venerdì 3 agosto 2012

Difensore centrale - Spunta il serbo Rajković

La Lazio è ancora in cerca di un difensore centrale. Dopo Breno, è quasi sfumato anche l’acquisto di Xandao, il brasiliano non ha convinto la dirigenza biancoceleste. In casa Lazio si cerca il rinforzo giusto, un elemento di qualità, che vada a rinforzare il reparto arretrato. Nelle ultime ore, secondo indiscrezioni raccolte dalla redazione de Lalaziosiamonoi.it, nelle segrete stanze di Villa San Sebastiano è spuntato il nome di Slobodan Rajković, difensore centrale serbo, classe ’89, in forza all’Amburgo. Rajković negli ultimi due anni ha giocato pochissimo (16 presenze - 1 gol) e in questa sessione di mercato lascerà sicuramente il club tedesco. Vanta anche dieci presenze con la nazionale serba, l’ultima risale allo scorso 31 maggio (Francia-Serbia 2-0). Purtroppo negli ultimi anni due gravi infortuni hanno frenato la sua crescita e il prezzo del cartellino è calato notevolmente: adesso si può acquistare per una cifra inferiore ai 2 milioni di euro. Però, ci sarà da battere la concorrenza di due club spagnoli e di diversi club inglesi, che nelle ultime settimane hanno già chiesto informazioni all’Amburgo.

Fonte: Francesco Ponticiello - Lalaziosiamonoi.it

giovedì 2 agosto 2012

Galatasaray-Lazio

Sabato 4 agosto 2012 alle ore 21:00 (22:00 ora locale) l'incontro amichevole Galatasaray-Lazio verrà trasmesso con collegamento alle ore 20:45 in diretta TV da Sportitalia e in radiocronaca da Lazio Style Radio 100.7.

Hetemaj nome caldo a centrocampo

Eppur si muove. Il mercato della Lazio. Stendardo saluta e in difesa si apre un buco che andrà presto tappato, anche perché Radu è ancora fermo e dovrà cominciare la preparazione da capo. Xandao, Rever, Dragovic: i nomi sono tanti, con il primo ancora in leggero vantaggio sugli altri candidati. Come riporta Il Messaggero -a firma Daniele Magliocchetti- è a centrocampo che si sta sviluppando una trattativa interessante. L'interlocutore è il Chievo e il giocatore ricercato e Perparim Hetemaj. Lo scenario è concreto: Alfaro a Verona e Hetemaj a Roma. La settimana scorsa, la società veneta aveva praticamente chiuso con la Lazio l'acquisto della punta uruguayana: prestito con diritto di riscatto da esercitare a giugno prossimo. La trattativa si è arenata a causa dell'inserimento di Siena e Bologna. Attenzione, però, perché la Lazio pensa a Hetemaj e punta a uno scambio di prestiti per consegnare a Petkovic una valida alternativa in mediana.

Fonte: Lalaziosiamonoi.it

Il mercato dei Rebus...

Centrale o terzino? Questo è il dilemma. Già, perché pare complicato che il duo Tare- Lotito metta a segno il doppio colpo in difesa poiché, se si acquistasse un centrale, la fascia resterebbe presieduta da Radu e un terzino verrebbe preso solo con la cessione di Garrido, mentre se verrà acquistato un esterno Radu potrebbe, finalmente, tornare al centro. Lulic terzino è una possibilità, anche se Petkovic non ha mai provato il bosniaco in quella posizione, né in amichevole né in allenamento e, oltretutto, nell’esperienza allo Young Boys lo vedeva, addirittura, come esterno alto nel tridente d’attacco, quindi già agire a centrocampo sarebbe, per Senad, un arretramento. Occorre farsi delle domande perché, se verranno acquistati entrambi, ovvero un terzino e un centrale, questo potrebbe significare che il futuro di un altro dei centrali in rosa non sarebbe poi così certo. La posizione meno solida è quella di Modibo Diakitè che, parole di serenità del suo manager -Ulisse Savini- a parte, non ha ancora messo nero su bianco sul rinnovo ed il suo contratto scade tra un anno. Questo fa di lui una preda fin troppo succulenta. Si era parlato per lui di un interesse della Juventus che, con tutta probabilità, si troverà a dover sostituire, al centro della difesa, Leonardo Bonucci, tutti sappiamo perché.

NOMI- i nomi sono, in linea di massima, sempre gli stessi. Al centro, come riportato dal Corriere dello Sport, si segue ancora Humberto Rever, centrale dell’Atletico Mineiro, molto vicino alla Lazio in passato. Costa 5 milioni, un po’ troppi per un 27enne che mai ha giocato in Europa. Piace Rhodolfo ma anche per lui vale lo stesso discorso, non si discute il valore del giocatore, che è innegabile, ma il prezzo del cartellino sembra troppo alto (6-7 milioni) ed è trattato anche dalla Roma. Il nome nuovo è Dragovic, 22enne centrale del Basilea. Per la fascia il “sogno” è Federico Peluso, ma, sul laterale cresciuto nel vivaio biancoceleste, è vivo l’interesse di Juventus, Napoli e Palermo. Suggestiva la pista che porta a Davide Santon. Ma l'ex interista ha dichiarato, pochi giorni fa, di non aver nessuna intenzione di muoversi da Newcastle. Anche questa pista appare affascinante quanto complicata. Un altro vecchio amore è Sebastian Pocognoli, 25 anni, terzino dello Standard Liegi. Pista abbordabile sì, ma non del tutto convincente. Il giocatore infatti ha sempre giocato in campionati “minori” come quello olandese e quello belga, in cui milita al momento, e, un suo inserimento in un campionato “vero” come quello italiano è tutto da verificare. Potrebbe riaprirsi qualche discorso di mercato col Genoa, che ha appena chiuso i rapporti con Lo Monaco. Sul piatto della bilancia Giuseppe Sculli da una parte, figliol prodigo che non vede l’ora di riabbracciare i suoi vecchi tifosi, e Giandomenico Mesto e Luca Antonelli dall’altra, il secondo era, un tempo, l’erede designato di Kolarov su quella fascia, salvo poi ripiegare su Garrido. Rimpianti?

