il prossimo sarà l’anno dell’attaccante e non vede l’ora di provarlo al fianco di Klose, che si aggregherà al gruppo nel ritiro di Fiuggi. L’argentino è cambiato: disponibile, sorridente, è il primo a scendere sul campo di allenamento e l’ultimo a farsi la doccia.


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Ora la palla passa a Lotito che dovrà comunque ridiscutere l’ingaggio di Zarate che all’Inter guadagnava 2,5 milioni di euro, premi e bonus esclusi. L’idea del presidente biancoceleste non è quella di spalmare l’ingaggio (il contratto dell’attaccante scade nel 2014), ma di fargli firmare ex novo un accordo di cinque anni con una base di partenza di 2 milioni di euro a salire. Nelle prossime ore il presidente della Lazio dovrebbe piombare nel ritiro di Auronzo per avere un faccia a faccia proprio con Zarate, ma il condizionale è d’obbligo visto che Lotito era atteso anche nei giorni scorsi ma fino ad oggi non si è ancora visto.

Fonte: Alessandro De Dilectis . Lalziosiamonoi

venerdì 13 luglio 2012

Morto Alfredo Provenzali

È morto a Genova il giornalista sportivo della Rai Alfredo Provenzali, voce storica di Tutto il calcio minuto per minuto. Aveva 78 anni.

Provenzali è morto nel giorno del suo compleanno, era nato infatti il 13 luglio del 1934 nel quartiere genovese di sampierdarena, e ha a lungo vissuto in via Trento. Radiocronista di razza, è stato inviato per anni sui campi sportivi d'Italia e del mondo, ma la sua notorietà deriva in primo luogo dalla trasmissione Tutto il calcio minuto per minuto, a cui ha lavorato dal 1966 e di cui, dal 1992, è stato conduttore sostituendo Massimo De Luca.

Tra i tanti momenti sportivi che si legano al suo ricordo, la cronaca del record del mondo negli 800 stile libero di Novella Calligaris a Belgrado nel 1973.

«Le radiocronache di Alfredo Provenzali hanno raccontato il calcio degli ultimi cinquant'anni agli italiani. Senza la voce di Alfredo ci sentiremo tutti un pò più soli», ha dichiarato Antonio Preziosi, direttore di Radio Uno e dei Gr Rai. «Con lui - prosegue Preziosi - scompare un grandissimo testimone di quella straordinaria scuola di radiocronisti che hanno onorato la Rai come Ameri, Ciotti, Bortoluzzi e tanti altri ancora. Continueremo nel nome di Provenzali, l'impegno di Tutto il Calcio Minuto per Minuto e di tutta la nostra squadra sportiva. Alla famiglia di Alfredo la commossa vicinanza di tutti i colleghi di Radio Uno e del Giornale Radio Rai».

Fonte: Ilmessaggero.it

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giovedì 12 luglio 2012

Derby estivo - amichevole rifiutata!

Roma e Lazio: vietato scontrarsi, almeno in estate. L’atmosfera pre, in e post derby è qualcosa di straordinario, riconosciuto a livello mondiale, ma evidentemente si pensa bene di accumulare le emozioni in due soli eventi stagionali, Coppa Italia permettendo. Un po’ come accade in quelle rassegne esclusive, che non prevedono repliche, che racchiudono in una manciata di ore tutto il succo.
Il derby della Capitale fa parlare 365 giorni all’anno ed un mese prima dell’evento scatta già il countdown, quasi come fosse un capodanno.

Vincere o perdere, in questa Roma ancora fortemente attaccata al campanilismo, vuol dire molto qui, per il ragazzino come per il vecchietto in pensione, per l’ultrà così come per il tifoso occasionale.

