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martedì 31 luglio 2012

Rassegna Stampa - Corriere dello Sport

Era il giorno della presentazione ufficiale delle nuove maglie, prima dell'inizio della seconda fase del ritiro estivo che prenderà il via stasera a Fiuggi, e in tanti, circa tremila tifosi, hanno salutato la Lazio targata Vladimir Petkovic e Macron. Per l'azienda d'abbigliamento bolognese, che vestirà la società capitolina per le prossime cinque stagioni, oggi si trattava di un debutto e, dalla risposta ricevuta dai supporter che riempivano la tribuna del campo all'interno del centro sportivo di Formello, sembra aver colto nel centro.

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LE MAGLIE - Le tre maglie, infatti, sembrano soddisfare i gusti dei tifosi laziali, solleticando i bei ricordi della storia ultracentenaria del club. La prima maglia, quella per le partite casalighe, si lega alla tradizione della società presentando il classico colore celeste, l'aquila sul petto, il colletto bianco e, sotto, la scritta S.S. Lazio 1900. In quella per le trasferte, invece, è il nero il colore dominante rotto da una banda orizzontale celeste. La terza maglia ricorda poi quella utilizzata fuori casa nella stagione dello scudetto degli anni '70. "Con la Puma è stato un matrimonio fantastico durato ben14 anni, che ci ha dato tantissimi successi. Con la Macron iniziamo un nuovo percorso e abbiamo cercato di creare un prodotto innovativo ma che ricordi il più possibile la nostra storia e le nostre tradizioni. Sempre con lo stile e l'eleganza che ci contraddistingue", ha riconosciuto il responsabile del marketing Marco Canigiani, in conferenza stampa prima che l'intera rosa indossasse il lavoro degli ultimi mesi dinanzi ai supporter. "Speriamo di vincere con questa maglia addosso tante partite", è il coro unanime dei calciatori biancocelesti anche oggi acclamati dai propri tifosi. Soprattutto Miroslav Klose, che dal pomeriggio si è aggregato ufficialmente al gruppo dopo le vacanze post-Europeo. 



LOTITO - Poi a Formello ha fatto il suo arrivo anche il presidente Claudio Lotito che non ha tradito le sue doti di oratore. Il patron ha parlato di tutto: dalle nuove maglie - "abbiamo fatto un buon lavoro. Con Macron possiamo creare un polo di riferimento, di moda, tendenza e vita quotidiana-, al mercato biancoceleste. "La Lazio è già competitiva e l'ha già dimostrato negli ultimi due campionati - ha sottolineato - e quest'anno non abbiamo venduto nessuno anche se ci sono arrivate diverse richieste". Lotito, però, non si è sbilanciato sui prossimi arrivi. "Non devo fare annunci sul giornale, non siamo piazzisti, ma sappiamo dove indirizzare i nostri sforzi", ha assicurato. Il presidente non si è mostrato neppure spaventato dal doppio passo falso con Siena e Torino con cui si è concluso il ritiro di Auronzo di Cadore. "Sembra sia successa un'ecatombe - le sue parole - La squadra deve essere consapevole delle proprie potenzialità. Petkovic? Non è mago Zurlì. Ha una massa di giocatori importanti e deve capire quali impiegare. Se compro deve essere qualcuno superiore ai giocatori che già ci sono", ha poi ribadito.


Fonte: Corriere dello Sport

martedì 5 giugno 2012

Mauri si rifugia nella sua Monza.