Fonte: Alessandro Colonna - Lalaziosiamonoi.it

Auguri a Fernando Couto

Fernando Couto
Fernando Manuel Silva Couto, Difensore, nato a Espinho (Portogallo) il 2 agosto 1969.
Muove i primi passi nel mondo del calcio militando nelle formazioni giovanili dello Sporting de Espinho e nel Lusitânia de Lourosa. Successivamente si trasferisce nelle giovanili del Porto. Il 26 novembre 1986 fa il suo esordio nella nazionale under 18 contro la Francia.
L'esordio nel campionato portoghese avviene, a 19 anni, nel corso della stagione 1987/88 (1 presenza, 0 reti). Per il Porto è una stagione d'oro che si conclude con la vittoria del campionato e della coppa portoghese.
Nei due anni seguenti è ceduto in prestito; prima al Futebol Clube de Famalicão poi al Associação Académica de Coimbra. Nel 1989, quando milta nel Famalicão, partecipa ai Campionati mondiali Under 20 in Arabia dove il Portogallo diventa Campione del mondo.
Nel 1990/91 rientra al Porto da titolare, disputando 25 presenze con 3 gol. A differenza della prima esperienza, contribuisce attivamente alla conquista della Coppa di Portogallo e della Supercoppa portoghese, tanto da meritare la prima convocazione nella Nazionale.
L'anno successivo (32 presenze, 2 gol) può festeggiare lo scudetto, subito bissato nel 1992/93 insieme alla Supercoppa portoghese. Couto colleziona 26 presenze e segna 4 reti, non poche per un difensore che fa della grinta e del temperamento il suo cavallo di battaglia.
L'ultima stagione nel Porto (1993/94) è caratterizzata dalla conquista della Coppa di Portogallo. In campionato disputa 23 incontri (1 gol).
Nell'estate del 1994 viene acquistato dal Parma. L'esordio nel campionato italiano avviene il 4 settembre 1994 nella partita Parma-Cremonese terminata 2-0. Il gol che sblocca l'incontro è realizzato proprio da Couto. Il pubblico italiano apprezza le sue proiezioni offensive e nella prima stagione "italiana" Couto segna 4 gol disputando 27 partite. Tipica la sua esultanza dopo ogni rete realizzata: un salto mortale in avanti da fermo con le mani sulla nuca. Al primo anno con i ducali conquista il primo titolo internazionale, la Coppa UEFA.
Dopo un anno non particolarmente fortunato (1995/96 12 presenze), è acquistato dal Barcellona. Con i catalani resta 2 stagioni.
Nel 1996/97 colleziona 26 presenze in campionato e 4 (1 gol) in Coppa delle Coppe. Vince Coppa e Supercoppa di Spagna, e la Coppa delle Coppe.
Il 1997/98 segna il suo debutto nella Champions League (5 presenze), ma, nonostante la conquista dello Scudetto (18 presenze) e della Coppa di Spagna, non è autore di una stagione convincente.
Nel 1998 la Lazio lo acquista, insieme a De La Pena. Il debutto con i biancocelesti avviene il 29 agosto nella vittoriosa partita di Supercoppa italiana contro la Juventus, mentre l'esordio in campionato è del 13 settembre nella trasferta di Piacenza pareggiata 1-1. In Campionato disputa 22 partite segnando 2 gol nelle primissime giornate (nella III° giornata a Perugia e nella IV° in casa contro il Cagliari). Il 19 maggio 1999 gioca uno scampolo di partita nella vittoriosa finale di Coppa delle Coppe.
Nel 1999/00 vince lo Scudetto (14 presenze) e la Coppa Italia (5 presenze). Inoltre colleziona 7 presenze in Champions League.
La stagione successiva disputa 18 partite in Serie A e 8 in Champions League. La stagione è macchiata da un episodio. Il 4 aprile 2001 viene reso noto che in occasione dei controlli antidoping relativi alla partita Fiorentina-Lazio del 28 gennaio, Couto è stato trovato positivo al nandrolone. Il 21 aprile le controanalisi confermano la presenza di norandrosterone e noreticolanolone per il portoghese. La commissione disciplinare procede alla sospensione cautelare del calciatore e il 20 luglio gli infligge una squalifica di 10 mesi più un'ammenda di 100 milioni di lire.
Il 2001/02 inizia con una buona notizia. Il 6 settembre 2001 la commissione di appello federale riduce la squalifica da 10 a 4 mesi (a decorrere dal 27 aprile 2001), dunque Fernando Couto può scendere in campo nella II° giornata di campionato a Perugia. Disputa 29 presenze (1 gol) in Campionato, 4 presenze (1 gol) in Champions League e 2 presenze in Coppa Italia.
Nel 2002/03, gioca 15 partite di campionato, 4 in Coppa Italia e tutte le 12 partite di Coppa UEFA, dove ha modo di segnare 1 gol negli ottavi di finale.
Il 2003/04 è la stagione dell'ultimo trofeo della sua carriera, la Coppa Italia. Complessivamente disputa 23 partite di campionato (3 gol), 3 di Champions League ed infine 4 in Coppa Italia arricchite da un gol preziosissimo, nella semifinale d'andata contro il Milan che consente alla Lazio di sbancare Milano dopo 14 anni di astinenza.
Termina la stagione in scadenza di contratto e quindi libero di accordarsi con chiunque. Dopo molti anni trascorsi in biancoceleste vincendo moltissime competizioni, la società è adesso in una profonda crisi economica. Couto accetta una notevole riduzione dell'ingaggio e si accorda per un contratto di un anno (2004/05). Dopo pochissimi giorni è già in campo nella finale per la Supercoppa italiana contro il Milan. In seguito alla cessione di Favalli gli viene assegnata la fascia di capitano dall'allenatore Mimmo Caso. Chiude la sua carriera alla Lazio disputando 24 partite di campionato e 3 di Coppa UEFA. Anche nella sua ultima stagione lascia lo zampino, segnando tre gol in campionato.
Il 5 dicembre 2004 in un'intervista il presidente Lotito dice: Chi si é dimostrato un vero uomo é stato Couto: é passato da 4 miliardi netti a 450mila euro. Il 10 aprile 2005 in occasione della vittoria sul Livorno Couto dice: Dedichiamo il successo sul Livorno a Lotito, che sta lavorando duramente per salvare la società.
Con la Lazio colleziona 145 presenze e 9 reti in Campionato.
Dal 2005/06 al 2007/08 è ritornato al Parma, dove ha giocato 63 partite e segnato 2 gol prima di dare l'addio al calcio giocato. Dirigente della Federazione portoghese, diventa direttore sportivo dello Sporting Braga. Nel giugno 2011 diventa l'allenatore dello Sporting Braga.

Palmares

  • 1 World Youth Championship (in Riyadh, Saudi Arabia, in 1989)
  • 3 Portuguese First Division Championships (for FC Porto in 87/88, 91/92 and 92/93)
  • 3 Portuguese Cups (for FC Porto in 87/88, 90/91 and 93/94)
  • 2 Cândido de Oliveira Supercups (for FC Porto in 90/91 and 92/93)
  • 1 Liga (Barcelona nel 1997/98)
  • 2 Coppa di Spagna (Barcelona nel 1996/97 e nel 1997/98)
  • 1 Supercoppa spagnola (Barcelona nel 1996/97)
  • 1 Scudetto.png Scudetto (Lazio nel 1999/00)
  • 2 Coppa Italia.png Coppa Italia (Lazio nel 1999/00 e nel 2003/04)
  • 1 Supercoppa Italiana.jpg Supercoppa Italiana (Lazio nel 1999/00)
  • 2 Coppa delle coppe.jpg Coppa delle Coppe (Barcellona nel 1996/97, Lazio nel 1998/99)
  • 1 Coppa Uefa (Parma nel 1994/95)
  • 1 Coppa.png Trofeo di Amsterdam 1999

 Fonte: LazioWiki.org


Fernando Manuel Silva Couto compie oggi 43 anni.


TANTI AUGURI FERNANDO

mercoledì 1 agosto 2012

Omicidio Sandri - Spaccarotella consapevole dei rischi

L'agente di polizia Luigi Spaccarotella voleva fermare ad ogni costo l'auto nella quale si trovava Gabriele Sandri e gli altri tifosi, in quell'area di servizio lungo l'autostrada A1. E voleva colpire la vettura, non gli occupanti. Ma sparando, accettò il rischio di colpire anche i passeggeri, così come avvenne nel tragico episodio dell'11 novembre 2007. Lo dice la prima sezione penale della Corte di Cassazione, nelle motivazioni della condanna inflitta a febbraio scorso a Spaccarotella, proprio per l'omicidio del tifoso della Lazio.