Una favola troppo bella, per rovinarla con sottoprodotti ad uso…allenamento. Secondo le ultime indiscrezioni la Lazio avrebbe rifiutato di partecipare ad una stracittadina con la Roma, prevista a Boston, per la tournèe americana dei giallorossi. Un evento a scopo commerciale, di puro marketing, come piace gli americani.
Vendere una sfida da gladiatori ai seguaci dello Zio Sam, fruitori distratti di qualsiasi tipo di spettacolo che preveda pop corn, birra e  scontri duri (e qualche bella ragazza): sacrilegio, il trionfo del profano, il derby è sacro ed è un’esclusiva del nostro campionato.
La nuova Roma a stelle e strisce evidentemente non la pensa così e ha proposto l’amichevole alla Lazio, e sembra che i biancocelesti abbiano risposto picche, ricreando una situazione simile a due stagioni faI motivi del “no”? Nel calcio moderno il nostro discorso non è più attuale, la moneta “tira” e dubitiamo che Lotito abbia rifiutato (se così fosse) in prima persona; più probabile che l’opposizione sia arrivata da Vlado Petkovic, dato che la Lazio tornerà da Auronzo il giorno 26 e la data americana non sarebbe coincisa con gli impegni da un punto di vista pratico/logisitico.
Storie di derby che non saranno mai giocati: noi d’altronde preferiamo l’attesa…

Fonte: Davide Capogrossi - Lalaziosiamonoi.it

Ederson, Hernanes e Zarate, tre uomini per una maglia: a chi andrà la 10?

Uno è la novità, l’altro la sorpresa. Il terzo la conferma. Parliamo di Mauro Zarate, Ederson ed Hernanes. Maurito è la sorpresa di questo primo scorcio di ritiro: tonico, voglioso, dispensa magie. Petkovic ne sta rimanendo colpito, ieri si è complimentato più volte con l’argentino durante l’allenamento. Ederson è la novità: si è integrato subito bene il nuovo acquisto biancoceleste, si è guadagnato la stima dei compagni. Poi c’è il Profeta, che si conferma gioiello imprescindibile. Tutti e tre in lotta per una maglia, quella numero 10 che è la più ambita. Maurito la rivuole, la sente sua. Era rimasta libera dopo la sua partenza per Milano, ora sogna di indossarla di nuovo. Sarà battaglia con Ederson come riporta il corriere dello sport a firma Daniele Rindone, saranno decisioni da prendere all’interno del gruppo. Zarate è rimasto scottato dalla parentesi interista, il suo desiderio sarebbe quello di rimanere a Roma, l’agente Ruzzi ha dichiarato addirittura di legame a vita. La maggior parte die tifosi è felice di aver riabbracciato l’argentino, sperano che possa tornare sui livelli magici toccati tre anni fa, sarebbe il miglior acquisto per la Lazio. In quella stagione da sogno per Maurito, le sue maglie con il 10 andavano a ruba, erano introvabili, allo stadio era quasi impossibile trovare qualcuno che ce l’avesse. Ederson attende, ha dichiarato in modo sincero di desiderare quella maglia. Con il 10 sulle spalle, l’ex Lione ha vinto un Mondiale Under 17 e si è consacrato con la maglia del Nizza. Presto il mistero sarà sciolto, con Hernanes pronto a inserirsi nella corsa: anche se il Profeta è legato alla sua “8”. Chi la spunterà?

Fonte: Lalaziosiamonoi.it

Matuzalem arriva e saluta.