RASSEGNA STAMPA- GAZZETTA DELLO SPORT





La sagoma elegante di Stefano Mauri compare in fondo al piazzale del carcere di Cremona quando mancano dieci minuti alle nove e il sole è già calato. Ha addosso una felpa nera con gli inserti in pelle e porta in spalla una sacca di cuoio. Il viso è disteso, quasi sorridente. Lo stato d’animo magari no.[.....]  E non sarà facile, visto che il gip Salvini ha disposto per Mauri gli arresti domiciliari. «Non posso parlare», ripete Mauri davanti alle telecamere delle tv, schierate all’ingresso da quasi tre ore. Fuori, ad aspettarlo, c’è Tiziano Gonzaga, suo storico procuratore, il quale lo segue da quando il calciatore brianzolo aveva 17 anni e giocava in Eccellenza nel Brugherio, sognando la carriera che poi ha fatto con Modena, Brescia, e soprattutto Lazio, prima di venire travolto dallo scandalo. [....]
Il centrocapista, accusato delle presunte combine di Lazio-Genoa e Lecce-Lazio, assieme al vecchio amico Alessandro Zamperini e con la regia degli Zingari, ha chiesto di trascorrere il periodo dei domiciliari a Monza, nella casa dei genitori Pietro e Rossella, pensionati. Ora gli avvocati Melandri e Buceti sono pronti a presentare ricorso, prima del processo sportivo atteso in estate. Mauri, che a Cremona ha fornito una versione considerata «scarsamente plausibile e costruita a posteriori», rischia una squalifica pesante.
[.....] Prima di lui erano usciti Matteo Gritti, che si è stretto in un lungo abbraccio con la moglie; Ivan Tisci, che non aveva nessuno ad aspettarlo e si è allontanato a piedi da solo; il genoano Omar Milanetto, anche lui atteso dalla moglie. Per Gritti e Milanetto il gip ha ordinato gli arresti domiciliari, per Tisci l’obbligo di firma due volte alla settimana. In carcere resta solo il sampdoriano Cristian Bertani, che si è avvalso della facoltà di non rispondere ma potrebbe essere sentito a breve da Di Martino.
(ceniti-perna)

Ederson italiano, stretta su Yilmaz, domani Petkovic

Rassegna stampa: IL TEMPO

Domani è il giorno di Vladimir Petkovic. Il tecnico bosniaco torna oggi nella Capitale e si prepara alla presentazione ufficiale al mondo Lazio, che si svolgerà il giorno seguente a Formello alle ore 15. C’è grande attesa di scoprire un allenatore in arrivo dal Sion, poco conosciuto dalla tifoseria biancoceleste, ma di cui già sono state svelate le principale caratteristiche: Petkovic è un duro, che va scovare i giovani per poi crescerli, come ha fatto con Lulic, che si appunta sul quaderno i minini dettagli tecnico-tattici delle sue squadre e di quelle che deve battere. Domani lo conosceremo.Sarà presentato assieme al suo staff (ieri Tare è volato da Antonio Manicone per chiudere l’accordo: sarà l’allenatore in seconda). E così, in attesa, di scatenare i flash dei fotografi sul nuovo volto della Lazio, tiene ancora banco il calciomercato. La notizia positiva è che da ieri Ederson ha un passaporto italiano. Un dato che lo avvicina sempre più alla Lazio, del resto come dice il suo procuratore, Antonio Caliendo, «siamo a buon punto, s’attende l’ultima parola del club biancoceleste». Soprattutto, s’attende la conferma di Petkovic: Ederson è un fantasista e il tecnico ha gà fatto capire che Zarate (altro fantasista) non si adatterebbe bene al gioco della sua Lazio. Continua, invece, il pressing su Yilmaz: l’attaccante turco è seguito passo passo dalla società biancoceleste e Tare potrebbe chiudere l’affare a giorni, quando il procuratore del giocatore arriverà a Roma. E mentre si attende l’ufficialità di Breno, restano in piedi le ipotesi El Kaddouri, nome già tra i pensieri della dirigenza laziale quattro mesi fa, quella di Balzaretti e spunta Marko Blasa. La Lazio potrebbe incontrare nei prossimi giorni il procuratore del difensore montenegrino. C’è, infine, un altro nome che stuzzica la dirigenza. È quel Pazzini che si adatterebbe bene agli schemi di Vlado.
(Fab. Per.)