COLPIRE L'AUTO - L'agente di polizia Luigi Spaccarotella era dunque «intenzionato a colpire l'autovettura e non i suoi occupanti», ed ha «agito in condizioni oggettive tali da rappresentargli concretamente anche il rischio, da lui accettato, di attentare all'incolumità fisica altrui, come purtroppo verificatosi», scrivono i giudici della prima sezione penale della Cassazione, spiegando perchè, il 14 febbraio scorso, confermarono la condanna a 9 anni e 4 mesi di reclusione inflitta dalla Corte d'assise d'appello di Firenze al poliziotto, responsabile del reato di omicidio volontario con dolo eventuale per la morte di Sandri, il tifoso laziale diretto in trasferta a Milano per assistere a Inter-Lazio, l'11 novembre del 2007, all'interno dell'area di servizio di Badia al Pino (Arezzo) sull'autostrada A1.
LA CONFERMA DELL'APPELLO - Nelle 22 pagine della sentenza 31449, scritta dal consigliere Antonella Mazzei, la Suprema Corte difende il verdetto di secondo grado, della Corte di Assise di Appello di Firenze del primo dicembre 2010, che aveva aumentato gli anni di carcere per Spaccarotella inizialmente giudicato responsabile di omicidio colposo aggravato dalla previsione dell'evento e punito con solo sei anni di carcere, con pronuncia emessa - tra le proteste - dalla Corte di Assise di Arezzo il 14 luglio del 2009. In base alle massime di esperienza, scrive la Cassazione, «l'esplosione di un colpo di pistola a quella distanza dall'obiettivo, pur costituito dalla parte inferiore del veicolo in movimento, non poteva oggettivamente garantire anche al più esperto tiratore la precisione del bersaglio in relazione al tipo di arma corta (pistola) utilizzata e alle altre peculiarità del caso (presenza della rete metallica e movimento del veicolo)».
LE ALTRE AUTO IN TRANSITO - «Con la ragionevole conclusione - prosegue l'Alta Corte - che l'autore dello sparo si rappresentò la possibilità di cagionare un evento dannoso (si pensi solo all'ipotesi in cui fossero improvvisamente transitati, in quel frangente, sulle corsie autostradali, altri veicoli che avrebbero potuto essere attinti dal proiettile in corsa)». «E ciononostante - concludono i supremi giudici - Spaccarotella effettuò lo sparo e, perciò, ne accettò tutte le possibili conseguenze». La circostanza che l'imputato - ora in carcere - si rendesse conto dei rischi di quanto stava per fare, è, per la Cassazione, «rafforzata dalla sua specifica competenza in materia di armi e dal servizio di garanzia dell'ordine pubblico da lui prestato, come assistente della polizia stradale, in quello specifico frangente e contesto territoriale».
NESSUNO STATO DI «STRESS» - Nessuna «condizione di elevato stress», dunque, come prospettato dalla difesa nel tentativo di parlare di «involontarietà» dello sparo: la Suprema Corte ricorda anche che con dichiarazioni spontanee rilasciate nel maggio 2009, Spaccarotella raccontò che, dopo aver sentito lo sparo dalla sua pistola e aver visto che l'auto in cui viaggiava Sandri era in movimento, pensò tra sè «è andata bene, non è successo niente», provando, conclude la Cassazione, «un senso di sollievo derivante, con ogni evidenza, dalla consapevolezza della incontrollabile pericolosità del suo gesto».

Fonte: corriere.it

La morte non ha colore. Ciao Aldo!!!

È scomparso all'età di 58 anni Aldo Maldera, ex giocatore di Milan, Roma e Fiorentina. L'ex terzino sinistro, 10 presenze in Nazionale, ha vinto in carriera due scudetti, con il Milan nel 1978-'79 e con la Roma nel 1982-'83. Per lo scudetto della Stella mise a segno 9 reti in 30 presenze che gli valsero il titolo di vicecapocannoniere dei rossoneri, dietro a Bigon che ne segnò 12. Nel suo palmares anche due Coppe Italia. Ultimo di tre fratelli, tanto da essere conosciuto come Maldera III, da anni viveva a Fregene, sul litorale laziale, insieme con la moglie e tre figlie. Fu convocato anche per i Mondiali di Argentina '78, dove giocò soltanto la finale per il terzo posto. Dopo aver lasciato il calcio giocato, Maldera è stato nel 2009 direttore tecnico dei greci del Panionios, prima di tornare l'anno successivo in Italia dove ha ricoperto lo stesso incarico nell'Aranova, squadra laziale di seconda categoria.

Sul sito ufficiale rossonero il racconto della carriera e il dolore per la perdita: "Tutto il Milan e i tifosi rossoneri si stringono intorno alla famiglia Maldera in questo triste momento e al nipote Andrea Maldera, attualmente assistente tecnico di Mister Allegri". Anche la Roma ricorda Maldera sul proprio sito web, definendolo "indimenticato terzino del secondo scudetto giallorosso e uomo di sport amato e stimato".

Laziolazio.blogspot.it si stringe al cordoglio della famiglia di Aldo.

Goffredo Lucarelli "Il tassinaro" purtroppo non ce l'ha fatta.

Grave lutto tra i tifosi biancocelesti. Si e spento all'età di 68 anni, Goffredo Lucarelli, per tutti "Il Tassinaro", storico tifoso laziale e per moltissimo tempo punto di riferimento della Curva Nord. Era da tempo ricoverato nell'ospedale romano "San Filippo Neri" per gravi problemi cardiaci e oggi intorno alle 11:50 purtroppo il suo cuore ha smesso di battere.
Laziolazio.blogspot.it si unisce al cordoglio della famiglia, degli amici e di tutta la tifoseria biancoceleste. Ciao Goffredo, resterai sempre nei nostri cuori.

PER TUTTI COLORO CHE VORRANNO DARE L'ULTIMO SALUTO A GOFFREDO, 
I FUNERALI SI TERRANNO VENERDI' 3 AGOSTO ALLE ORE 11:00 IN VIA DI BOCCEA N° 6O.

Mercato: qualcosa comincia a muoversi....

Qualche passettino il mercato della Lazio, comincia a farlo, nessuna trattativa chiusa, ma si registrano importanti novità sul fronte arrivi e cessioni. Tare e Lotito lavorano per accontentare mister Petkovic, per far si che le sconfitte con Torino e Siena restino solo calcio d'agosto.


 siti


DIFESA – Come ha dichiarato Lotito nei giorni scorsi, per Breno alla Lazio era fatta. Il difensore brasiliano ex Bayern era uno dei quattro campioni promessi per la campagna acquisti, ma cause di forza maggiore hanno poi bloccato il tutto. Il Presidente però sembra convinto che Breno supererà questa condizione e potrebbe trasferirsi anche a Roma, nel caso in cui nell'appello previsto per ottobre, dovesse riuscire ad ottenere una riduzione. Intanto in casa Lazio si lavora ancora per rinforzare la difesa, il nome caldo è sempre quello di Xandao, e come riporta l'edizione odierna del Corriere dello Sport, anche se la trattativa che negli ultimi giorni si era congelata, con la cessione di Stendardo a Bergamo potrebbe di colpo riaprirsi. La Lazio ha trattato e trovato l'accordo con la Traffic, e potrebbe chiudere. Le alternative sono le stesse e vengono sempre dal Brasile, Rhodolfo e Rever, ma non è da escludere un ritorno di Radu centrale. Sfumato Balzaretti, continua a tener banco la questione esterno sinistro, che possa attaccare e difendere allo stesso tempo. Petkovic vuole un giocatore di primo piano e la Lazio sembrerebbe intenzionata ad accontentarlo con l'aquisto di Davide Santon, ventunenne terzino ex Inter oggi al Newcastle. La trattativa appare difficile, anche se i biancocelesti, avevano già sondato il terreno tempo fa con l'agente del calciatore, ma gli Inglesi non sembrano disposti a cedere. L'alternativa potrebbe essere Federico Peluso, costa  5 milioni di euro, ma la trattativa resta difficile, nonostante i due club siano in buoni rapporti per via della cessione di Stendardo. Le alternativa potrebbero essere Antonelli del Genoa, o Sebastien Pocognoli dello Standard Liegi.

CENTROCAMPO – Con il punto interrogativo di Matuzalem, il centrocampo laziale sembra essere un rebus. Poche le certezze per Petkovic, che vorrebbe un calciatore che dia velocità e muscoli al centrocampo, uno alla Hetemaj. Il centrocampista finlandese del Chievo, piace tanto a Tare e Lotito, ma i veneti, difficilmente si priveranno di un altro elemento a centrocampo dopo Bradley. Non è da accantonare la pista che porta a Kucka, ma per ora come per Hetemaj con il genoano, non c'è nulla.

