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venerdì 8 giugno 2012

Esclusione dalle Coppe - come funziona?

 Nel marasma generale provocato dallo scandalo calcioscommesse, una domanda che molti tifosi biancocelesti si fanno è: "Se la Lazio dovesse venire penalizzata in classifica, verrebbe esclusa anche dall'Europa League?". La linea della Uefa, come è noto, è di principio molto netta: l'articolo 2, comma 7 del regolamento dell'Europa League, prevede che, per essere ammessa alla competizione, una squadra "non deve essere stata coinvolta direttamente e/o indirettamente in alcuna attività mirata a combinare o influenzare il risultato di una partita a livello nazionale o internazionale". Oltretutto, il massimo organismo europeo può riservarsi il diritto di escludere anche quei club che non siano stati puniti dalle rispettive Federazioni, ma sui quali le indagini svolte dalla stessa Uefa ne abbiano accertato il coinvolgimento. Il comma 3 dell'articolo 50 dello statuto Uefa, tuttavia, recita: "L’ammissione alla competizione di un membro o di un club, direttamente o indirettamente coinvolto in attività tesa a organizzare o influenzare il risultato di un incontro a livello nazionale o livello internazionale, può essere respinta con effetto immediato, fatte salve eventuali misure disciplinari". Il che, come sottolineato nei giorni scorsi dall'avv. Mattia Grassani - esperto di diritto sportivo e legale del Napoli Calcio -, sta a significare che il divieto di accesso alle competizioni europee necessita di una valutazione caso per caso. A tal proposito, nell'edizione odierna della Gazzetta dello Sport un'intervista al segretario generale dell'Uefa Gianni Infantino, il numero due europeo dopo Michel Platini, prova a fare chiarezza su questi intricati punti. Infantino si rivela molto preoccupato per quanto sta accadendo in Italia, anche se "le scommesse non sono un fenomeno soltanto italiano, vanno prese con serietà". Il segretario riserva i propri complimenti a "magistrati e federazione: non è facile agire con fermezza", sottolineando come il nostro Paese, secondo l'Interpol, il migliore al mondo nella lotta a questa piaga: "Perché c'è una legge dello Stato. L'Uefa chiede che la frode penale in campo sportivo sia legge: il che consente a magistrati e federazioni di lavorare assieme e applicare sanzioni penali e sportive. Le partite truccate non sono doping, non basta un esame medico: qui c'è di mezzo la criminalità, serve la polizia". Le norme Uefa prevedono, come detto, che una squadra coinvolta direttamente o indirettamente venga esclusa dalle competizioni europee; ciò secondo Infatino serve a "garantire un'uniformità di giudizio in Europa. Altrimenti sa cosa poteva accadere? Dentro le coppe club di federazioni che controllano male, fuori invece squadre di federazioni che fanno il loro dovere. Tutti sanno: se un club è coinvolto direttamente o indirettamente, deve essere escluso". Tale punizione può essere inflitta anche in assenza di provvedimenti federali: "La Disciplinare può analizzare un caso e non iscrivere un club perché lo considera coinvolto. Comunque senza giocatori e/o arbitro una gara non si può truccare, il club va valutato a parte". Il club coinvolto, tuttavia, può rivolgersi alla Disciplinare per tutelare la propria posizione e preservare l'accesso alle coppe europee: "Ogni club deve dichiarare per iscritto di non aver partecipato ad alcuna manipolazione di gare. Se questo succede, va alla Disciplinare. Che può decidere subito o aver bisogno di tempo". In concreto, le due ipotesi porterebbero alla situazione illustrata da Infantino: "Se la responsabilità è accertata subito, niente iscrizione. Se le indagini sono più lunghe, può partecipare sub-judice ed essere escluso a torneo in corso: è appena successo ai greci del Volos. Erano nelle coppe, poi la federazione li ha penalizzati di 10 punti e noi li abbiamo esclusi. Se infine le indagini sono lunghissime, la penalizzazione può essere inflitta l'anno dopo". Le norme Uefa, quindi, parlano chiaro, ma poi ogni decisione è condizionata dai tempi delle indagini e, soprattutto, "ogni caso va valutato singolarmente". Infantino, infine, conferma la linea di Platini, che chiede la radiazione anche per i tesserati rei di aver omesso denuncia: "Abbiamo già squalificato a vita due arbitri che sono stati contattati e non hanno denunciato il fatto. In Italia è diverso e rispettiamo le regole interne, però la nostra politica è: tolleranza zero".

FONTE: LALAZIOSIAMONOI

mercoledì 30 maggio 2012

La Uefa avverte la Federcalcio. Niente Coppe per chi è coinvolto nello scandalo.

L'Italia avrà tempo fino al 25 luglio per decidere chi dovrà essere iscritto alle competizioni europee per il prossimo anno, questa è la data stabilita a Nyon. La Uefa dichiara tolleranza zero, sta seguendo da vicino lo scandalo che ha investito il calcio italiano e ha tutta l'intenzione di far pagare chi ha sbagliato. Le norme dell’Uefa sono chiare, non c’è spazio nelle competizioni europee per squadre che sono invischiate negli scandali, si legge nell'edizione odierna del Corriere dello Sport. L’articolo 2 comma 4 punto g) del regolamento della Champions recita, ad esempio, che «Il club non deve essere stato implicato, direttamente o indirettamente, in alcuna attività mirata ad alterare o influenzare il risultato dei una gara a livello nazionale o internazionale», ma dovrà essere la Federcalcio guidata dal presidente Abete a escludere dalla competizioni le squadre implicate. L’Uefa nutre «piena fiducia» nelle decisioni che la Federcalcio prenderà tanto che a Nyon si dicono sicuri che «la lista che sarà consegnata all’Uefa comprenderà solo squadre perfettamente abilitate a partecipare alle nostre competizioni».

FONTE: TUTTOMERCATOWEB