giovedì 31 maggio 2012

La tentata frode di Gianello

Matteo Gianello
Rassegna Stampa - La Repubblica
Ora rischia il deferimento anche il Napoli. Dieci
giorni dopo il successo in Coppa Italia, l’indagine sul calcioscommesse si chiude
con l’avviso nei confronti dell’ex terzo portiere, Matteo Gianello, e dell’ex centrocampista del Chievo Silvio Giusti, accusati di frode sportiva per aver tentato, senza successo, di combinare a favore della Sampdoria il risultato di Samp-Napoli del 16 maggio 2010, poi terminata 1-0. L’inchiesta condotta dai pm Antonello Ardituro, Stefano Capuano, Danilo De Simone e Vincenzo Ranieri con il procuratore aggiunto Giovanni Melillo ha passato ai raggi x il Napoli e suoi giocatori più rappresentativi.
Dopo intercettazioni, perquisizioni, sequestri e interrogatori sono emersi elementi ritenuti utili a  sostenere l’accusa solo per quella gara. Quanto basta però per far temere un coinvolgimento
della società a titolo di responsabilità oggettiva e, in caso di sanzione, l’esclusione dall’Europa League come previsto dalla normativa Uefa. A parte Gianello, non ci sono tesserati del Napoli sotto inchiesta. Rischiano però l’omessa denuncia Paolo Cannavaro e Gianluca Grava, indicati da Gianello (ma i due negano) come destinatari dell’offerta subito rifiutata.
I pm, che indagano ancora sull’ipotesi di associazione per delinquere, hanno inviato gli atti alla
Procura federale. Con riferimento ad altre sei partite, Napoli-Parma 2-3 del 10 aprile 2010, (quella con il boss Antonio Lo Russo a bordo campo) Lecce-Napoli 2-1 e Brescia-Catania 1-2 dell’8 maggio 2011, Napoli-Inter 1-1 e Catania-Roma 2-1 del 15 maggio 2011 e Palermo-Chievo 1-3 del 22 maggio 2011, la Procura ha chiesto l’archiviazione per Gianello, Giusti e altri 11 indagati, fra i quali i fratelli Michele e Federico Cossato e il giornalista Gianluca Di Marzio. Dalle indagini emerge il quadro di ex giocatori,
in particolare del Chievo come Gianello, i Cossato e Giusti, che «si tenevano in costante e vertiginoso
rapporto telefonico» per acquisire informazioni sulle partite o «verificare la possibilità di orientare risultati o alterare i risultati ». Ad esempio due giorni prima di Lecce-Napoli 2-1 dell’8 maggio 2011, Gianello dice a Giusti: «Siamo messi male, si va in guerra». Vale a dire, chiosa il pm, «nessun accordo, la partita verrà giocata regolarmente». Un «approccio compulsivo» alle scommesse, scrive la Procura. Il solo Michele Cossato ha ammesso di giocare 50 mila euro a settimana. Interrogato il 15 giugno 2011, Gianello si è difeso affermando di non aver mai scommesso. Ma ha ammesso di aver offerto, su richiesta di Giusti, «alcune decine di migliaia di euro» per agevolare il successo della Samp che, con
quella gara, entrò in Champions. «Mi rivolsi a Paolo Cannavaro e Grava — si legge nel verbale — mi
diedero immediatamente e con estrema decisione una risposta negativa. Dall’espressione dei loro
volti compresi che erano visibilmente risentiti». Ricostruzione smentita dai due. «L’avrei ritenuta
di una gravità inaudita», ha detto Cannavaro ai magistrati, aggiungendo di non ricordare neppure «battute scherzose circa il fatto che “fossimo già in vacanza”.
Non vi avrei dato alcun peso, vista la serietà che mi contraddistingue».

Lotito-Coni oggi l'accordo.

Claudio Lotito
Oggi, salvo sorprese, il Presidente della Lazio, Claudio Lotito, dovrebbe siglare l'accordo con il CONI alla presenza del segretario generale Pagnozzi, per l'utilizzo dello stadio Olimpico nella prossima stagione.
La Lazio pagherà, per l'affito, 3 milioni di euro.
Non solo l'accordo per lo stadio - scrive Magliocchetti su Il Messaggero -, Lotito aspetta risposte anche dal Tar per il suo ricorso sulla sospensione dalla carica di consigliere federale conseguente alla squalifica per calciopoli.
L'Alta Corte di Giustizia del Coni aveva dichiarato illegittimo il ricorso di Lotito.
Il presidente della Lazio attende una risposta dal Tar a giorni, sostiene che il provvedimento dell'Alta Corte sia inammissibile e sollecita la condanna della Figc al risarcimento danni da 250 mila euro.