ATTACCO – Sfumato l'obiettivo Yilmaz, alla Lazio si riflette. Sono stati fatti tanti nomi in queste settimane, ma di trattative reali non ce ne sono state. L'obiettivo numero uno sembrerebbe John Guidetti, classe '92, che lo scorso anno ha dimostrato di Olanda di poter fare reparto da solo. Unico ostacolo la valutazione, la Lazio punterebbe su un prestito con diritto di riscatto, mentre gli inglesi vorrebbero cederlo a titolo definitivo, ci potrebbero essere comunque novità positive. L'alternativa potrebbe essere Kolbeinn Sigþórsson, che con l'Ajax in 14 partite ha realizzato 7 gol.

Fonte: Lalaziosiamonoi.it

Oggi amichevole con la Nuova Circe

La Lazio riparte, e lo fa in maniera soft dopo le figuracce rimediate ad Auronzo contro Siena e Torino. La formazione biancoceleste, come ormai fa da alcuni anni, sta ultimando la preparazione nella cittadina termale di Fiuggi, e suda agli ordini del nuovo mister già da un paio di giorni. Petkovic ha detto basta agli esperimenti, e quelle che si vedranno d’ora in poi dovrebbero essere prove di ‘vera’ Lazio. Zarate e compagni, nel pomeriggio di oggi, si sposteranno a San Felice Circeo, località turistica di cui è sindaco Gianni Petrucci. Curiosità, questa, che ha attirato su di sé l’attenzione di molti, dato che il Presidente del Coni non è in ottimi rapporti col numero 1 biancoceleste, a causa delle frizioni risalenti all’accordo per l’affitto dello Stadio Olimpico. Contro la Nuova Circe, formazione dilettantistica appena promossa in Eccellenza, alle 18.30, i biancocelesti ripartiranno dal 4-4-2 utilizzato recentemente, con Hernanes ancora una volta confermato in cabina di regia. E' probabile che il bosniaco faccia ruotare i suoi elementi, dando la possibilità a tutto il gruppo di fare qualche spezzone e mettere minuti nelle gambe. Chi, invece, di minuti non ne farà nemmeno uno è Miroslav Klose. Il panzer biancoceleste è appena rientrato dalle vacanze ma non sarà fatto scendere in campo nonostante si sia presentato in ottima forma. I tifosi della Lazio dovranno aspettare il 4 agosto per ammirare il tedesco. Infatti, sembra proprio che Petko abbia deciso di schierarlo nell’amichevole in terra turca contro il Galatasaray per saggiarne la condizione fisica e, perché no, anche per tentare di vincere una gara che darebbe lustro ad una squadra che in quest’estate, per il momento, non ha esaltato. Una Lazio, che dopo il ritiro, potrebbe tornare proprio a Fiuggi, smentendo le voci dei giorni scorsi su un possibile ritorno a Formello. La prima squadra della Capitale partirà da Fiuggi nella mattinata di sabato, saltando la prima seduta di allenamento, disputerà l'amichevole a Smyrne e farà ritorno nel primo pomeriggio di domenica, pronta per sostenere la seduta pomeridiana. La formazione biancoceleste resterà, poi, nel suo quartier generale fino al 7 agosto e partirà in tempo utile alla volta di Salerno, per sfidare quella che ormai è diventata una sorella minore. Dopo l’amichevole contro la Salernitana, la squadra farà ritorno a Formello per ultimare la preparazione in vista del primo impegno ufficiale di Europa League del 23 agosto, ma nel frattempo si concederà altre due esibizioni. La prima l’11 agosto in casa contro il Getafe, quando la nuova squadra sfilerà davanti ai suoi tifosi e l’altra il 16, sempre tra le mura amiche dell’Olimpico, contro gli svedesi del Malmoe. Insomma, da qui in avanti, ci sarà modo di osservare la nuova Lazio che cresce, con l’augurio che la dirigenza biancoceleste regali a Petkovic, e ai suoi tifosi, qualche innesto in più per continuare a volare.

NON E' PREVISTA ALCUNA DIRETTA TV MENTRE SI POTRA' ASCOLTARE LA RADIOCRONACA SU LAZIO STYLE RADIO 100.7 O SUL SITO UFFICIALE DELLA LAZIO

COSI' IN CAMPO CONTRO LA NUOVA CIRCE:
LAZIO (4-4-2): Marchetti; Konko, Biava, Dias, Garrido; Candreva, Cana, Hernanes, Lulic; Zarate, Floccari. All. Petkovic

Fonte: Gianmarco Filizzola - Lalaziosiamonoi.it

Sfuma anche Balzaretti

Dopo Breno e Yilmaz, sfuma anche Balzaretti. Adesso la Lazio deve dare assolutamente un’accelerata al suo campionato. «Ne riparleremo a fine mercato, ora non posso svelare le mie strategie». Lotito continua a predicare calma: c’è ancora un mese di tempo per sistemare la rosa e il presidente giura di sapere benissimo dove intervenire. Meglio non aspettare troppo però, anche sul fronte rinnovi. La trattativa con Diakité è in stand-by da tempo e ieri si è registrato un timido sondaggio della Juventus per il giocatore. L’agente nega e rilancia, confermando la volontà di trovare un punto di incontro con la Lazio. Le esperienze recenti, però, non fanno dormire sonni tranquilli. Vista la penuria di difensori (nelle prossime ore anche Stendardo dovrebbe firmare un triennale con l’Atalanta), l’eventuale perdita del francese sarebbe un suicidio sportivo. Arrivano timidi segnali positivi, invece, su Breno. L’esperto di diritto penale Thomas Pfister ha aperto uno spiraglio: «Credo che la richiesta di sospensione condizionale della pena sia troppo leggera, ma ciò non significa che non accada. In passato è già successo». La decisione, comunque, arriverà solo in tardo autunno. Intanto Petkovic si prepara per il primo incontro di caratura internazionale contro il Galatasaray: «Sarà un’occasione per vedere in campo tante star. C’è la possibilità che ci sia anche Klose e avremo modo di incontrare Burak Yilmaz». Proprio all’ultimo capocannoniere del campionato turco, l’allenatore biancoceleste non ha risparmiato una stoccata degna di Valentina Vezzali: «Volevamo prenderlo, ma non è stato possibile. La Lazio vuole comprare i giocatori secondo le proprie regole. Non era pronto per la serie A, anche se per lui sarebbe stata un’ottima occasione. Il bello dell’essere calciatori evidentemente non è sempre quello di giocare in grandi squadre. Burak ha deciso di terminare la sua carriera in Turchia. Non ha accettato il rischio di giocarsi le sue chance in Italia».
(marco ercole)

Fonte: sololalazioblog

Cercasi rinforzi...

Un mese per ritoccare e completare la Lazio. Uno, due o tre rinforzi? Non c’è una risposta certa. «Faremo quello che serve» ha assicurato Lotito, abituato a non svelare i propri piani e le strategie di un mercato, non solo per la società biancoceleste, che si sbloccherà nelle ultime due settimane di trattative. Da qui al 31 agosto potrà ancora succedere di tutto, ben sapendo che molti club attenderanno i saldi di fine stagione. Difficilmente potranno fare la spesa a Formello. «Noi non vendiamo nessuno» ha ribadito con orgoglio Lotito, riferendosi ai suoi campioni. Hernanes, Zarate e Lulic sono agli ordini di Petkovic e non partiranno. Dura strappare alla Lazio anche Floccari, che potrebbe restare come vice Klose. Ma è chiaro che qualcosa succederà, forse in ogni reparto. La Procura di Monaco ha spiazzato la società biancoceleste per Breno e anche il voltafaccia di Yilmaz non era preventivabile. Forse brucia di più l’assalto sfumato a Balzaretti. Lotito e il ds Tare si stanno riorganizzando, hanno ancora tempo per agire. Le priorità indicate da Petkovic riguardano la difesa. Un esterno sinistro è fondamentale e non solo perché Radu non gioca da diversi mesi. La società biancoceleste tiene in stand-by Xandao e cerca un difensore centrale di livello che possa giusitificare la cessione di Stendardo, richiesto dallAtalanta. L’attacco potrebbe essere a posto, ma gli scenari restano aperti: l’islandese Sigthorsson, pur essendo giovanissimo, potrebbe avere il profilo giusto per inserirsi accanto a Zarate e Klose. E poi occhio al mediano: in mezzo al campo ci può scappare la sorpresa.