Fumata nera. L’incontro tra Tare e Matuzalem ha portato alla rottura, non c’è stato chiarimento, nessun passo indietro e ora il destino del brasiliano è segnato: non sarà più a Roma. Il centrocampista ha chiesto di andare via, vuole cambiare aria. La Lazio ha preso atto della richiesta, la situazione è caldissima, probabile che l’epilogo possa esserci già nelle prossime ore. Cinque giorni di ritardo, nessuna comunicazione, Matuzalem ha passato il segno, ha mandato su tutte le furie la Lazio, ha deluso i compagni e tifosi. Il ritardo, secondo indiscrezioni raccolte dalla redazione di Lalaziosiamonoi.it, è dovuto a un contrattempo “tecnico”. Matuzalem, già qualche giorno fa, si era accorto di essere stato derubato del suo portafoglio nel quale era contenuto anche il permesso di soggiorno. Francelino si è messo in moto tardi per riottenere il prezioso foglio, i tempi non sono brevi, doveva farlo prima. Senza il documento, Matuzalem non sarebbe stato accolto in Portogallo, paese nel quale avrebbe fatto scalo il volo prenotato dal centrocampista. Ostacolo che la Lazio è riuscita ad aggirare e oggi l’ex centrocampista del Saragozza è sbarcato nella Capitale. Chiare le sue parole al ds: alla Lazio non vuole più restare, ha deciso di vivere una nuova avventura. Tare non ha fatto una piega, ha preso atto della decisione del giocatore, ma non ci sarà nessuna rescissione (cosa che probabilmente era nelle intenzioni del giocatore). La Lazio non vuole rimetterci, ha intenzione di monetizzare e al giocatore verrà comminata una multa salata. Secondo quanto appreso dalla redazione de Lalaziosiamonoi.it, sulla scrivania di Lotito sono arrivate due offerte da due squadre italiane di alto livello, mentre l’agente del calciatore ha in mano la proposta di un club straniero. Top secret le società, ma il nome del Milan è quello che più di tutti è rimbalzato nelle ultime ore. Particolare da tenere in considerazione: se la Lazio dovesse cedere Matuzalem all’estero, liberebbe una casella da extracomunitario e Carrizo potrebbe così rimanere in Italia con il Pescara molto interessato al portiere. Le parti si raggiorneranno nei prossimi due-tre giorni, il giocatore brasiliano non andrà ad Auronzo e questo è segnale che indica come il caso si risolverà in tempi brevi. Sono ore bollenti, Minosse c’entra poco. Matuzalem e la Lazio sono ormai lontanissimi, quasi ex.

Fonte: Zappulla/Bava-Lalaziosiamonoi.it

lunedì 9 luglio 2012

Auronzo di Cadore - Famiglia laziale coinvolta in incidente stradale

Viaggiavano sulla strada, in un tratto rettilineo, che da Palus San Marco porta ad Auronzo di Cadore, in provincia di Belluno, quando sono finiti addosso a un albero in una scarpata laterale. Nella macchina c'era una famiglia romana composta da padre, madre e un figlio di sette anni. La madre è in gravi condizioni ed è stata trasportata dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore all'ospedale di Belluno.

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Padre e figlio sono stati invece condotti all'ospedale di Pieve di Cadore in ambulanza. Sul posto sono arrivati carabinieri, vigili del fuoco, Soccorso alpino di Auronzo che hanno estratto genitori e figlio, tutti e tre feriti, dall'abitacolo, per portarli sulla strada.

Fonte: romatoday.it



Aggiornamento ore 12:30


Nessuna delle persone coinvolte nell'incidente risulta essere in pericolo di vita. Lo si apprende dalle frequenze di Lazio Style Radio.

Aggiornamento ore 16:30

E' intervenuto - ai microfoni di Lazio Style Radio - Eugenio Fatone, capitano dei Carabinieri di Cortina D'Ampezzo che si sono occupati della vicenda: "L'incidente è avvenuto ieri (08/07/2012 ndr.) alle 15.00 nei pressi di Misurina, a causa di un guasto meccanico, che ha provocato l'uscita di strada del mezzo e l'impatto contro un albero. Ci sono stati danni alle persone: la signora è stata ricoverata con eliambulanza prima a Pieve di Cadore e poi a Belluno,  è in prognosi riservata ma non è in pericolo di vita. Il padre e la figlia (una bambina di 4 anni e non un maschietto di sette come detto precedentemente ndr) sono ricoverati a Pieve con prognosi di 40 e 10 giorni, ma stanno abbastanza bene"