Dalla Caritas ai preliminari di Champions League

Vladimir Petkovic
RASSEGNA STAMPA – IL CORRIERE DELLO SPORT




E’ alto un metro e novanta, ha gli occhi azzurri. Trasmette personalità. Incute rispetto, non timore. E’ riservato, non burbero. Ama poco i riflettori, ma è disponibile: gentilezza, educazione. Un signore, in campo e fuori.[...]
 Difensore centrale o mediano davanti alla difesa, era difficile vederlo litigare o discutere durante una partita. Nel 1985 si laureò campione di Jugoslavia con l’Fc Sarajevo. Due anni più tardi, anche a causa del conflitto etnico, si trasferì nella Svizzera tedesca. [...]
S’è guadagnato tutto da solo e ha sempre avuto l’umiltà di mettersi in discussione. «Non pensavo potesse crescere così tanto» ha confessato Antonio Esposito, suo giocatore ai tempi del Lugano. Ex centrocampista di Basilea, Saint Etienne e Grasshoppers, una comparsata nel campionato italiano con il Cagliari nel 2000-01. Sino a sei anni fa, Petkovic non poteva vivere solo di calcio e faceva il doppio lavoro. Era dipendente della Caritas di Lugano. Raccoglievano mobili e vestiti per chi ha bisogno. Vlado si occupava della parte amministrativa, riuscendo a farci entrare anche il calcio. Il suo Bellinzona, per aspettare il mister, non si allenava mai prima delle sei di sera.
Bosniaco di nascita, Petkovic compirà 49 anni il 15 agosto. Possiede passaporto croato e ha acquisito la cittadinanza svizzera. Parla l’italiano con un accento slavo che fa sorridere i giocatori. «Ogni tanto lo imitano. E’ un mister di poche parole, molto diretto e sereno nei rapporti, sa gestire il gruppo. Non ricordo di averlo mai visto discutere con uno di noi» ha aggiunto Esposito. Petkovic parla diverse lingue, è pronto a confrontarsi e spiegarsi con tutti i suoi giocatori. Conosce bene anche il tedesco, il francese e lo spagnolo. E’ un poliglotta. Fuori dal campo, come Reja, è legatissimo alla famiglia. Da zia Livia a Formello passeranno alla signora Ljiljana. Vladimir ha due figlie: Ines, di 22 anni, studia all’università di Zurigo. [...]
E’ stata una carriera in costante ascesa, l’unico stop in Turchia. I suoi successi sono cominciati con il Malcantone Agno, trascinato dalla prima divisione alla Challenge League (serie B) e ai quarti di finale della Coppa Svizzera. Alla guida del Bellinzona ha scoperto Lulic e ha conquistato una promozione in Axpo League prima di affermarsi con lo Young Boys, dove è esploso. Per due stagioni di fila (2008/09 e 2009/10) ha sfiorato il titolo, piazzandosi per due volte al secondo posto in Axpo League. Il record di 150 punti in due campionati. Le vittorie storiche con Tottenham e Fenerbache nei preliminari di Champions; con Stoccarda, Getafe e lo Zenit di Spalletti (che gli fece i complimenti) in Europa League.