Difesa: Stendardo all’Atalanta, si riapre per Xandao
Se la priorità è il terzino sinistro, Petkovic ha chiesto anche un difensore centrale. Il tecnico e la società rifletteranno sulle opportunità che si potrebbero presentare e sulle soluzioni interne all’organico attuale. Sistemare la fascia, significherebbe poter recuperare con tranquillità Stefan Radu e capire se potrà tornare stabilmente a muoversi da stopper, ovvero nel ruolo in cui era stato acquistato dall’ex ds Sabatini e da Rossi nel gennaio 2008. Durante il ritiro di Auronzo, Petkovic ha voluto provare sulla linea difensiva anche Lorik Cana, che così viene impiegato nella nazionale albanese. E’ un’opzione supplementare, per adesso non sembra un’idea su cui puntare. Ma le riflessioni sono ad ampio raggio. Lo stesso Stendardo, per esempio, è stato richiesto con insistenza dall’Atalanta, ma è ancora nel gruppo della Lazio a Fiuggi: ieri sera, però, la trattativa ha fatto registrare un avanzamento forse decisivo. Di conseguenza, nelle prossime ore, potrebbe riaprirsi l’operazione legata a Xandao, che era stata messa nel congelatore qualche giorno fa. La Lazio ha bloccato il brasiliano, ha trattato con la Traffic, è arrivata ad un passo dalla chiusura a 2,5 milioni. Lo Sporting Lisbona reclamava altri 600 mila euro e i dirigenti biancocelesti si sono fermati. Xandao, comunque, resta in prima fila: a Roma ritroverebbe Hernanes, suo compagno nel San Paolo.

APPELLO – Lotito, due giorni fa, ha dichiarato che Breno verrà alla Lazio. C’è da convincere i giudici della Procura di Monaco di Baviera. I legali del brasiliano e del Bayern erano convinti che se la sarebbe cavata con una condanna di 20 mesi: la condizionale gli avrebbe permesso di trasferirsi a Roma. Così non è stato e adesso bisognerà confidare nell’appello previsto a ottobre. Se riuscisse ad ottenere una riduzione della pena, scendendo sotto ai due anni, potrebbe arrivare a gennaio. Naturalmente si parla di ipotesi. La Lazio intanto continuerà a lavorare per trovare subito un centrale. Uno pronto per l’uso, ma quelli bravi (Rever dell’Atletico Mineiro o Rhodolfo del San Paolo) costano dai 4 ai 7 milioni. Per Rhodolfo si è fatta avanti anche la Roma. L’altro scenario riguarda il modulo e spiega perché Radu potrebbe tornare a giocare stopper. Petkovic è partito dalla difesa a quattro, ma l’idea del 3-5-2 non è del tutto da accantonare.

Centrocampo: Hetemaj in prima fila Attenzione a Kucka
Matuzalem è fuori dal gruppo, non verrà perdonato dalla Lazio e attende di trovare una nuova sistemazione. Brocchi il 7 agosto volerà a Monaco di Baviera per gli ultimi controlli clinici al piede destro e attenderà le risposte del professor Muller Wolfhart. Petkovic, durante il ritiro di Auronzo, ha provato Hernanes e Gonzalez come centrocampisti centrali. Su Mauri, che può agire anche da interno, gravano le incognite legate alle scommesse. Le certezze al momento sono rappresentate solo da Ledesma e Cana. Onazi sta crescendo, Petkovic lo terrà nel giro della prima squadra, ma è ancora presto per capire se potrà essere considerato un titolare aggiunto: non gli manca la forza fisica, ma sembra un centrocampista d’ordine e di geometrie. In casa della Lazio non si parla di acquisti a centrocampo almeno da un mese, ma forse l’argomento è stato semplicemente congelato, non accantonato. Dipenderà dall’uscita o meno di Matuzalem, dal processo di adattamento di Hernanes, dal modulo che sceglierà Petkovic.

HETEMAJ – Un ritocco, però, non è da escludere. Per esempio un’alternativa giovane a Brocchi, se non di livello, appare necessaria. Non a caso, nella conferenza stampa seguita alla partita con il Torino, Petkovic ha sottolineato la prolungata assenza dell’ex milanista e la speranza di recuperarlo in tempi brevi. E’ quello che tutti si augurano, ma forse andrebbe compiuto anche uno sforzo in prospettiva. La Lazio possiede ottimi centrocampisti, quasi tutti compassati, poco rapidi e aggressivi nel recupero del pallone, fondamentale per il pressing e il calcio preferito di Petkovic. Per intenderci servirebbe un mediano alla Nocerino o alla Gargano, oppure alla Brocchi con qualche anno in meno. Nomi, obiettivi sicuri, non ce ne sono. Al tecnico bosniaco-croato piaceva l’ivoriano Serey Die, allenato a maggio durante l’esperienza al Sion. Ma il club svizzero, dopo averne parlato anche con l’Udinese, lo ha ritirato dal mercato appena è iniziata ‘lAxpo League. Al ds Tare piace Parparim Hetemaj, finlandese-kosovaro del Chievo. E’ una mezzala sinistra di corsa e di contrasto. Il suo nome era apparso a metà giugno, quando il club veneto lo ha riscattato a titolo definitivo dal Brescia, poi le indiscrezioni si sono placate. Attenzione a Kucka, trattato a gennaio. Ora è tutto del
Genoa.

Attacco: Piace Sigthorsson: l’altro baby è Guidetti
Lotito ha spiegato come il gioco al rialzo e l’inserimento del Galatasaray abbiano allontanato la Lazio da Burak Yilmaz, che voleva 4 milioni di ingaggio. Giusto non piegarsi al voltafaccia del turco, inseguito e corteggiato almeno per due mesi. Logico, adesso, interrogarsi. Yilmaz sarebbe stato un grandissimo colpo, non solo perché nel campionato italiano l’ex centravanti del Trabzonspor avrebbe segnato diversi gol. Si parla di rapporto qualità-prezzo e di caratteristiche. Con le sue doti di progressione e di attacco alla profondità, ci sono pochi giocatori in giro per l’Europa. Questo è il motivo per cui Tare e la Lazio lo avevano etichettato come punta “alla Cavani”: volume di gioco, scatti di cinquanta metri e gol. Un giocatore così, anche se più trequartista, potrebbe essere considerato l’uruguaiano Ramirez, stella del Bologna. Ma servirebbero 20 milioni per prenderlo e ormai è entrato in un’altra dimensione di mercato. Non è facile trovare un omologo di Yilmaz in poco tempo e queste considerazioni, unite alla disponibilità dimostrata da Zarate in ritiro, stanno spingendo la società ad una lunga serie di valutazioni sull’attacco.