Aggiornamento 11/07/2012
La notizia dell'incidente della famiglia romana diretta verso Auronzo di Cadore ha ovviamente destato attenzione e molta preoccupazione. Subito dopo le agenzie di stampa avevano rilasciato un dispaccio , in cui si riportavano alcuni dettagli che però, non corrispondevano effettivamente alla realtà dei fatti. Questo è ciò che emerso da una lettera inviata alla redazione di Lalaziosiamonoi.it da un familiare della famiglia rimasta coinvolta nell'incidente, il cui nome non sarà riportato per rispetto della privacy, ma soprattutto del momento di dolore che sta vivendo:
"Buongiorno, volevo precisare che le notizie a voi giunte in merito all'incidente non sono molto precise, io sono il fratello di ****** (il padre) che guidava l'auto. Lui ed il bambino di 4 anni hanno riportato danni relativamente gravi e guaribili in tempi normali, ma ****** (la madre) e' ancora in prognosi riservata con diverse fratture al volto ,e anche se lieve, una emorragia celebrale in corso. Scrivo queste parole solo per chiedere a chi e' credente di dire una preghiera per lei sperando che tutto si risolva nel migliore dei modi. Ringrazio tutte le persone che in questo momento ci sono vicine e scusate lo sfogo".

Laziolazio.blogspot.it si stringe ai familiari, augurando loro che tutto possa risolversi prima possibile e nel miglior modo possibile.

Ederson - il suo entusiasmo

E' l'ultimo e anche l'unico arrivato in casa Lazio e già sembra un veterano. In pochi giorni Ederson Honotato Campos si è integrato perfettamente nel gruppo. Ha modificato la sua immagine su Twitter (ora ha un'aquila) e con il suo ultimo Twitt fa trasparire tutto il suo entusiasmo, "Buongiorno a tutti.. Partendo per Auronzo! Dove faremo 20 giorni di ritiro. É un piacere essere con questo gruppo fantastico! Saluti".
 Cinque anni di corteggiamento ed è finalmente Ederson, lui quel brasiliano entusiasta pronto a prendersi la Lazio e far ricredere gli scettici

siti


Il Twitt di Ederson

venerdì 6 luglio 2012

Partito il viaggio in bicicletta della bandiera della Lazio

Foto: Lazialità
Come annunciato mercoledi 04/07/2012, oggi, dopo il radiuno dei giocatori della Lazio e dopo la conferenza stampa relativa alla presentazione della campagna abbonamenti 2012-2013, è iniziato il viaggio in bicicletta con la bandiera della Lazio da Formello ad Auronzo di Cadore.
Alessandro Bordieri, nato a Tivoli il 9 gennaio del 1965, Sottufficiale dell'Esercito Italiano, appassionato di Mountain Bike nonché tifosissimo della Lazio, comincia il suo viaggio verso Auronzo di Cadore. In sella alla sua bici, dopo aver ricevuto da Modibo Diakitè la bandiera biancoceleste, percorrerà circa 180 km al giorno nel tentativo di raggiungere il comune in provincia di Belluno proprio lunedì 9, giorno nel quale è previsto l'arrivo nella sede del ritiro della squadra capitolina.