La Lazio di Petkovic

Vladimir Petkovic
Rassegna Stampa - IL TEMPO

Tre-quattro-due-uno. Sarà questa la Lazio di Vlado Petkovic. Le basi per la nuova stagione sono già state poste due settimane fa, quando il tecnico di origine croata sponsorizzato dal direttore sportivo biancoceleste Igli Tare ha avuto modo di conoscere personalmente il presidente Claudio Lotito. Nell’occasione si è parlato molto delle idee tattiche dell’allenatore e dell’organico che la società vorrebbe mettere a sua disposizione. Per quanto riguarda lo schieramento in campo, Klose sarà l’unico terminale offensivo della squadra. Alle spalle del tedesco agirà la coppia di fantasisti brasiliani Hernanes ed Ederson. L’allenatore ha grande considerazione dell’ex giocatore del San Paolo arrivato alla Lazio nell’estate del 2010. Anche Ederson è accompagnato da una buonissima fama, conquistata a suon di gol e di splendide giocate prima con la maglia del Nizza e successivamente con quella del Lione. La Lazio di Petkovic avrà quattro centrocampisti in mezzo al campo, con Lulic – vecchia conoscenza dell’allenatore dai tempi dello Young Boys – chiamato a ricoprire la corsia di sinistra. In mezzo ci saranno due mediani, mentre Konko agirà sulla fascia destra. Poi la difesa a tre, schierata davanti al portiere Marchetti. L’allenatore porterà con sé uno staff di tre persone, tra cui quasi sicuramente un tattico e un preparatore atletico. Come vice potrebbe essere promosso Simone Inzaghi, nella passata stagione alla guida della squadra Allievi. L’ex centravanti del secondo scudetto biancoceleste è tenuto in grande considerazione dai dirigenti che vorrebbero offrirgli un incarico di prestigio. Ieri Inzaghi ha avuto un lungo colloquio con il diesse Igli Tare e con il segretario Armando Calveri. I tre hanno continuato a parlare anche durante il pranzo consumato in un ristorante nelle vicinanze del centro sportivo di Formello. Ma il ruolo tecnico accanto a Petkovic potrebbe anche essere ricoperto da Alberto Bollini, altro candidato eccellente che sta disputando per l’ennesima volta i play-off scudetto. La bontà del lavoro del tecnico della Primavera è sotto gli occhi di tutti, tanto che anche lui potrebbe essere in odore di promozione. Il terzo incomodo si chiama Angelo Crialesi, ormai da anni nello staff tecnico della prima squadra. Intanto, sul fronte societario, entro pochi giorni il Tar del Lazio pronuncerà la sentenza sul ricorso amministrativo con il quale il presidente della Lazio, Claudio Lotito, contesta la sospensione da Consigliere federale decisa dopo la sua condanna nell’ambito del processo Calciopoli. Ieri il ricorso è stato discusso davanti alla III sezione del Tribunale amministrativo; i giudici si sono riservati di pronunciarsi. La vicenda richiamata nel ricorso ha come riferimento iniziale la sentenza con la quale l’8 novembre scorso Lotito è stato condannato dal Tribunale di Napoli a un anno e tre mesi di reclusione per frode sportiva (la sentenza è stata comunque appellata). A febbraio scorso Lotito è stato sospeso dalle cariche federali, con l’Alta Corte di Giustizia Sportiva del Coni che ha dichiarato il suo ricorso inammissibile e infondato. Davanti al Tar, il presidente della Lazio non solo sostiene l’illegittimità del provvedimento dell’Alta Corte, ma anche sollecita la condanna della Federcalcio al risarcimento dei danni, quantificati in 250 mila euro.

FONTE: SIMONE PIERETTI IL TEMPO

mercoledì 30 maggio 2012

Petkovic sbarca a Roma. Oggi la firma con la Lazio

Vladimir Petkovic
Rassegna Stampa Corriere dello Sport
 
Guadagnerà 600 mila euro. Non vede l’ora di iniziare la nuova avventura, sognava una chance italiana.

È atteso a Roma, sbarcherà stamane nella Capitale, incontrerà Lotito e Tare: per lui c’è un contratto di due anni a circa 600 mila euro. Non strapperà un accordo milionario, lo accetterà lo stesso perché la Lazio è l’occasione della sua vita. Inizia l’era di Vladimir Petkovic, allenatore bosniaco con passaporto croato e svizzero. È l’uomo scelto dal diesse Tare per la nuova Lazio, è l’uomo che ha convinto Lotito dopo un colloquio segreto nei giorni scorsi. Incontrerà nuovamente i dirigenti, a meno di clamorose sorprese si legherà al club per due anni. Petkovic non si farà intimorire dal caso scommesse, sognava un’esperienza in Italia, nessuno gli aveva mai dato fiducia, ci ha pensato la Lazio. I dirigenti lo aspettano per mettere nero su bianco. L’annuncio è atteso nelle prossime ore.

Mauri fa il difensore e ha fretta di parlare.

Rassegna stampa Gazzetta dello Sport

Stefano Mauri sarà interrogato dal gip Guido Salvini oggi alle 16. Il vice-capitano della Lazio ha fretta di incontrare i magistrati «per rispondere a tutte le domande. La nostra  strategia difensiva? La comunicheremo dopo che sarà stato ascoltato dal gip». Attorno a questa frase della difesa del calciatore è nato un giallo. Per alcune ore si era diffusa la voce che il centrocampista fosse pronto a fare alcune ammissioni e che questa sua disponibilità fosse stata anticipata proprio a Salvini per ottenere un anticipo dell’interrogatorio. In realtà, sembra che non ci sia stato alcun tipo di accordo. Mauri, da quando si trova in carcere, ha letto ogni parte dell’ordinanza di custodia cautelare che lo riguarda.

giovedì 17 maggio 2012

Reja saluta, ecco Di Matteo.