GERARCHIE – L’argentino sinora è piaciuto a Petkovic: se arrivasse un’offerta importante, potrebbe ancora partire. Mauro vuole restare alla Lazio e se continuerà a dare questi segnali proseguirà la rimonta verso la conferma. Lotito ha snocciolato i nomi e le doti dei suoi attaccanti: la tecnica dell’argentino, la discreta media gol di Floccari, gli scatti di Rocchi, la prepotenza di Kozak, oltre ovviamente alla stella Klose. Davanti la Lazio si sente coperta. Detto di Zarate, Lotito ha fatto capire anche quanto tiene a Floccari, che preferirebbe andar via solo a titolo definitivo: le richieste non mancano, ma nessuno offre i cinque o sei milioni richiesti dalla Lazio. «Scusate, ma perché devo venderlo? Posso anche tenerlo» ha spiegato Lotito, deciso a valorizzare il proprio patrimonio. Kozak è considerato incedibile, ma un prestito secco per andare a fare esperienza (con la conferma di Floccari e Zarate) non può essere escluso a fine agosto. L’unica certezza riguarda Alfaro: partirà. Uno alla Yilmaz esiste? E’ stato proposto John Guidetti del Manchester City, fortissimo ma da area di rigore. Più dinamico, prima e seconda punta, attaccante di progressione è Sigthorsson, islandese dell’Ajax, classe ’90.
(Fabrizio Patania)


Fonte: sololalazioblog

martedì 31 luglio 2012

Galatasaray punta Hernanes e Gonzalez

Agosto si avvicina: è il mese più caldo, quello in cui gli affari –anche quelli che sembrano impossibili all’alba dell’estate- diventano poi realtà dolcissima per alcuni e amara per altri. La Lazio aspetta, aspetta di cedere perché è condizione necessaria per liberarsi di ingaggi pesanti, per incassare qualche denaro da reinvestire, poi, su un paio di acquisti mirati. E’ Federico Balzaretti il nome in cima alla lista dei desideri, una lista che comprendeva anche Breno, Ederson e Yilmaz. A parte il fantasista, tutti gli altri obiettivi sono sfumati o sono sul punto di allontanarsi definitivamente dall’orizzonte biancoceleste. Sì perché sul terzino rosanero è fortissima la Roma che –proprio oggi- sembra aver piazzato lo scatto. Napoli e Lazio, ora, sono staccate, il giocatore deciderà cosa fare nelle prossime ore: o resta a Palermo o sceglie una tra le tre pretendenti, con la Roma in vantaggio. Sarebbe uno smacco, un duro colpo. Lotito non ci sta, oggi ha provato a mostrare i denti, di fronte ai giornalisti ha parlato di rosa competitiva, di gestione fatta di passione e di voglia di creare un futuro radioso. Un futuro che deve poggiare su fondamenta solide. La Lazio spera di piazzare i cosiddetti esuberi, sarebbe il modo per ripartire di slancio sul mercato in entrata. Lotito è stato deciso: “Noi non vendiamo, ripartiamo dai nostri punti di forza”. Il messaggio del presidente è chiaro, i pezzi pregiati restano, si ricomincia dalla squadra che negli ultimi due anni ha stazionato stabilmente nelle parti alte della classifica. Parole che rassicurano i tifosi. In parte. Sì perché i gioielli nella bottega biancoceleste non mancano e uno su tutti è bramato dai collezionisti esteri e non solo. Hernanes piace, lo ha confermato Joseph Lee – agente del brasiliano- ai nostri microfoni, appena tre giorni fa. Nessuna offerta ufficiale vero, ma tanti sondaggi e tante richieste d’informazioni. Barcellona, Milan, Arsenal, sono state tante le squadra accostate al Profeta, di offerte vere e proprie, però, sul tavolo di Lotito non ne sono arrivate. Attenzione, però, perché su Hernanes è da registrare l’interesse del Galatasaray. Ebbene sì. Proprio i giallorossi di Istanbul, squadra onnipresente in questa estate laziale. Dopo essersi presi Yilmaz, ora i turchi puntano Hernanes. La Champions è appuntamento da non mancare, la dirigenza del Galatasaray vuole fare le cose in grande, sta portando avanti una campagna acquisti importante e dopo il mancato riscatto di Felipe Melo, Hernanes sarebbe il nome giusto per infiammare la Turk Telekom Arena. Secondo indiscrezioni raccolte in Esclusiva dalla redazione di Lalaziosiamonoi.it, però, dalle segrete stanze di Formello emergerebbe chiara la volontà di non cedere il Profeta, di mantenerlo a Roma e costruire intorno a lui la squadra. Petkovic lo adora, lo vuole plasmare, farne un centrocampista completo, rapido di testa, capace di giocare a due tocchi e dispensare palloni. “Io lo vedo nel fulcro del gioco”, ha dichiarato Vlado nei giorni scorsi. Per questo il Profeta è stato provato quasi sempre accanto a Ledesma o a Cana nel 4-4-2. Un regista atipico, un centrale con licenza d’inserirsi e vedere la porta (19 gol in due anni non sono roba da niente). In rosa i trequartisti abbondano: Mauri, Candreva ed Ederson sono giocatori di qualità, anche per questo Hernanes potrebbe abbassare il suo raggio d’azione. Nelle uscite contro Siena e Torino le risposte non sono state confortanti, ma gli alibi ci sono. Eccome. Una condizione fisica approssimativa, gambe imballate da carichi di lavoro pesanti e soprattutto la disabitudine a un ruolo che l’ex San Paolo svolgeva con disinvoltura in Brasile ma che, in Italia, non ha mai ricoperto.

20 MILIONI O NIENTE
- Dovrà lavorare Petkovic, Hernanes è la sua sfida. La sfida di Lotito è resistere agli assalti che da qui al 31 agosto potrebbero essere portati dalla Turchia. Sabato, la Lazio vola a Smirne, c’è da affrontare Yilmaz, ma anche Muslera. L’amichevole tra biancocelesti e giallorossi sarà l’occasione per parlare di Hernanes, giocatore che ai turchi piace: considerato la ciliegina sulla torta per completare una squadra in grado di dominare la Super Lig e affrontare al meglio al ritrovata Champions League. Proprio quella competizione che il Profeta sogna da quando –nell’agosto di due anni fa- fece il suo sbarco trionfale a Roma. La Lazio, con Hernanes a guidarla, ha sfiorato la qualificazione per ben due volte, non sono bastate le magie del Profeta per agguantare quei posti validi per accedere al preliminare. Lotito, però, ha le idee chiare in testa: Hernanes non si tocca. Ma tutto ha un prezzo e se i turchi dovessero mettere sul piatto un’offerta da 18-20 milioni, allora i discorsi potrebbero cambiare. Sì perché una cifra simile consentirebbe alla Lazio di gettarsi sul mercato con un capitale importante e acquistare almeno tre tasselli per completare la rosa. Discorsi prematuri anche perché 20 milioni, nonostante il Galatasaray sia un club solido e ricco, sono troppi anche sulle rive del Bosforo. Hernanes resterà in biancoceleste, il suo agente sarà a Roma nelle prossime settimane, non si parlerà di cessione, almeno per ora questo tipo di argomento non è in agenda. Si farà il punto della situazione, Joseph Lee chiederà alla società le sue intenzioni e la Lazio, adesso, non ha voglia di vendere il Profeta e lo stesso non ha voglia di abbandonare la Lazio.

NON SOLO HERNANES
- Quella contro il Galatasaray sarà partita vera, match atteso perché prima amichevole internazionale dell’estate. La gara di Smirne, però, che rischia di diventare un meeting di mercato perché oltre a Hernanes, ai turchi non dispiace neanche Alvaro Gonzalez. “El Tata” è grande amico di Muslera, che bene ha parlato del suo compagno di nazionale alla dirigenza del giallorossa. Gonzalez –così come il brasiliano- piace a tanti club (Fulham, Bayer Leverkusen) e non esclude a priori l’idea di lasciare Formello, anche se a Roma sta bene e non sente la necessità di cambiare aria. Lotito valuta l’uruguayano almeno 6 milioni di euro, cifra che i turchi considerano alta. Sarà un sabato bollente. Il prossimo. E non per le temperature che, a Smirne, sfioreranno i 38°.

Fonte: MarcoValerio Bava/Alessandro Zappulla-Lalaziosiamonoi.it

Sprint Guidetti e Sigthorsson. Carrizo...