Via alla campagna abbonamenti

Oltre al raduno a Formello dei giocatori della Lazio, oggi è stata la volta della presentazione della Campagna Abbonamenti per la stagione 2012/13. Una campagna partita in ritardo rispetto agli altri anni, sia per il protrarsi della querelle tra Lazio e Coni legata allo Stadio Olimpico, sia per l'attesa del via libera al "Home Card", il voucher che permetterà di seguire le partite casalinghe per chi non voglia sottoscrivere la Tessera Millenovecento. Lo slogan scelto per quest'anno è "Fieri dal 1900". A illustrare modalità, tempi e costi per gli abbonamenti ci ha pensato il responsabile Marketing della S.S. Lazio, Marco Canigiani. La campagna partirà ufficialmente mercoledì 18 luglio, con un periodo di prelazione per i possessori della Millenovecento fino al 28 luglio. Dal 30 luglio, invece, scatterà la vendita libera per tutti. La prima novità rispetto allo scorso anno è legata proprio al voucher casalingo, che non richiede l'obbligo di possedere la Millenovecento: "Fino a ieri c'erano dei limiti ben precisi. Abbiamo lavorato duramente per ottenere un via libera e ieri abbiamo avuto ufficialmente l'autorizzazione", ha spiegato Canigiani. Poi si è passati ai dettagli delle modalità previste per la sottoscrizione dell'abbonamento: "Per quanto riguarda la campagna abbonamenti, la società ha deciso, visti anche i tempi che corrono, di lasciare immutati i prezzi degli abbonamenti, a differenza di altre squadre. Tale scelta ci ha dato la possibilità di continuare con le nostre promozioni, che hanno avuto un ottimo riscontro: prima fra tutte il nostro fiore all'occhiello, l'abbonamento Cucciolone, che permette ai bambini sotto i 14 anni di accedere allo stadio con il pagamento di un euro simbolico. Circa il 50% dei bambini che passano dall'abbonamento Cucciolone a dover farne uno Under 16, decidono di acquistarlo. Si tratta quindi di un investimento che ci permetterà, col tempo, di avere una base solida di tifosi laziali, mentre c'è chi fa pagare anche tanto questa categoria". Canigiani ha quindi elencato anche i prezzi standard per i vari settori: "Curva 220 euro; Tribuna Tevere Laterale 550 euro; Tribuna Tevere Top 800 euro; Tribuna Monte Mario 900 euro; Tribuna d'Onore laterale sinistra 2.150 euro; Tribuna d'Onore Laterale destra e sinistra 2.500 euro; Tribuna d'Onore centrale 3.600 euro". Il responsabile Marketing ha poi illustrato le varie promozioni: "I vecchi abbonati possessori della Millenovecento avranno una riduzione sul prezzo d'acquisto. Poi c'è l'abbonamento donna, che la Lazio è stata la prima a lanciare, nel 2004. Quindi manteniamo la promozione per gli Under 16 e gli over 65". Illustrate anche le modalità di sottoscrizione degli abbonamenti: "I possessori della tessera Millenovecento, che hanno una tariffa agevolata, potranno caricare il titolo d'accesso direttamente sulla tessera; potranno acquistare l'abbonamento presso tutti i Lazio Style, presso le ricevitorie Lottomatica autorizzate, contattando il call center e, per la prima volta da quest'anno, potranno sottoscriverlo on line... Possono acquistare l'abbonamento anche coloro che, pur non avendo la tessera, intendono richiederla: potranno quindi acquistare l'abbonamento e contestualmente richiedere la tessera". Per acquistare il voucher casalingo che non prevede la Millenovecento, invece, "sarà necessario recarsi presso i Lazio Style o presso le ricevitorie Lottomatica Plus, il cui elenco verrà poi pubblicato". Per quanto riguarda, invece, il periodo di prelazione riservato ai possessori della Millenovecento, questo non sarà previsto, relativamente ai singoli posti, per gli abbonati della Monte Mario, "questo perché sono in atto dei lavori che modificheranno la struttura della Tribuna d'Onore e di quella Autorità, che andranno a occupare gli spazi prima dedicati alla Monte Mario - ha chiarito Canigiani -. Ciò colpisce purtroppo circa 1.200 abbonati, il cui vecchio posto sarà inglobato nella nuova Tribuna d'Onore. Perciò abbiamo deciso di non dare il diritto di prelazione a nessuno, perché ci sembrava giusto non penalizzare nessuno e ricominciare da zero. Ci sarà quindi la prelazione per i vecchi abbonati Monte Mario per il settore, ma non per il singolo posto". Il responsabile Marketing ha quindi sottolineato una differenza tra l'abbonamento accompagnato dalla Millenovecento e il voucher elettronico: "Il voucher è un titolo personale, non può essere ceduto per le singole partite a un'altra persona, come invece è possibile fare con la Millenovecento".