Rassegna Stampa - Corriere dello Sport.

Reja ha già dato l’addio alla Lazio. Ci ha pensato una notte, era uscito deluso dall’incontro con la società avvenuto martedì pomeriggio, ieri mattina ha comunicato la propria decisione a Lotito via telefono. Non ci sono i presupposti per proseguire. Si trovava a Formello, ha svuotato il suo ufficio, costruito vicino agli spogliatoi.

Cinque motivi per separarsi da Edy Reja.

Rassegna Stampa IL TEMPO.

Premessa d'obbligo: Reja merita massimo rispetto da parte dei tifosi della Lazio per una salvezza miracolosa e due campionati di vertice seppure senza la ciliegina sulla torta, ovvero la Champions League a lungo inseguita e poi sfiorata.

mercoledì 16 maggio 2012

LOTITO pronto a rinnovare. Ma ora è REJA ad avere dubbi.

Edoardo Reja
Rassegna stampa - Gazzetta dello Sport.

L’atteso vertice tra il tecnico e il presidente Lotito si è chiuso ieri con una fumata grigia. Il rinnovo resta probabile, ma servirà quantomeno un altro incontro tra le parti.
La novità delle ultime ore è che i dubbi, che fino a qualche settimana fa erano tutti della società, sono ora quasi esclusivamente del tecnico. Nel corso del vertice svolto nel tardo pomeriggio di ieri a Formello Lotito (con lui c'era pure il d.s. Tare) ha infatti manifestato a Reja l’intenzione di proseguire almeno per un altro anno il rapporto. E’ stato l’allenatore a chiedere una pausa di riflessione. Le parti torneranno dunque a vedersi nel fine settimana. Il goriziano è ancora profondamente deluso per l’esito di un campionato che, come un anno fa, ha visto la sua Lazio fallire per un niente il traguardo Champions. Teme, Reja, che un ciclo si sia chiuso e che non sarà facile ripartire. Pesano poi sui tentennamenti pure le ruggini di una stagione che lo ha visto spesso in conflitto con ambiente e società. Lotito e Tare aspetteranno senza problemi. Le alternative sono Zola e Di Matteo. Poi c’è anche l’ipotesi Gasperini, vecchio pallino di Lotito. Sfuma invece la pista Pioli, che è vicinissimo al rinnovo col Bologna.

Yilmaz - pronta l'offerta

Burak Yilmaz
Rassegna Stampa - Corriere dello Sport.

Sei milioni di euro per Burak Yilmaz, centravanti del Trabzonspor, 32 gol in 30 partite, capocannoniere del campionato turco. Compirà 27 anni il 15 luglio. E’ alto un metro e 88. Il ds Tare lo sta seguendo da sei mesi, è la sua prima scelta per rinforzare l’attacco biancoceleste: nei suoi piani può giocare in alternativa o accanto a Klose, dipenderà dal modulo prescelto.  Potrebbe essere accostato a Benzema e Vieri, ma solo per rendere l’idea. Lo scorso anno Yilmaz aveva realizzato 19 gol con il Trabzonspor che lo ha aiutato a rilanciarsi dopo stagioni decisamente deludenti.
Il contratto di Burak Yilmaz con il Trabzonspor scade il 30 giugno 2015. Secondo fonti vicine al club turco, il suo cartellino verrebbe trattato sulla base dei 5 milioni di euro. Il Trabzonspor, però, chiederebbe il 25% dell’introito su un’eventuale futura cessione dell’attaccante.
In attacco poi la Lazio dovrà valutare anche la posizione di Mauro Zarate, sotto contratto sino al 2014. L’Inter ha comunicato all’argentino che non verrà riscattato, almeno alle cifre stabilite la scorsa estate. Moratti potrebbe acquistarlo solo pagando 4-5 milioni di euro. Poco, troppo poco. Così la Lazio sta meditando e sembra intenzionata, in mancanza di altre offerte allettanti (blando interesse di Valencia e Siviglia), a riportarlo in organico. Zarate completerebbe l’attacco con Klose, Rocchi e Yilmaz (o un altro acquisto). Alfaro verrà ceduto in prestito. Resta da stabilire il destino di Kozak.

martedì 15 maggio 2012

La panchina è un rebus.