Un reparto avanzato comunque da rinforzare e la Lazio sembra preferire le bionde: John Guidetti da una parte e Kolbeinn Sigthorsson dall'altra.  Un italo svedese e un islandese, cuori freddi ma piedi caldi.  Sigthorsson gioca d'azzardo, va di poker ma gli piace segnare e l'ha dimostrato il 29 gennaio 2011, a soli vent’anni, con la maglia dell’Az Alkmaar, rifilò una cinquina al Venlo. Già nel 2007 l'Arsenal si era innamorato di lui, ma rifiutò uno dei più importanti club inglesi perchè voleva giocare con continuità e stendere l'Olanda ai suoi piedi, come si legge nell'edizione odierna del Corriere dello Sport. Ha fame di gol, è forte e statuario tanto da somigliare al connazionale Gudjohnsen, ex stella di Barca e Chelsea. Kolbeinn però ha una media reti invidiabile: 0,46 centri a partita, 15 centri in 32 gare nella prima Eredivisie, 7 in 14 nell’ultima con la casacca dell’Ajax. Ora gli sta stretta, quella maglia: a 22 anni vuole fare il salto di qualità. E' stato proposto alla Lazio per 4,5 milioni, ora è in Islanda a risolvere qualche piccolo problema alla schiena ma aspetta una chiamata tricolore, c'è anche il Pescara.

Guidetti ha due anni in meno dell'islandese, ma nulla da invidiargli a suon di gol. Sogna anche lui di sbarcare a Formello, nelle ultime ore i contatti si sono intensificati. La Lazio lo vorrebbe in prestito, il Manchester City vorrebbe invece fare cassa. Lui - dopo l'esperienza al Feyenord - vuole più spazio, sa che a Roma lo troverebbe. 20 gol in 23 gare, i numeri fanno sognare.

Resta congelata invece la pista per Xandao, la Lazio ha bloccato ogni trattativa con la Trafic, il Desportivo Brazil e lo Sporting Lisbona. C'è il si del centrale ma ora è il presidente Lotito a tergiversare. Solo timidi sondaggi invece per Zapata, i biancocelesti non sono convinti dell'ultima stagione in Liga dell'ex Udinese, non rischierebbero mai 5 milioni. Sembra arenata la trattativa tra Lazio e Atalanta per Stendardo.





Oggi dovrebbe sbarcare a Roma l’agente Sabbag per decidere il futuro di Carrizo. Il portiere, in patria, si sfoga: «Il mio sogno rimane quello di tornare al River. Ho fatto di tutto per esaudirlo già a gennaio». Chissà che non ci riesca nei prossimi giorni. La porta è spalancata.







Fonte: Giorgia Baldinacci - Lalaziosiamonoi.it

Radu il nuovo centrale...

Cambiano in corsa le strategie della Lazio. Inizialmente la dirigenza biancoceleste era intenzionata a portare a Formello due difensori, ma alla fine arriverà solo un giocatore, un terzino sinistro (si punta tutto su Balzaretti). Infatti mister Petkovic è pronto a lanciare Stefan Radu nel ruolo di difensore centrale. Ecco perché la trattativa con Xandao è bloccata. Il club capitolino, come riporta la Gazzetta dello Sport, aveva trovato l’accordo con la Traffic sulla base di 2,6 milioni di euro, mancava solo la firma. Poi l’intoppo: la società brasiliana ha chiesto il 10% su una futura cessione del difensore e naturalmente Lotito non l’ha presa bene. La Lazio vuole investire tutto sul terzino sinistro ed è pronta a riportare il rumeno al centro della difesa. Radu però non ha ancora recuperato dopo l’intervento in artroscopia al ginocchio destro e non parteciperà neanche al ritiro di Fiuggi: resterà a lavorare a Formello.  Sta cercando di forzare i tempi e potrebbe farcela già per la prima giornata di campionato. Petkovic intanto ha già parlato con il rumeno e gli ha fatto capire che preferisce un terzino molto più abile in fase di spinta. E’ una scelta che a Radu non dispiace. Infatti, il rumeno proprio nel ruolo di difensore centrale ha iniziato la sua carriera con la maglia della Dinamo Bucarest.  Prima, però, bisogna rivederlo in campo.

Fonte: Francesco Ponticiello - Lalaziosiamonoi.it

Rassegna Stampa - Corriere dello Sport

Era il giorno della presentazione ufficiale delle nuove maglie, prima dell'inizio della seconda fase del ritiro estivo che prenderà il via stasera a Fiuggi, e in tanti, circa tremila tifosi, hanno salutato la Lazio targata Vladimir Petkovic e Macron. Per l'azienda d'abbigliamento bolognese, che vestirà la società capitolina per le prossime cinque stagioni, oggi si trattava di un debutto e, dalla risposta ricevuta dai supporter che riempivano la tribuna del campo all'interno del centro sportivo di Formello, sembra aver colto nel centro.

siti


LE MAGLIE - Le tre maglie, infatti, sembrano soddisfare i gusti dei tifosi laziali, solleticando i bei ricordi della storia ultracentenaria del club. La prima maglia, quella per le partite casalighe, si lega alla tradizione della società presentando il classico colore celeste, l'aquila sul petto, il colletto bianco e, sotto, la scritta S.S. Lazio 1900. In quella per le trasferte, invece, è il nero il colore dominante rotto da una banda orizzontale celeste. La terza maglia ricorda poi quella utilizzata fuori casa nella stagione dello scudetto degli anni '70. "Con la Puma è stato un matrimonio fantastico durato ben14 anni, che ci ha dato tantissimi successi. Con la Macron iniziamo un nuovo percorso e abbiamo cercato di creare un prodotto innovativo ma che ricordi il più possibile la nostra storia e le nostre tradizioni. Sempre con lo stile e l'eleganza che ci contraddistingue", ha riconosciuto il responsabile del marketing Marco Canigiani, in conferenza stampa prima che l'intera rosa indossasse il lavoro degli ultimi mesi dinanzi ai supporter. "Speriamo di vincere con questa maglia addosso tante partite", è il coro unanime dei calciatori biancocelesti anche oggi acclamati dai propri tifosi. Soprattutto Miroslav Klose, che dal pomeriggio si è aggregato ufficialmente al gruppo dopo le vacanze post-Europeo. 



LOTITO - Poi a Formello ha fatto il suo arrivo anche il presidente Claudio Lotito che non ha tradito le sue doti di oratore. Il patron ha parlato di tutto: dalle nuove maglie - "abbiamo fatto un buon lavoro. Con Macron possiamo creare un polo di riferimento, di moda, tendenza e vita quotidiana-, al mercato biancoceleste. "La Lazio è già competitiva e l'ha già dimostrato negli ultimi due campionati - ha sottolineato - e quest'anno non abbiamo venduto nessuno anche se ci sono arrivate diverse richieste". Lotito, però, non si è sbilanciato sui prossimi arrivi. "Non devo fare annunci sul giornale, non siamo piazzisti, ma sappiamo dove indirizzare i nostri sforzi", ha assicurato. Il presidente non si è mostrato neppure spaventato dal doppio passo falso con Siena e Torino con cui si è concluso il ritiro di Auronzo di Cadore. "Sembra sia successa un'ecatombe - le sue parole - La squadra deve essere consapevole delle proprie potenzialità. Petkovic? Non è mago Zurlì. Ha una massa di giocatori importanti e deve capire quali impiegare. Se compro deve essere qualcuno superiore ai giocatori che già ci sono", ha poi ribadito.


Fonte: Corriere dello Sport

sabato 28 luglio 2012

Auguri a Pedro Antonio Troglio

Centrocampista, nato a Lujan Poia (Argentina) il 28 luglio 1965.

Cresciuto nel River Plate, arriva in Italia acquistato dal Verona nel 1988/89. La Lazio lo acquista nel 1989 dal Verona. Disputa 2 stagioni in maglia biancoceleste. Nel 1991 viene ceduto all'Ascoli. In seguito milita nell'Avispa Fukuoka (Giappone) e Gimnasia La Plata. Chiude la carriera nel Villa Dálmine.

Con la Lazio colleziona 40 presenze e 1 rete in Campionato.

Allena il Godoy Cruz, Gimnasia La Plata, Independiente, Cerro Porteno (Paraguay). Nel maggio 2010 diventa l'allenatore dell'Argentinos Juniors, da cui si dimette a settembre del 2011 a causa dei cattivi risultati.

Fonte: LazioWiki.org

Questo il coro che i tifosi della Lazio avevano dedicato a lui, in comune con gli altri 2 stranieri.
"E Ruben Ruben Ruben Ruben Sosa e Ama... Ama... Ama... Amarildo e Pedro Pedro Pedro Pedro Troglio! Alè Alè Alè, Alè Alè la Lazio"

Compie oggi 47 anni.

TANTI AUGURI PEDRO

venerdì 27 luglio 2012

E se davvero fosse così?

Navigando alla ricerca di qualche rumors di mercato in entrata e in uscita della Lazio, mi sono imbattuto in un interessante post di un utente del Forum del sito www.lazio.net.
L'utente pone una interessante analogia sul comportamento del Presidente della Lazio Claudio Lotito che, come noto a tutti, oltre ad essere proprietario della Lazio, lo è anche della Salernitana.
Detto ciò riporto fedelmente quanto espresso dal suddetto utente:

siti

"Tutti noi (o quasi tutti) conosciami i giochi manageriali per il calcio, da Football Manager in giù.
Ce ne sono di tutti i tipi.
Con squadre e calciatori "reali", con campionati e protagonisti completamente inventati, online su internet, in locale sul PC.
Quando ti approcci ad uno di questi giochi, sia la prima volta in assoluto che quando provi una nuova versione, la prima cosa che fai dopo aver creato il tuo profilo e magari messo pure una bella fototessera è di prenderti la tua squadra del cuore, quella vera, e provare l'ebbrezza di guidarla più alto possibile.
Alle prime partite tendi a fare un po' di sbagli che poi affini con il tempo.
Una volta cominciata la partita standard ad un certo punto ti puoi trovare davanti a due vie:
- trovi il "baco" del programma, capisci perfettamente il meccanismo e sfruttando il budget ed il bacino d'utenza che ti riserva il gioco riesci a vincere, a scovare i campioni del futuro, a vendere bene i tuoi giocatori, ad essere una vera macchina da guerra;
- raggiungi il tuo massimo, magari senza vincere niente, galleggiando in una specie di limbo ma consapevole che con quel budget, quel bacino d'utenza e quelle potenzialità più di questo non puoi fare.
In entrambe i casi perdi interesse alla partita, al gioco.
Nel primo caso perchè diventa tutto troppo facile ed anche facendo piazza pulita e ripartendo da zero con i giovani l'entusiasmo ti dura una stagione, poi ti stufi lo stesso.
Nel secondo caso invece ti sembra quasi di timbrare il cartellino per pagare le bollette e non ha più la "voglia" di giocare.
Quindi cosa fai?
Ti crei una alternativa.
Cominci ANCHE un'altra partita ma stavolta partendo dalle origini.
Prendi una squadretta dalle serie inferiori, più in basso possibile, e tenti la scalata, da 0 a 100.
E' lo stesso gioco ma partendo zero l'esperienza maturata in precedenza ti fa partire con una marcia in più e ti sembra di essere quasi infallibile.
Magari succede anche che ti ricordi di quei due ragazzini della primavera che avevi nel primo anno della prima partita, quella da Serie A, e te li vai a prendere perchè sai che nelle serie inferiori sarebbero dei campioni.
L'altra partita non la cancelli ma la lasci lì, col pilota automatico, in autogestione.
Se ogni tanto la riapri e la lasci andare da sola per un paio di stagioni ti vive pure di rendita ma poi, inesorabilmente, comincia a perdere pezzi e sfaldarsi da sola, ad autodistruggersi.
Tu lo vedi ma non te ne preoccupi più di tanto perchè la nuova partita ti stuzzica di più e le tue attenzioni sono tutte lì.

Ve lo ricordate "War Game"?
(WarGames, ndr)
Quel bel filmone anni '80 in cui una simulazione di guerra termonucleare globale diventa reale perchè il computer (macchina notoriamente stupida senza l'intervento umano) della Nasa decide di partecipare al gioco?

Qualcuno trova delle analogie con oggi nella vita reale?"


L'utente in questione mi ha fatto riflettere su quanto successo nei giorni scorsi, sugli impegni di lavoro, che il sig. Claudio Lotito ha sbandierato hai quattro venti, (vds la sua mancata presenza a Sportitalia nella trasmissione condotta da Michele Criscitiello con la presenza di Alfredo Pedullà nello studio di Roma,  che ha scatenato le ire del conduttore) per la Salernitana. Ripeto, per la Salernitana non per la Lazio.
Tutto questo, a me fa veramente riflettere e la domanda che mi martella il cervello è questa:
E SE DAVVERO FOSSE COSI'?

Auguri a Lorik Cana

Lorik Cana
Centrocampista, nato a Pristina (Serbia) il 27 luglio 1983. Naturalizzato albanese e in possesso di passaporto svizzero e francese. Viene acquistato dalla Lazio a partire dalla stagione 2011/12. Trasferitosi con la famiglia in Svizzera a causa della guerra dei Balcani, comincia a giocare nelle squadre giovanili del Losanna e poi del Paris Saint Germain in Francia. Nel 2002 entra a far parte della squadra maggiore dei Transalpini e vi rimane sino al 2005 dopo aver vinto una Coppa di Francia nella stagione 2003/04. Dal 2005 al 2009 milita nell'Olympique Marsiglia di Jean Fernandez e disputa con questa squadra 122 gare. Nel periodo marsigliese viene indicato tra i mediani più forti e completi del Campionato francese. Nella stagione 2009/10 si trasferisce in Inghilterra dove veste la maglia del Sunderland di cui è anche capitano. La stagione successiva passa al Galatarasay. Il 3 luglio 2011 la Lazio lo acquista nell'ambito della trattativa che porta il portiere Muslera nella squadra turca.

Ha giocato (dal 2003) 50 gare nella nazionale albanese di cui è anche capitano.

Cana è un mediano potente e tatticamente abilissimo nel far ripartire la propria squadra. E' anche molto grintoso e qualche volta l'esuberanza eccessiva ne condiziona il rendimento. E' dotato di un fisico molto atletico, essendo alto m 1,86 per un peso di kg 84.

E' stato proclamato per tre volte calciatore albanese dell'anno e nel 2009 è stato inserito tra i primi cinque centrocampisti europei. E' ambasciatore UNICEF per l'Albania e parla cinque lingue, tra cui l'Italiano. Il suo soprannome è "Il guerriero".

Colleziona 15 presenze e 2 reti in campionato (aggiornato a giugno 2012).


Fonte: LazioWiki.org


Cana compie oggi 29 anni.
TANTI AUGURI LORIK

Auguri a Goran Pandev

Goran Pandev
Attaccante, nato a Strumica (F.Y.R.O.M.) il 27 luglio 1983. La carriera professionistica di Pandev comincia a soli 16 anni quando era già titolare della squadra del Belasica. L'esperienza nel campionato macedone è destinata però a durare solo una stagione, infatti l'Inter mostra subito il proprio interessamento per l'attaccante, che decide di portare in Italia nell'estate del 2001. Dopo la stagione 2001/02 la squadra meneghina decide di cederlo a titolo di prestito allo Spezia. In Liguria raccoglie 22 presenze e mette a segno 4 gol nel campionato di serie C1. La stagione seguente i nerazzurri decidono di prestarlo all'Ancona, con i marchigiani oltre all'esordio in Serie A nella partita Ancona-Siena disputata 2 novembre 2003 arrivano 20 presenze e una rete. Viene acquistato nel 2004 dall'Ancona. Disputa cinque stagioni in maglia biancoceleste. Con la Lazio colleziona 159 presenze e 48 goals in Campionato. Nel dicembre 2009 con una sentenza del collegio arbitrale il giocatore ottiene la risoluzione del contratto che lo avrebbe legato per un altro anno alla società biancoceleste e viene ingaggiato dall'Inter di Moratti. Con la squadra nerazzurra vince nella stagione 2009/10 lo scudetto, la Coppa Italia e la Champions League.

Nel luglio 2012 viene acquistato dal Napoli.

Fonte: LazioWiki.org

Pandev compie oggi 29 anni

AUGURI GORAN