Edoardo Reja
Rassegna Stampa - IL TEMPO

Incertezza sul nome del tecnico che guiderà la squadra. Zola, Mazzari, Di Matteo e Gasperini insidiano Reja.

Niente da fare, si lavora per risolvere il rebus panchina ma Lotito aspetta come è solito fare nei momenti delle scelte strategiche. Ascolta molti pareri, valuta l'umore della squadra e dei suoi collaboratori prima di scegliere a chi affidare la nuova Lazio. Che poi sarà un riedizione della vecchia visti anche i rinnovi di contratto di Brocchi, Biava, Bizzarri e Scaloni, però c'è la volontà di aspettare ancora qualche giorno prima di decidere.

Scaloni - «La Lazio è casa mia»

Lionel Scaloni
Rassegna Stampa – Il Corriere dello Sport -

Vuole restare, ama la Lazio, meriterebbe un premio per quanto fatto quest’anno. Ha giocato a destra, a sinistra, da centrale, ha giocato a tutto campo, col cuore: «Parlerò con Lotito e Tare in settimana, vediamo cosa succederà. Sono in scadenza di contratto, ho qualche offerta fuori dall’Italia, ma non ho firmato con nessuno. Io qui sto bene, si potrebbe trovare un accordo anche per il futuro, per continuare a lavorare in società. Per altri due anni però vorrei continuare a giocare» . Scaloni non ha voglia di smettere, compirà 34 anni domani, sogna un regalo da Lotito. Cosa? Il rinnovo del contratto.

Idea Di Matteo.

Roberto Di Matteo
 Rassegna Stampa "Il Messaggero"

Ora nella testa di Lotito spunta un’idea: Roberto Di Matteo, finalista di Champions League con il Chelsea e soprattutto ex laziale. L’attuale tecnico del Chelsea sarebbe in piena corsa con Zola (e forse ancora con Reja) per la panchina biancoceleste. La notizia rimbalza direttamente dall’Inghilterra. Da quando sono cominciate a circolare le voci di un suo possibile addio anche in caso di vittoria della Champions League, persone vicine a Claudio Lotito e allo stesso manager del club londinese (Federico Pastorello?) si sono subito attivate per proporlo al patron laziale.

venerdì 11 maggio 2012

Keita ancora a segno, ma non basta. Primavera eliminata dal Livorno

LIVORNO: Sannino, Galli, Diana (1′ st Frati), Scannadinari (20′ st Bedini), Valentini, Gonnelli (29′ st Carani), Menicagli (22′ st Bartolini), Colombi, Mairoana (26′ st Serri), Di Giuseppe, Gioè. A disp: Serri, Cappellini. All. Cei
LAZIO: Scanfagna, Ilari, Salustri, Serpieri, Filippini (17′ Mosciatti), Crescenzi (18′ st Fagioli), Vivacqua (13′ st Keità), Cataldi (13′ st Cilfone), Barreto, Crecco (34′ st Denè), Emmanuel (43′ st Andreoli). A disp: Silvagni, De Francesco, Monteforte. All. Bollini
ARBITRO: De Francesco di Lucca
MARCATORI: 10′ st Menicagli (Li), 16′ st Maiorana (Li), 45′ st Keità (La)
ESPULSI: 17′ pt Scanfagna (La), 19′ st Salustri (La).
AMMONITI: 25′ pt Valentini (Li), 20′ st Menicagli (Li), 36′ st Serri (Li).

Carrizo resterà rosazzurro

Juan Pablo Carrizo
RASSEGNA STAMPA – IL CORRIERE DELLO SPORT Carrizo resterà a Catania. I siciliani a gennaio lo hanno acquisito in prestito con diritto di riscatto, possono fare valere l’opzione versando due milioni di euro nelle casse di Lotito. Lo faranno, hanno dato garanzie ai biancocelesti. [...] La Lazio ci perderà comunque tanti soldi, acquistò Carrizo per oltre 7 milioni di euro. A Roma ha totalizzato solo 26 presenze, dopo il suo arrivo fu bocciato, col tempo gli soffiò il posto Muslera, eppure arrivò con l’idea di raccogliere l’eredità di Peruzzi. La sua carriera ha vissuto momenti difficili: è finito in prestito al Real Saragozza, al River Plate e quest’anno al Catania.

Fonte: LAZIONEWS

giovedì 10 maggio 2012